| Una cosa é certa: Ferno ha già scelto da
che parte stare. La manifestazione "spontanea" che ieri mattina hanno messo in
atto un'ottantina di persone, davanti alla discoteca Nautilus, é stata una precisa scelta
di campo: sul banco degli imputati le guardie della discoteca. La solidarietà invece è
tutta per Salvatore Greco, il ristoratore di 43 anni che ha difeso i suoi figli, uccidendo
due buttafuori dopo aver visto la vita dei filgi messa in pericolo dalla violenza dei
buttafuori. A Cardano al Campo, il paese del Nautilus, nessuno sa nulla degli
organizzatori della protesta (che comunque é stata civile e ordinata). A Ferno invece la
musica cambia. Tutti sanno ma nessuno ha voglia di aggiungere altro. "Siamo stati tutti noi a organizzarla" dicono al Bar Dante, il
locale di fianco alla chiesa. "Non c'è stata una regia particolare, la voce si é
sparsa - risponde il ragazzo che sta di fronte al banco - e molti ci sono andati".
"Era una risposta giusta per dire come stanno le cose" spiega un altro in
piazza, che però non vuole esporsi dicendo il suo nome. Cittadini e negozianti non
aggiungono di più. Inoltre é lunedì pomeriggio e molti esercizi commerciali sono
chiusi. Ma i ragazzi, al sit-in, ci sono stati. E anche la telecamera del Tg5 c'era,
chiamata da qualcuno evidentemente. Insomma, anche se ora sembra calato il silenzio
sull'episodio di ieri, un segnale preciso, questa comunità, o almena quella più vicina
alla famiglia Greco, lo ha voluto dare.
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