|
|
 |
| Duplice omicidio al
Nautilus - Una lettera da Cardano |
| L'arte dello struzzo |
|
Lunedì 11 dicembre, ore 22:45
Ho appena finito di leggere i pezzi più recenti sui tragici fatti della discoteca
Nautilus.
Vorrei fare due considerazioni:
Quanto scritto da don Andrea Meregalli andrebbe stampato in forma di poster ed affisso
sulle porte sia del Nautilus, che della pizzeria dei Greco a Ferno; poi andrebbe stampato
come pagina di libro di testo di educazione civica e fatto girare nelle scuole, ad
iniziare da quelle delle nostre due "ridenti" cittadine ( a proposito: perchè
nell'aggiornamento delle 18:30 circa era in "prima" e adesso è semisepolto in
un link di spalla ? ).
Quanti "benpensanti" e "benviventi" pronti a farsi giustizia da sé ci
sono tra di noi! Gente che si dice "agisce così perché non ha più fiducia nello
Stato".
Forse ci si dimentica che lo Stato siamo NOI. Siamo NOI, con i nostri comportamenti, che
legittimiamo o delegittimiamo quell'insieme di regole che si chiama civile convivenza.
Poi, quando succede il fattaccio, allora sembriamo tanti viaggiatori appena sbarcati,
pronti a stupirci delle "novità", come se fossimo stati via per chissà quanto
tempo, magari sulla faccia nascosta della luna.
Seconda cosa: Se il sit-in di ieri davanti alla discoteca si è svolto come descritto
nell'articolo ( e non ho motivo per dubitarne), allora lo considero inquietante. Sì,
perchè questa "migrazione" organizzata al bar, per manifestare sotto l'occhio
del Grande Fratello senza, parrebbe, nessun esercizio di spirito critico, sa tanto di
levata di scudi, contro tutto e tutti. E ad alzare barricate in questi casi è sempre
pericoloso.
Capisco tante cose: la comunità relativamente piccola, in cui ci si conosce tutti; la
persona per bene, pronta a darti sempre una mano; il genitore in preda alla legittima
ansia per l'incolumità dei propri figli; ma una cosa proprio non la capisco: a parte le
rarissime eccezioni di questi giorni, perché non ci si chiede cosa sta diventando questa
nostra società, in cui sembra poi così giusto che un padre faccia fuori due persone solo
perché gli hanno picchiato uno dei figli ? Una denuncia circostanziata, fatta ai
carabinieri non sarebbe bastata ? E un poco più rigore nel ruolo di genitore non avrebbe
giovato? Non mi sembra, e concludo, che questa triste vicenda stia provocando un confronto
di coscienze ed una riflessione sui nostri stili di vita. Penso invece che ci si stia
avvitando in una spirale, già vista troppe volte, di palleggiamento di colpe, di
ricostruzione di verginità ed anche di sano esercizio dell'arte dello struzzo, unito
anche a una spruzzata di opportunismo politico. Spero di sbagliarmi, ma ... |
| Angelo
Bellora
|

|
Torna all'inizio
dell'articolo |
|
 |
 |
|