La conferenza unitaria Rls/Rlst di Modena ha tracciato un solco
indelebile: in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro il sindacato mostra un fronte
compatto, una sola faccia, e ritrova un'unitarietà persa su altre questioni. Un fronte
compatto, ribadito anche nel convegno "Infortuni e malattie professionali percorsi e
prevenzione" di Busto Arsizio organizzato dal dipartimento ambiente e sicurezza della
Cgil, Cisl e Uil.
(sopra Giorgio Santini segretario nazionale
della Cisl)
Un'unità che non ha mostrato mai un cedimento, dalla relazione di
Lorenzo Todeschini, passando per gli interventi di Renato Franchi, Mauro Ghiselli, fino
alla chiusura decisa e ricca di sostanza da parte di Giorgio Santini,
segretario nazionale della Cisl. L'intervento di Santini,
è stato preceduto e, in un certo senso, stimolato dalle testimonianze e dalle esperienze
di alcune Rls. In particolare è da segnalare, per incisività e lucidità sul
problema, quella di Michele Palazzo (nella foto a destra) .
«Dobbiamo porre una questione di effettività della Rls - ha detto Palazzo, Rls nella
Tintoria Azimonti di Olgiate Olona- . Le Rls sono l'ultima ruota del carro, devono
combattere contro la miopia e spesso contro la malafede della classe padronale. Le
Rls all'interno delle fabbriche subiscono minacce e intimidazioni e la pressione di una
controcultura che li mette in cattiva luce, anche con i propri compagni di lavoro.
L'effettività e la giusta applicazione della normativa le si ottengono stanando quelle
lobby politiche, presenti in Parlamento, che fanno da ostacolo».
Santini ha raccolto la palla e rilanciato con più forza, senza
usare mezzi termini nel definire l'atteggiamento di Confidustria e delle associazioni
padronali in tema di sicurezza. «Siamo in Europa - ha detto il segretario nazionale
della Cisl - e mentre in alcuni Paesi europei le Rls hanno addirittura il potere di
fermare i cicli produttivi, da noi vengono trattate come se fossero un fastidio. Le Rls
sono una figura strategica all'interno dell'azienda, ma questo non viene capito.
Confindustria ha l'atteggiamento di chi è ibernato, ha fatto passi da gigante, purtroppo
li ha fatti all'indietro. Non ha compreso che in Europa non è l'abbattimento dei
costi della forza lavoro a renderti competitivo, ma la qualità della produzione, che non
puo' non passare da una seria politica della sicurezza sui luoghi di lavoro».
Seppure si è fatto molto in tema di sicurezza, e i dati presentati
in occasione del convegno sono lì a confermarlo, rimane pressante il problema della
tutela del lavoro nei settori dove la flessibilità è la condizione lavorativa per
eccellenza: lavoro interinale, lavori in appalto e subappalto, lavoro a domicilio.
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