| Malpensa, Malpensa e ancora Malpensa. Come un destino
ineluttabile. Il giorno dopo la decisione della commissione europea che cancella le
incertezze sull'espansione dell'aeroporto, a Case Nuove, in mezzo ai due terminal
dell'aerostazione, si respira aria di rassegnazione. "Per noi la decisione di
Bruxelles non fa notizia - dice al tavolo del bar del paese Eugenio Casagrande, pensionato
-, aspettiamo solo che venga la Finlombarda e ci dia i soldi della delocalizzazione. Io ho
fatto la domanda perché a questo punto bisogna salire su tutti i treni, ma rimango
scettico". "Non ci aspettiamo più nulla, Malpensa crescerà ancora - ammette il
suo vicino di tavolo Gianfranco Zonca". "Sì, e faranno anche la terza pista,
vedrete" gli fa eco Casagrande. "Già, é tutto programmato - ricomincia Zonca -
la gente si aspetta ora di andarsene. Tra dieci anni questo paese sarà morto".
In strada le opinioni non cambiano. "Ormai l'hanno
fatta - sospira Pietro Zibetti, 72 anni, davanti al cancello di casa - dovevano fermarla
25 anni fa. Ora non ho veramente più nulla da dire". E sempre in strada, incontriamo
Luigi Mascheroni, 65 anni (foto), ex dipendente della Sea (come molti altri qui). Il giudizio é sulla stessa linea
d'onda: "Ormai quel che è fatto é fatto. La decisione di ieri non ci ha stupito per
nulla. Mi lasci però dire una cosa: io ho lavorato in molti aeroporti. Prima di fare dei
lavori ho sempre visto che si cercava di salvaguardare il territorio intorno. Ci rimane la
delocalizzazione, ma é un'ingiustizia che una parte di Case Nuove sia in fascia B, e
prenda i soldi, mentre altri siano in fascia A e non abbiano nulla. Almeno per
ora".
Dalla parruchiera invece si discute di altro. Malpensa?
Basta. Non se ne può più. "Non mi dà fastidio Malpensa - dice Francesca Pedrinazzi, 22 anni(foto) -. Non mi
sono mai interessata, so solo che a me non daranno nulla per andar via e finché non ci
sloggiano tutti rimarremo qui. Certo, ha portato anche tanto lavoro , però...".
Sotto le mani della parrucchiera, impassibile, sentiamo anche Maria Salvalaggio, 80 anni.
"Non penso nulla, sono anziana. Sono fuori dalla delocalizzazione e penso solo alla
salute. E poi ho messo i doppi vetri. Non sento niente di quel che accade fuori".
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