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Ore 11.59.56
Giorno
04/06/07
Cassano Magnago - I comunisti Italiani contestano gli accertamenti e recupero ICI e TARSU pagati in base a rendite presunte. 
Le rendite catastali di Cassano, inspiegabilmente simili a quelle di Gallarate 

Riceviamo e pubblichiamo

L’Amministrazione leghista del Comune di Cassano Magnago ha deciso di promuovere, sin dal 1999, un’azione d’accertamento e recupero I.C.I. e T.A.R.S.U. per gli anni dal 1993 al 1998.

I Comunisti Italiani hanno ripetutamente detto che l’accertamento avrebbe dovuto riguardare unicamente le evasioni totali e le denunce palesemente infedeli non contemplando, tra queste, quelle conseguenti l’applicazione di rendite presunte.

Alla "rendita presunta" (spesso determinata in concorso con gli uffici della Pubblica Amministrazione - Comune in testa) i cittadini hanno dovuto ricorrere giacché il Catasto (U.T.E.) non aveva attribuito quella "definitiva".

Il Catasto "latitante" per anni, quando si è deciso a muoversi (anni 1998 e 1999), ha assegnato le rendite definitive anche per Cassano che, essendo alte le categorie e le classi considerate, sono, rispetto a prima, elevate.

Cassano Magnago, catastalmente, è stata equiparata a Gallarate; sarà perché il Sindaco Uslenghi è riuscito, "magicamente", a trasformare Cassano da Comune a Città?

L’Amministrazione comunale avrebbe dovuto, da subito, ricorrere contro ed avverso le rendite catastali assegnate dal Catasto agli immobili cassanesi; ma se n’è guardata bene.

Più è alta la differenza tra la rendita presunta e quella definitiva; maggiore è la differenza d’imposta dovuta, maggiori gli interessi relativi, maggiore l’onere per i cittadini e maggiore l’incasso per il Comune.

Il "lavoro sporco" è stato affidato, dalla Giunta leghista, ad una Ditta privata mediante conferimento diretto e senza, quindi, una gara d’appalto.

A tale Ditta, pagata dal Comune con i soldi dei cassanesi, spetta un compenso pari a una percentuale di circa il 50%, compresa I.V.A., sull’evasione accertata.

Ogni 100 mila lire che i cittadini pagano, a fronte di un accertamento I.C.I. e T.A.R.S.U., circa 50 mila finiscono nelle tasche della Ditta incaricata.

Più i cittadini pagano; più la Ditta incassa (Buone Feste).

La Ditta, con molto zelo e spesso con poca professionalità, sotto la costante pressione dell’Amministrazione Comunale, ha iniziato, da subito, ad operare emettendo numerosi accertamenti I.C.I. e T.A.R.S.U.

Dal 1999 ad oggi, limitatamente all’I.C.I., sono stati emessi più di 13.000 accertamenti; sono state "colpite", circa 2.000 famiglie.

I Comunisti Italiani hanno sempre affermato che era necessario opporsi; molti dei cittadini che si sono rivolti al nostro Partito hanno avuto le giuste indicazioni per farsi "decurtare" la parte non dovuta mentre alcuni si sono visti annullare integralmente gli accertamenti.

I Comunisti Italiani hanno avuto un ruolo importante.

A Cassano si sono dovuti molte volte sostituire Comune che, seppur doveva are gli interessi dei cittadini, procedeva imperterrito ad "incassare".

Al Governo hanno saputo imporre la linea per cui, dopo l’approvazione del collegato alla finanziaria 2000, non si dovranno più pagare gli interessi e le sanzioni amministrative.

Se la Lega avesse voluto ascoltare i cassanesi ed i consigli dei Comunisti Italiani, i cittadini ora sarebbero "su uno stesso piano" ed avrebbero tutti pagato molto meno (massimo un quarto di quanto pagato)

Dal giorno 11 Dicembre 2000 si è creata una "spaccatura", o meglio un’incredibile disparità di trattamento.

A chi, a quella data (11.12.2000), ha pagato difficilmente sarà rimborsata, anche in parte, l’imposta versata; a chi, contrariamente, non ha ancora pagato e per il quale non sono ancora trascorsi i termini di 60 giorni dalla notifica degli accertamenti è possibile ricorrere per non pagare gli interessi conteggiati nei medesimi (mediamente incidono, per i sei anni considerati, per un terzo dell’intero importo).

Inoltre, per chi ha una scadenza dei termini (60 giorni) successiva il 1° Gennaio 2001, vi è la possibilità di non pagare gli interi importi dovuti per gli anni 93 e 94.

Se da un lato vi è stata la casualità di "ricadere" nel periodo antecedente o successivo il giorno 11 Dicembre 2000; dall’altra il "privilegio" di ricadere in quello successivo è toccato, spesso, alle attività industriali e commerciali e, solo in una minima parte, alle unità abitative.

I Comunisti Italiani, rispetto alla vicenda dell’I.C.I., non hanno nulla da imputare alle categorie sopra menzionate valendo, anche per loro, il binomio rendita presunta-rendita definitiva ma non concepiscono che, ancora una volta, l’Amministrazione, scegliendo di "porli in coda" ai restanti accertamenti, ha deciso di "favorirli" rispetto ai restanti cittadini.

I Comunisti Italiani chiedono all’Amministrazione leghista di:

  • sospendere tutti gli accertamenti in corso;
  • restituire a tutti gli interessi versati;
  • "allontanare" la Ditta incaricata dei conteggi per gli accertamenti;
  • riconoscere che tutti gli interessi calcolati sulla base del 7% semestrale sono superiori alla soglia d’usura come stabilito dalla Sentenza della Corte di Cassazione del 17 Novembre 2000 – in applicazione al Decreto del Ministero del Tesoro del 21 Settembre 2000.

Renato Pagnan
Partito dei Comunisti Italiani
Gruppo consiliare
Cassano Magnago

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