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Ore 12.00.20
Giorno
04/06/07
Malpensa - Venti centimetri di neve hanno mandato in tilt l'hub con drammatiche ripercussioni su migliaia di passeggeri. Da questa mattina, lo scalo è tornato alla normalità: voli regolari e attese pressocchè nulle.
Il ministro apre un'indagine sul collasso di Malpensa

Sarà anche vero che molti non vedono l'ora di sparare a zero sulla Sea, ma questa volta la fìgura fatta dalla società che gestisce Malpensa è davvero grave. Un Natale che molti turisti si ricorderanno bene. In migliaia hanno bivaccato per due giorni in aeroporto senza sapere esattamente quale fosse il loro destino.
La Sea ribatte colpo su colpo e sostiene di aver fatto bene a non chiudere l'hub malgrado la fitta nevicata. Questo avrebbe permesso a circa quattordicimila passeggeri di poter volare. Ma a che prezzo? E soprattutto perché tanto disservizio?
Malpensa, come giustamente sostiene l'ex ministro Ronchi, è in Lombardia e quindi è abbastanza prevedibile che in inverno nevichi. Su questo anche il sindacato ha aperto una decisa polemica perché a loro giudizio la Sea non avrebbe voluto trattare per predisporre un piano antineve più adeguato alle misure del nuovo scalo. Tanto è che sono stati oltre 200 i voli cancellati in due giorni e che ci vorrà tutta la giornata di domani per recuperare i ritardi accumulati nelle partenze.

Il presidente dell'Aduc, associazione di consumatori, Vincenzo Donvito va giù pesante affermando che "Chissa' perche' ci sono aeroporti come quelli scandinavi o del nordamerica dove la neve c'e' sempre e gli aeri vanno e vengono altrettanto sempre ..... sarebbe stato tanto difficile concepire la struttura anche con piste riscaldate? Alla Sea ci dicono che sono 14 mila le persone che, nonostante tutto e grazie alla scelta di far partire il partibile, sono riuscite a raggiungere le loro destinazioni, ma non ci dice quante sono quelle che sono rimaste a terra e quelle che, soprattutto, grazie a questa scelta di parziale movimentazione e all'illusione che prima o poi si sarebbe partiti, non sono subito andate via, scegliendo altri aeroporti (dove magari la Sea stessa avrebbe potuto organizzare atterraggi e decolli alternativi) o altri mezzi.
Per tutte queste persone e per quelli che sono partiti con ritardi oltre l'ora, chiediamo che la Sea si faccia carico di un rimborso di 50 mila lire l'ora. Intanto chiediamo che l'amministratore delegato Giorgio Fossa, si impegni
pubblicamente su quali provvedimenti prendera' perche' cio' non si verifichi piu': non promesse con lettere di scuse che vengono spedite in modo prestampato dai computer dell'amministrazione, ma impegni con dati e tempi
precisi, con cui strutturare lo scalo di Malpensa all'altezza dei suoi simili europei e nordamericani".

Sull'intera vicenda è intervenuto il ministro dei trasporti il quale ha assicurato che verrà aperta un'indagine per chiarire eventuali responsabilità.

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