Sarà anche vero che molti non
vedono l'ora di sparare a zero sulla Sea, ma questa volta la fìgura fatta dalla società
che gestisce Malpensa è davvero grave. Un Natale che molti turisti si ricorderanno bene.
In migliaia hanno bivaccato per due giorni in aeroporto senza sapere esattamente quale
fosse il loro destino.
La Sea ribatte colpo su colpo e sostiene di aver fatto bene a non chiudere l'hub malgrado
la fitta nevicata. Questo avrebbe permesso a circa quattordicimila passeggeri di poter
volare. Ma a che prezzo? E soprattutto perché tanto disservizio?
Malpensa, come giustamente sostiene l'ex ministro Ronchi, è in Lombardia e quindi è
abbastanza prevedibile che in inverno nevichi. Su questo anche il sindacato ha aperto una
decisa polemica perché a loro giudizio la Sea non avrebbe voluto trattare per predisporre
un piano antineve più adeguato alle misure del nuovo scalo. Tanto è che sono stati oltre
200 i voli cancellati in due giorni e che ci vorrà tutta la giornata di domani per
recuperare i ritardi accumulati nelle partenze.Il
presidente dell'Aduc, associazione di consumatori, Vincenzo Donvito va giù pesante
affermando che "Chissa' perche'
ci sono aeroporti come quelli scandinavi o del nordamerica dove la neve c'e' sempre e gli
aeri vanno e vengono altrettanto sempre ..... sarebbe stato tanto difficile concepire la
struttura anche con piste riscaldate? Alla Sea ci dicono che sono 14 mila le persone che,
nonostante tutto e grazie alla scelta di far partire il partibile, sono riuscite a
raggiungere le loro destinazioni, ma non ci dice quante sono quelle che sono rimaste a
terra e quelle che, soprattutto, grazie a questa scelta di parziale movimentazione e
all'illusione che prima o poi si sarebbe partiti, non sono subito andate via, scegliendo
altri aeroporti (dove magari la Sea stessa avrebbe potuto organizzare atterraggi e decolli
alternativi) o altri mezzi.
Per tutte queste persone e per quelli che sono partiti con ritardi oltre l'ora, chiediamo
che la Sea si faccia carico di un rimborso di 50 mila lire l'ora. Intanto chiediamo che
l'amministratore delegato Giorgio Fossa, si impegni
pubblicamente su quali provvedimenti prendera' perche' cio' non si verifichi piu': non
promesse con lettere di scuse che vengono spedite in modo prestampato dai computer
dell'amministrazione, ma impegni con dati e tempi
precisi, con cui strutturare lo scalo di Malpensa all'altezza dei suoi simili europei e
nordamericani".
Sull'intera vicenda è intervenuto il ministro dei trasporti il
quale ha assicurato che verrà aperta un'indagine per chiarire eventuali responsabilità.
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