| Diciotto chili e
ottocento grammi, occultati con tre diversi stratagemmi, trasportati da Caracas, ad
Amsterdam, e infine a Malpensa, proprio nel giorno di Natale, sperando magari in un
depotenziamento dei controlli. E invece l'aeroporto era pieno zeppo di forze dell'ordine,
quel giorno, vuoi perché impazzava la rivolta al blocco forzato imposto dalla neve, vuoi
perché i servizi antidroga non vanno mai in vacanza. Così, due gelesi di S.Giuliano
Milanese, Carmelo Scicolone 29 anni ed Elio Brumone 34 anni, non hanno superato il blocco
imposto dagli ispettori della dogana e dai carabinieri .
I due sono stati fermati alla dogana, poco dopo il loro sbarco dall'aereo. Provenivano da
una tratta su cui i controlli delle forze dell'ordine sono sempre attentissimi. E anche
questa volta le maglie della repressione del traffico si sono strette al momento giusto. I
due viaggiavano con una valigia-carrello. Ma qualcosa ha insospettito gli agenti, e
precisamente una serie di saldature un po' troppo vistose. Praticato un foro, gli agenti
si sono visti sgorgare la polvere bianca. Immediati i controlli anche sul bagaglio a bordo
che i due attendevano. Le forze dell'ordine hanno prima controllato alcune buste di
cartone con dentro bottiglie di vino. Un altro espediente che in realtà celava un ingente
quantitativo di cocaina. Che successivamente sarebbe stata separata dal liquido in una
delle "raffinerie" delle organizzazioni criminali sparse sul nostro territorio.
La terza partita di droga, circa quattro chili e mezzo, veniva
ritrovata invece nel fondo di una borsa sportiva. Una lastra di pasta di cocaina,
verniciata di nero. La partita di droga avrebbe fruttato, se immessa sul mercato, poco
meno di sei miliardi.
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