| Riceviamo e pubblichiamo
Babbo Natale sotto lalbero ha lasciato ai
cittadini dellarea omogenea Gallarate-Busto-Legnano e della provincia di Varese un
triste primato: primi in classifica nellinquinamento provocato dalle temibili
polveri sottili PM10.
Purtroppo cè poco da scherzare su questi dati estremamente allarmanti. Dopo un
intero mese di valori altissimi degli inquinanti atmosferici, dopo un probabile blocco del
traffico evitato per una manutenzione inopportuna delle centraline durante le feste
dellImmacolata, siamo arrivati a Natale con dati mai registrati del PM10. In data 23
dicembre la centralina di Busto sita in via Palermo ha registrato 173 microgrammi di
polveri sottili per metro quadro, contro una soglia di 50 per il livello di attenzione e
75 per quello di allarme: oltre il doppio del limite dallarme, considerato già
fortemente dannoso per la salute. Il dato più alto registrato in tutta la regione
Lombardia.
Un triste primato che Legambiente cercherà di non far rimuovere dalle coscienze degli
amministratori e dei cittadini.
Ma questo non è tutto, anzi, il dato registrato a
Busto Arsizio rappresenta il picco di una tendenza venefica: prima di Natale sei
centraline su sette nella provincia di Varese erano vicine o superavano la soglia di
allarme per il PM10.
LAmministrazione provinciale di Varese, oltre ad attuare una politica di inerzia e
di inadeguatezza nei confronti del governo della mobilità, non divulga i dati sugli
inquinanti atmosferici che tutti i cittadini respirano. Nellimpervio sito internet
della Provincia di Varese, una delle poche fonti che diffonde i dati sugli inquinanti, da
quasi una settimana, precisamente dal 21/12, tutto è bloccato ed i dati non vengono
aggiornati.
Sulla volontà di trasparenza da parte della
Provincia i precedenti non sono confortanti: durante le feste dellImmacolata, in
pieno allarme smog, i dati delle centraline di rilevamento si bloccarono per alcuni
giorni, evitando il blocco del traffico che interessò Milano e Como; a metà dicembre la
centralina di Busto Palermo, raggiunto gli otto giorni oltre la soglia di attenzione,
inspiegabilmente si bloccò, invalidando il conteggio che portava al blocco del traffico.
Ma il fatto più grave sta accadendo in questi giorni: ancora una volta, giunti alla
vigilia di Natale con il blocco del traffico imminente causato dallaria divenuta
irrespirabile, sono scomparsi i dati che le centraline della Provincia divulgano in tutta
la regione Lombardia, mancando così al diritto fondamentale di informazione ai cittadini
sancito dalla legge 39 del 1997.
Queste coincidenze ci sembrano troppo strane per
essere considerate tali.
Legambiente chiede alla Provincia di Varese di ristabilire un diritto
elementare verso i cittadini: la trasparenza delle informazioni su dati che interessano
direttamente la nostra salute. In caso contrario, oltre ad avviare da parte nostra le
dovute pratiche legali, i cittadini sapranno come comportarsi nelle prossime elezioni
amministrative.
Lo andiamo ripetendo da tempo: se gli amministratori
non prendono dei provvedimenti seri per il governo del traffico, lincentivazione di
mezzi di trasporto pubblici efficienti ed efficaci, andremo presto al collasso
dellintero sistema di trasporto privato.
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