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Ore 12.01.05
Giorno
04/06/07
Busto Arsizio - Mal'aria, continua la protesta di Legambiente
"Pm10: Il triste primato della provincia di Varese"

Riceviamo e pubblichiamo

Babbo Natale sotto l’albero ha lasciato ai cittadini dell’area omogenea Gallarate-Busto-Legnano e della provincia di Varese un triste primato: primi in classifica nell’inquinamento provocato dalle temibili polveri sottili PM10. 
Purtroppo c’è poco da scherzare su questi dati estremamente allarmanti. Dopo un intero mese di valori altissimi degli inquinanti atmosferici, dopo un probabile blocco del traffico evitato per una manutenzione inopportuna delle centraline durante le feste dell’Immacolata, siamo arrivati a Natale con dati mai registrati del PM10. In data 23 dicembre la centralina di Busto sita in via Palermo ha registrato 173 microgrammi di polveri sottili per metro quadro, contro una soglia di 50 per il livello di attenzione e 75 per quello di allarme: oltre il doppio del limite d’allarme, considerato già fortemente dannoso per la salute. Il dato più alto registrato in tutta la regione Lombardia.
Un triste primato che Legambiente cercherà di non far rimuovere dalle coscienze degli amministratori e dei cittadini.

Ma questo non è tutto, anzi, il dato registrato a Busto Arsizio rappresenta il picco di una tendenza venefica: prima di Natale sei centraline su sette nella provincia di Varese erano vicine o superavano la soglia di allarme per il PM10. 
L’Amministrazione provinciale di Varese, oltre ad attuare una politica di inerzia e di inadeguatezza nei confronti del governo della mobilità, non divulga i dati sugli inquinanti atmosferici che tutti i cittadini respirano. Nell’impervio sito internet della Provincia di Varese, una delle poche fonti che diffonde i dati sugli inquinanti, da quasi una settimana, precisamente dal 21/12, tutto è bloccato ed i dati non vengono aggiornati.

Sulla volontà di trasparenza da parte della Provincia i precedenti non sono confortanti: durante le feste dell’Immacolata, in pieno allarme smog, i dati delle centraline di rilevamento si bloccarono per alcuni giorni, evitando il blocco del traffico che interessò Milano e Como; a metà dicembre la centralina di Busto Palermo, raggiunto gli otto giorni oltre la soglia di attenzione, inspiegabilmente si bloccò, invalidando il conteggio che portava al blocco del traffico. Ma il fatto più grave sta accadendo in questi giorni: ancora una volta, giunti alla vigilia di Natale con il blocco del traffico imminente causato dall’aria divenuta irrespirabile, sono scomparsi i dati che le centraline della Provincia divulgano in tutta la regione Lombardia, mancando così al diritto fondamentale di informazione ai cittadini sancito dalla legge 39 del 1997.

Queste coincidenze ci sembrano troppo strane per essere considerate tali. 
Legambiente chiede alla Provincia di Varese di ristabilire un diritto elementare verso i cittadini: la trasparenza delle informazioni su dati che interessano direttamente la nostra salute. In caso contrario, oltre ad avviare da parte nostra le dovute pratiche legali, i cittadini sapranno come comportarsi nelle prossime elezioni amministrative.

Lo andiamo ripetendo da tempo: se gli amministratori non prendono dei provvedimenti seri per il governo del traffico, l’incentivazione di mezzi di trasporto pubblici efficienti ed efficaci, andremo presto al collasso dell’intero sistema di trasporto privato.

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