Giorgio Fossa,
presidente della Sea, beve l'amaro calice delle scuse e dell'offerta di dimissioni e poi
passa la coppa agli altri colpevoli. Primo in ordine di apparizione il responsabile del
settore gestione dello scalo Roberto Belloni. "Non ha avvisato nessuno del mio staff
di quanto succedeva. Io ero all'estero ma reperibile 24 ore su 24" ha detto. Poi la
Calepio Scavi di Bergamo, la ditta che ha fornito solo 8 spalatori su 38, e che quindi non
avrebbe rispettato gli accordi contrattuali. Per questo si annunciano azioni legali.
Le dimissioni sono state quindi respinte in tarda
mattinata dal sindaco di Milano Gabriele Albertini. "Piaccia o no a qualcuno, io vado
avanti" ha spiegato l'ex presidente di Confindustria. Che non ha mancato anche di
rilevare come la polemica politica sollevatasi sia stata eccessiva. E come qualche attacco
sia stato inaspettato. Vedi il presidente della Regione Formigoni.
Per il futuro Fossa ha annunciato una serie di
contromisure: Il piano per le situazioni emergenza sarą rivisto. Verrą rafforzato il
rapporto con le ditte che lavorano in appalto. Verranno riviste le procedure di
sbrinamento e disgelo degli aeromobili. Verrą creata una task-force dirigenziale
reperibile 24 ore su 24 in caso di emergenza. E inoltre si procederą alla messa in atto
di un piano per l'assistenza dei passeggeri modellato su quello del millenium bug.
|