"Giorgio Fossa é
il maggior responsabile della debacle di Malpensa". Piergianni Rivolta, segretario
provinciale di Filt-Cgil, dà un giudizio molto duro su quel che sta accadendo alla Sea.
"Lavoro in quest'azienda da 27 anni e posso dire che mai come quest'anno si é
vissuto un clima di difficoltà". E' colpa solo di 30 centimetri di neve? "No -
risponde Rivolta - quella è stata la punta di un iceberg. L'arrivo di Fossa é coinciso
con un gioco al massacro di dirigenti, con il risultato che ora nessuno osa fare nulla
senza di lui. Così si é creato l'immobilismo. Non si sa più chi comanda. C'é poi un
amministratore ombra, un uomo di fiducia di Fossa, che nessuno ha mai presentato
ufficialmente ma che di fatto fa il bello e il cattivo tempo. E il clima è di forte
pressione. Per questo non é accettabile uno scarico di responsabilità verso altri
dirigenti. Le faccio un esempio. Fossa é presidente ma anche amministratore delegato.
Vuol dire che la gestione dell'organizzazione é a suo carico. Beh, i risultati sono sotto
gli occhi di tutti. Si doveva dimettere".
Intanto continua la disamina di quel che è accaduto: sotto accusa i servizi esterni.
Perché tanta inefficienza? "E' colpa del sistema degli appalti - é la posizione di
Flavio Nossa, dirigente della Camera del Lavoro di Malpensa -. C'é un indotto fatto di
terziarizzazione a basso prezzo che ha fortemente abbassato la qualità. Una politica
fatta di tagli dei costi, senza attenzione per la qualità, ha portato a una riduzione di
efficienza. Malpensa non é una grande fabbrica. E' un produtore di servizi complesso. E i
servizi necessitano di qualità". Quindi il problema sono i servizi esterni?
"Sì, i lavoratori interni Sea sono andati quasi tutti a lavorare in quei due giorni.
Il problema é stato per esempio l'arrivo di una ditta da Bergamo con ore di ritardo e con
mezzi insufficienti". Quanti sono i lavoratori dell'indotto? "Circa 5.000
addetti, 200 aziende, con una forte percentuale di lavoratori varesini. E su questo
bisognerebbe riflettere di più. Malpensa non può essere considerata sempre e solo una
faccenda milanese. Malpensa é in provincia di Varese e per noi é un fatto
decisivo". E in futuro? "In futuro - risponde Nossa - bisognerà cominciare a
trattare l'azienda per la qualità del prodotto che deve offrire e non per la quantità di
soldi che può produrre".
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