Partita sospesa per mancanza di giocatori. E anche per un errore
dell'arbitro. Questo il responso del consiglio di martedì sera, in cui, ancora una volta,
la maggioranza non é riuscita a garantire il numero legale. In palio c'era soprattutto
una modifica dello statuto del consiglio. E precisamente l'articolo 14 con il quale il
Polo chiedeva l'allargamento della giunta da 6 a 8 assessori. Ma ieri sera, An, FI e
socialisti, si erano presentati con un ulteriore emendamento che recitava più o meno
così: "La giunta é composta dal sindaco e da non meno di 6 assessori". Fatto
salvo il limite massimo di legge, ovvero 10. Niente più limiti quindi (nella
foto il municipio). Il provvedimento era appetitoso, soprattutto per il gruppo
socialista, a caccia di visibilità sulle poltrone dell'amministrazione. Eppure, al
fischio di inizio, ecco già il colpo di scena. Il succulento punto all'ordine del giorno
é niente di meno che una modifica statutaria. Il regolamento vigente (articolo 13 comma
4) prevede che le modifiche statutarie debbano essere fatte con una convocazione in
seduta ordinaria, con preavviso di 5 giorni. Il consiglio di ieri era invece in
convocazione straordinaria, con preavviso di 3 giorni. Il capogruppo leghista Pietro
Agostinelli prende la parola e rivela l'inghippo. Momenti d'imbarazzo. Nella maggioranza
non se n'era accorto nessuno, nonostante i leghisti avessero inviato una lettera qualche
giorno prima per segnalare il problema. La seduta si interrompe e le minoranze abbandonano
l'aula. Si decide di continuare escludendo il punto sullo statuto. Alla successiva
chiamata rispondono però solo 13 consiglieri del Polo. Non c'é il numero legale. Tutti
negli spogliatoi, ergo a casa propria. Il Polo sconta alcune assenze giustificate ma
nonostante questo i commenti non mancano. "Il presidente Bosco vuole cambiare lo
statuto ma non conosce quello vigente" é il caustico giudizio del leghista Gnocchi,
il vero architetto dello sgambetto formale di ieri sera. E ancora: "L'hanno fatto
apposta per far arrabiare i socialisti o sono realmente incapaci?". Il presidente
Roberto Bosco minimizza: "In realtà é mancato il numero legale, perché la seduta,
anche senza il punto sullo statuto, poteva andare avanti. La Lega é contraria
all'allargamento della giunta - continua - e ha trovato questo spiraglio per bloccare il
dibattito. Non mi ero accorto dell'errore e prendo atto che non se n'era accorto nemmeno
il segretario generale". Anche sulla mancanza del
numero legale il Polo smorza i toni: "Nessuna trama, solo un imprevisto"
é il giudizio del socialista Giuseppe Gallotta. "Sono cose che possono
succedere, c'erano consiglieri con problemi di salute" argomento il capogruppo
forzista Roberto Delodovici. E sulla richiesta di allargare le maglie della giunta? Come
la pensa il Polo? "E' innegabile che i socialisti necessitino una maggiore
visibilità - é il commento ancora di Delodovici -, in ogni maggioranza é lecito
chiedere più coinvolgimento". Luca Capodiferro di An é dello stesso parere:
"La visibilità politica è sacrosanta, poi deciderà il sindaco in completa
autonomia".
Le opposizioni interpretano un altro sentire. "L'allargamento é inopportuno e serve
solo per questioni di potere" dice Antonio Pepe dei Ds. "E' un casino, non
si capisce più niente" é infine il sintetico parere di Angelo Luini (Ape).
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