Torna alla
zona sud

E-mail


Ore 12.03.44
Giorno
04/06/07
Gallarate - Alcune assenze e un errore formale del presidente mandano deserta la seduta. Salta l'allargamento della giunta
Il Polo vuole 4 poltrone in più, 
ma si mette nei guai da solo

Partita sospesa per mancanza di giocatori. E anche per un errore dell'arbitro. Questo il responso del consiglio di martedì sera, in cui, ancora una volta, la maggioranza non é riuscita a garantire il numero legale. In palio c'era soprattutto una modifica dello statuto del consiglio. E precisamente l'articolo 14 con il quale il Polo chiedeva l'allargamento della giunta da 6 a 8 assessori. Ma ieri sera, An, FI e socialisti, si erano presentati con un ulteriore emendamento che recitava più o meno così: "La giunta é composta dal sindaco e da non meno di 6 assessori". Fatto salvo il limite massimo di legge, ovvero 10. Niente più limiti quindi (nella foto il municipio). Il provvedimento era appetitoso, soprattutto per il gruppo socialista, a caccia di visibilità sulle poltrone dell'amministrazione. Eppure, al fischio di inizio, ecco già il colpo di scena. Il succulento punto all'ordine del giorno é niente di meno che una modifica statutaria. Il regolamento vigente (articolo 13 comma 4)  prevede che le modifiche statutarie debbano essere fatte con una convocazione in seduta ordinaria, con preavviso di 5 giorni. Il consiglio di ieri era invece in convocazione straordinaria, con preavviso di 3 giorni. Il capogruppo leghista Pietro Agostinelli prende la parola e rivela l'inghippo. Momenti d'imbarazzo. Nella maggioranza non se n'era accorto nessuno, nonostante i leghisti avessero inviato una lettera qualche giorno prima per segnalare il problema. La seduta si interrompe e le minoranze abbandonano l'aula. Si decide di continuare escludendo il punto sullo statuto. Alla successiva chiamata rispondono però solo 13 consiglieri del Polo. Non c'é il numero legale. Tutti negli spogliatoi, ergo a casa propria. Il Polo sconta alcune assenze giustificate ma nonostante questo i commenti non mancano. "Il presidente Bosco vuole cambiare lo statuto ma non conosce quello vigente" é il caustico giudizio del leghista Gnocchi, il vero architetto dello sgambetto formale di ieri sera. E ancora: "L'hanno fatto apposta per far arrabiare i socialisti o sono realmente incapaci?". Il presidente Roberto Bosco minimizza: "In realtà é mancato il numero legale, perché la seduta, anche senza il punto sullo statuto, poteva andare avanti. La Lega é contraria all'allargamento della giunta - continua - e ha trovato questo spiraglio per bloccare il dibattito. Non mi ero accorto dell'errore e prendo atto che non se n'era accorto nemmeno il segretario generale". 

Anche sulla mancanza del numero legale il Polo smorza i toni: "Nessuna trama, solo un imprevisto" é  il giudizio del socialista Giuseppe Gallotta. "Sono cose che possono succedere, c'erano consiglieri con problemi di salute" argomento il capogruppo forzista Roberto Delodovici. E sulla richiesta di allargare le maglie della giunta? Come la pensa il Polo? "E' innegabile che i socialisti necessitino una maggiore visibilità - é il commento ancora di Delodovici -, in ogni maggioranza é lecito chiedere più coinvolgimento". Luca Capodiferro di An é dello stesso parere: "La visibilità politica è sacrosanta, poi deciderà il sindaco in completa autonomia".
Le opposizioni interpretano un altro sentire. "L'allargamento é inopportuno e serve solo per questioni di potere" dice  Antonio Pepe dei Ds. "E' un casino, non si capisce più niente" é infine il sintetico parere di Angelo Luini (Ape).

Roberto Rotondo

Torna all'inizio dell'articolo