La Protezione Civile di Gallarate annuncia che
da oggi non sarà più in grado di garantire il proprio intervento in caso di calamità. I
mancati rimborsi e i finanziamenti regionali rimandati al giugno 2001, non permetteranno
all'associazione di rinnovare i contratti di assicurazione dei propri mezzi di soccorso.
Impossibile, allo stato delle cose, anche pagare carburante e manutenzione. La ProcivArci
gallaratese dispone di 11 automezzi. Il 2 gennaio 2001 scadrà il contratto del camion con
braccio gru. E, se non succederà qualcosa, quella sarà la prima polizza a non essere
rinnovata.
Con 40 volontari e un curriculum di tutto rispetto,
che annovera missioni dal Kossovo, alla Turchia, alle recenti alluviioni, il gruppo
Protezione civile di Gallarate é uno dei più attivi e ben dotati dell'intera provincia.
Risolto il problema delle sede di via De Magri, (il Comune ha garantito che potranno
restare fino all'inizio dei lavori per il polo culturale) è ora il portafoglio a mettere
in ginocchio il lavoro dell'associazione.
Con la Regione Lombardia, ed in particolare con
l'assessorato ai lavori pubblici, sono stati accumulati crediti per circa otto milioni e
mezzo. Inoltre all'ultima richiesta di finanziamento, il pirellone avrebbe risposto che i
soldi a disposizione erano finiti. "Ma noi siamo state tra le poche associazioni di
questo tipo a essere escluse dagli ultimi finanziamenti" reclama il presidente Paolo
Cavessago. Che non dispera di far cambiare idea ai vertici regionali. Per questo si
sarebbero già attivati i contatti con l'assessore gallaratese Fabio Castano e con il
consigliere regionale Luca Ferrazzi, ai quali Cavessago si é rivolto per avere un aiuto.
Sperando che possano mettere una buona parola per non perdere un servizio così utile.
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