«E' una notizia agghiacciante» così commenta i fatti avvenuti l'altra
notte al Nautilus il sindaco di Ferno Claudia Colombo «non avrei mai pensato che potesse
capitare una cosa simile ad un cittadino laborioso come Salvatore Greco, che si è sempre
prodigato per lo sport cittadino contribuendo a creare un clima educativo nei confronti
dei ragazzi del paese»Salvatore Greco, l'omicida dei
buttafuori della discoteca di Cardano al Campo, è una persona molto conosciuta e stimata
a Ferno, dove abita ed è proprietario e gestore del bar pizzeria "Tre stelle",
uno dei principali centri di aggregazione del tranquillo paese nei pressi di Gallarate,
noto fino ad ora più per la sua contiguità a Malpensa che per altri fatti di cronaca.
Greco è padre di tre figli: Gaetano di 19 anni, Giuseppe di 15 e Manuela di
14, ed è uno dei dirigenti della squadra di calcio locale. Forse anche per questo il suo
locale era frequentatissimo dai giovani del paese: « Il suo locale è proprio un ambiente
che aggrega» spiega la sindaco. Greco era stato anche, come dirigente della squadra di
calcio, promotore di una iniziativa di solidarietà: una raccolta di fondi per una
ragazzina bisognosa, Sharon, che aveva bisogno di cure all'estero. Un episodio famoso in
zona, di cui lui era stato una delle "anime".
«Tutta la famiglia è coinvolta nella gestione del locale. La loro
famiglia è proprio una di quelle unite e laboriose: io la conosco da quando è arrivata a
Ferno, trent'anni fa» la famiglia Greco proviene infatti dalla Calabria, e Salvatore è
solo uno dei nove fratelli Greco, due dei quali sono anch'essi pizzaioli in zona: uno di
loro ha una pizzeria a Verghera di Samarate e un altro a Lonate Pozzolo.
«Che avesse il porto d'armi si sapeva: tra l'altro mi sembra che
lui fosse cacciatore. Ma il suo temperamento non è assolutamente violento - continua
Claudia Colombo - E' da quando ho saputo la notizia che mi arrovello nel cercare di capire
quale è stata la dinamica, la molla di ciò che è successo. Ma proprio non riesco a
capire, e soprattutto non riesco a capacitarmi che il protagonista della vicenda sia
lui».
«Non sono ancora riuscita a fare una visita di solidarietà alla
moglie di Salvatore» conclude sconsolata la sindaco «ma penso di farla appena posso nel
pomeriggio. Non solo è una visita dovuta per una persona che conosco da tempo, ma la
merita. In un momento così sarà sconvolta».
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