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| Ferno - Salvatore Greco,
autore del duplice omicidio del Nautilus ha incontrato in carcere i suoi difensori |
| "Ho sparato accecato
dalla rabbia" |
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Dice di aver sparato perché accecato dall'ira, perché
aveva visto uno dei buttafuori che immobilizzava uno dei suoi figli. Dice soprattutto di
aver fatto fuoco alla cieca. Salvatore Greco, il pizzaiolo di Ferno che ha ammazzato i due
buttafuori del Nautilus ha incontrato ieri mattina nel carcere di Busto Arsizio i suoi
avvocati. Di fatto, Greco ha una sola strada per sfuggire a una pesantissima condanna e
cioè convincere i giudici che venerdì notte non era sua intenzione fare una carneficina
ma in qualche modo la sua ira è stata provocata. Strategia processuale irta di
difficoltà, indubbiamente, ma unica strategia possibile. I due difensori, dopo il
colloquio, hanno descritto una persona affranta, provata nel fisico e nel morale che ha
aggiunto particolari alla ricostruzione degli attimi di follia nella discoteca di Cardano
al Campo. Dopo aver ricevuto la telefonata di uno dei suoi figli, che gli raccontava di
essere stato malmenato dagli addetti alla security, Salvatore si è precipitato al
Nautilus, portando con sè la pistola calibro 7,65 (<Ce l'ho da 15 anni, non l'avevo mai
usata prima> ha detto l'omicida). Lì ha avuto subito una discussione con i buttafuori
e con uno dei responsabili del locale. Finchè si è accorto che uno dei suoi figli veniva
trattenuto con la forza dentro uno stanzino, "strapazzato" dai palestrati della
sicurezza. A quel punto è scattata la molla atavica della protezione; Salvatore Greco ha
raccontato di aver prima sparato un colpo in aria e che subito dopo alcuni addetti del
Nautilus gli sono saltati addosso. E' lì che ha cominciato a sparare alla cieca - dice
lui - anche per timore che altri estraessero un'arma. Vero è che i colpi sono andati a
segno con impressionante precisione, uccidendo quasi all'istante Stefano Di Stora e
Valerio Torresin e ferendo gravemente il fratello di quest'ultimo, Vittorio. A proposito
del sopravvissuto, si trova ancora ricoverato all'ospedale di Gallarate: la prognosi è
riservata ma il giovane non viene considerato in pericolo di vita. I sanitari stanno
ancora valutando l'ipotesi di operarlo per estrargli il proiettile che si è fermato
vicino al pancreas, un organo delicatissimo. L'intera vicenda, a poco più di 24 ore dalla
sua esplosione, pare non nascondere più altri misteri: lunedì il gip di Busto
interrogherà in carcere Salvatore Greco e deciderà se convalidarne l'arresto; i
difensori del pizzaiolo hanno preannunciato che chiederanno gli arresti domiciliari. Resta
ancora da considerare,
invece, il destino del Nautilus, la discoteca non certo per la prima volta al centro di
episodi di cronaca nera: attualmente il locale di Cardano al Campo è sotto sequestro, non
riaprirà certo per questo fine settimana. Non è escluso che la prefettura decida di
adottare misure contro il Nautilus dopo che la magistratura l'avrà dissequestrato: è
possibile che ne verrà decretata una prolungata chiusura. Anche il sindaco di Cardano al
Campo, il comune dove sorge la discoteca al centro del caso, ha chiesto che il Nautilus
venga sottoposto a una "attenzione particolarissima" da parte delle autorità.
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Claudio
Del Frate
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