| Verrà inaugurata giovedì 14
dicembre alle 21.00 presso il Castello di Masnago la mostra personale dello scultore
veronese Igino Legnaghi con opere inedite e
altri lavori dal 1967 al 2000. Gli amanti d'arte ed i frequentatori del parco
Mantegazza hanno già potuto apprezzare due sue opere in ferro donate al Castello di
Magnago ed esposte in modo permanente nel parco nel 1995. Legnaghi ritorna a Varese,
dunque, con una personale e come spiega lui stesso: «Le sculture scelte per l'esposizione
coprono in modo antologico tutta la produzione, dagli ultimi anni del 1967 al 2000. Si
può ripercorrere l'evoluzione espressiva dalle prime opere in rame a quelle in
anticorodal, una lega dura di alluminio formata da rame e zinco, che viene lavorata con
una tecnica molto raffinata». (nella foto sopra
Igino Legnaghi)
Legnaghi ha sperimentato diversi materiali ma preferisce il
ferro o il bronzo. «Ho sempre lavorato meglio - continua l'autore- con il materiale duro
con il quale mi posso scontrare, solitamente realizzo i bozzetti in bronzo e poi le
sculture vengono fuse in ferro. Mi trovo meno a mio agio con le materie morbide come la
creta o il gesso. Con questa mostra ritorno al rame con il quale facevo le opere del primo
periodo e che ho ripreso solo negli ultimi lavori».
Capofila di una recente tradizione plastica che ha in
Pardi, Spagnulo, Staccioli, o il più giovane Coletta, i più significativi
rappresentanti, l'opera di Legnaghi palesa esiti affini per risultati espressivi più che
per motivazioni teoriche alle ragioni della Minimal Art statunitense ed è piuttosto da
sempre in stretto legame di parentela con la grande tradizione del Costruttivismo e del
Suprematismo, da cui eredita una fortissima e concentrata tensione progettuale, un
linguaggio di forme rigoroso e scabro, disponibile tuttavia a folgoranti intuizioni
liriche.
Igino Legnaghi ha anche lavorato nel campo del design «Mi
avvicinai alla progettazione dell'oggetto di design nel 1966 e mi sono trovato fin da
subito molto bene nel clima di lavoro dell'azienda. Ho ritrovato lo stesso ambiente della
bottega in cui ho iniziato a lavorare. Mio padre era infatti un argentiere cesellatore ed
io da ragazzo lo aiutavo avvicinandomi all'arte della scultura».
Come nasce una scultura di Igino Legnaghi?
«Nasce da una suggestione, dall'impressione ricevuta dal lavoro degli altri,
dall'osservazione della natura, dai miei viaggi in Medio Oriente o dall'architettura
classica. Io sostengo sempre che una scultura non è mai solo mia ma è la condivisione
dei miei sentimenti con tutto quello che mi circonda».
Accanto alle sue opere saranno esposte sculture di quattro giovani
artisiti: Donata Lazzarini di Verona, Anna Babbiani di Brescia, Rita Siragusa di Brescia e
Barbara Crimella di Milano.
«È stata una piacevole sorpresa vedere accettata la mia proposta da parte di Marina De
Marchi e da Riccardo Prina, curatore della mostra, di esporre anche opere di quattro
giovani artisti. In Italia purtroppo non è così frequente trovare tale disponibilità ed
io credo fortemente che sia necessario dare molto più spazio ai giovani talenti».
La mostra rimarrà aperta fino al 18 gennaio,
tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Chiuso il lunedì.
ingresso L. 4.000, ridotto 2.000
Tel: 0332-220256.
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