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Libri - La casa editrice Nino Aragno di Torino da anni ha scelto una precisa politica aziendale promuovendo una serie di collane di alta qualità
Aragno, editore di qualità

È più importante la quantità o la qualità di libri venduti? Meglio autori italiani o scrittori stranieri? Piccolo o grande editore?

Il mondo dell’editoria italiana si compone di moltissime realtà, che spesso nascono e si sviluppano quasi in sordina, piccole aziende nate grazie alla passione per la letteratura che riescono a portare avanti il loro lavoro nonostante lo scarso amore degli italiani per la lettura e il monopolio delle grandi aziende.

Tra le numerose case editrici nella città in cui è l’Einaudi a farla da padrone, la Nino Aragno Editore da diversi anni ha scelto una precisa politica aziendale promuovendo una serie di collane di alta qualità, aprendosi anche alla collaborazione con paesi stranieri come Francia e Inghilterra.

"Il nostro lavoro- spiega Nino Aragno – si sviluppa innanzi tutto con una grande attenzione alla creatività italiana, che non esclude la pubblicazione di autori stranieri, ma che ci porta prima di tutto a riscoprire gli scrittori italiani".

La casa editrice cura ben sei collane. Di che tipo di libri parliamo?
"L’interesse per la letteratura non può escludere la pubblicazione dei grandi classici e la collana "Classici del pensiero europeo", diretta da Nuccio Ordine, si propone proprio di andare a colloquio con i più significativi sapienti europei utilizzando anche le nuove tecnologie come il cd- rom. Vi è poi "Licenze poetiche", diretta da Raffaele Crodi, che si occupa di poesia, un genere artistico che ormai più nessuno vuole pubblicare. Molto interessanti sono le collane "Teatrum Sapientiae" e "Coedition Warburg Institute" in collaborazione con una casa editrice francese e con il più importante centro di ricerca di arte inglese. "L’albero genealogico" ripropone il romanzo italiano tradizionale degli ultimi trenta anni tra cui Venturi, Bonuro o Montesanto. Infine "Nuova Humanistica" in collaborazione con la la Società Internazionale Leon Battista Alberti, diretta da Francesco Furlan. Grande intersesse poi per  la ricerca di grandi inediti di Testori, Zavattini o De Benedetti".

Come si riconosce un piccolo da un grande editore?
Io credo che non esistano piccoli o grandi editori. Ci sono infatti gradi case editrici che hanno pubblicato oltre 3.000 titoli ma sono rimaste comunque piccole. Non è importante il numero di copie vendute, ma la qualità dei volumi editi. Bastano pochi titoli ma significativi nel panorama della letteratura italiana o straniera".

Quale crede che possa essere il futuro dell’editoria con lo sviluppo di internet?
L’editore deve diventare il garante del prodotto. Internet è un grande contenitore di una massa di informazioni più o meno interessanti, in cui non è facile orientarsi. L’editore deve essere il certificatore del prodotto che ne garantisce la qualità.
Non credo che la lettura dei libri su internet sia possibile, poiché il fascino della carta, del volume da tenere in mano è insostituibile. È, invece, sicuramente interessante l’e-business e la possibilità di permettere l’acquisto on-line.


Aragno Editore 
via Vittorio Emanuele III n. 37 
12037 Racconigi (Cuneo) 
Tel. 017 2813258

Erika La Rosa

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