"Vengano, signori vengano". Un ragazzino con un saio
francescano chiama a raccolta la gente davanti alla Basilica di San Vittore. Tutt'intorno
è un brulicare di suonatori. Musiche medioevali e battere di maniscalchi. Locandieri e
giocatori si affannano, carte in mano, sui tavoli di una locanda a cielo aperto, dietro il
battistero. Bancarelle che propongono le povere mercanzie del tempo, che cercano di farsi
notare e di imporsi sulle grida dei partecipanti alla giostra. E' il villaggio medioevale,
il presepe ricostruito sul modello indicato da San Francesco. «Questa rappresentazione -
dice Davide Picchio, uno dei figuranti e coordinatori della giostra medioevale- riprende
quella prima originale che fu del Santo d'Assisi. In questo luogo abbiamo riprodotto il
borgo medioevale, con arti e mestieri e con il luoghi tipici di vita che al quel tempo
animavano la società. La rappresentazione originaria prevede che ad un certo punto della
giornata San Francesco chiami a raccolta i figuranti principali e li conduca nello
scenario tipico del presepe che in questo caso è posto davanti alla basilica » Uno spettacolo di grande impatto quello organizzato dall'Avsi
(organizzazione volontari per il servizio internazionale) nel cuore di Varese. Un
villaggio medioevale e un presepe vivente, che ha coinvolto circa 450 ragazzi di più
fasce d'età, dalle elementari alle medie, tutti appartenenti all'Associazione gruppo
guide scout. La manifestazione chiamata "tende 2000", il cui regista è
Andrea Chiodi, ha un significato preciso sia dal punto di vista sociale, che religioso.
«Il momento della Tenda di Natale - dice Patrizia Reggiori, una dei responsabili
dell'Avsi- è un momento importante e significativo, è un momento fatto di gesti
significativi e il ritorno alla tradizione attraverso questa rappresentazione è la
testimonianza della presenza cristiana e un modo di stare nel mondo. La nostra
organizzazione è presente in oltre 30 paesi per condividere i bisogni e il senso della
vita».
L'esperienza dell'Avsi nasce in Brianza alla fine degli anni '80,
quando gruppi di giovani organizzavano mostre e incontri in oratori, centri civici e
tetri. Un desiderio di testimoniare la passione per la vita dell'uomo concreto che è
propria dell'esperienza cristiana. Cominciò così, raccontando di una scuola agricola di
Manaus nella foresta amazzonica, delle favelas, dell'assistenza ai malati di Aids.
L'esperienza nel corso dei dieci anni è cresciuta e l'Avsi ne ha fatto un'iniziativa
organizzata e organica: Le Tende, attraverso cui raccogliere fondi per sostenere opere di
carità che nascono come gesti di condivisione e quindi come tentativi di risposta.
A Varese l'Avsi ha trovato l'ospitalità della parrocchia
di San Vittore e dell'Amministrazione comunale. L'entusiasmo delle scuole e dei ragazzi ha
contaminato anche i cittadini di Varese accorsi numerosi all'evento.
|