Pole Pole, girato nel 1996, è un film sia sull'Africa, sia sulle mille
contraddizioni che agitano il nostro fortunato vivere quotidiano. Un film che ha tutti i
difetti di una produzione povera - è costato solo 150milioni- e tutti i pregi delle cose
fatte con le migliori intenzioni. È stato proiettato al cinema Arca
in occasione della giornata
mondiale contro l'Aids. Alla serata ha presenziato anche uno degli attori
protagonisti, Fabio Fazio, conduttore della famosa trasmissione "Quelli che il
calcio...". Insieme a lui Daniela Cuomo, una delle responsabili dell'Amref, onlus italiana che opera in Africa con
progetti mirati alla prevenzione sanitaria.
(sopra Fabio Fazio con Laura Cenname)
Il film manda un messaggio semplice, preciso, diretto, che arriva a
tutti, anche a chi vuole far finta di non vedere o non capire.
Pole Pole è la storia di un attore, Fabio Fazio, che deve andare in Kenia a
girare uno spot pubblicitario. Ad aspettarlo nel continente nero c'è Geoffrey, un
accompagnatore del posto, che parla bene l'italiano, imparato in Italia da
extracomunitario. Geoffry è la coscienza critica di Fabio. Mette in crisi tutte le
certezze dell'attore italiano, ponendolo di fronte alle sperequazioni, alle ingiustizie e
soprattutto alla quotidianità senza futuro che la povertà impone. Il tema Aids non è
dominante nel film, ma è sempre presente, è lo sfondo, la summa di tutte le brutture,
l'amara ciliegina su esistenze già provate dalla mancanza del necessario per vivere.
«Quello che avete visto è la verità- ha detto Fabio Fazio alla fine del
film -. L'Africa è questa e vi assicuro che quando sono tornato per me non è stata più
la stessa cosa. Prendete l'acqua ad esempio, pensate a quanta ne sprechiamo ogni giorno.
In kenia le donne e i ragazzi fanno venti chilometri al giorno per prenderne una tanica.
Quello che noi facciamo abitualmente ogni mattina, prima di andare al lavoro, per loro è
già il lavoro di una giornata. Provate a pensare di alzarvi la mattina e stare per una
giornata intera senz'acqua».
(sopra Fazio con Giulio Rossini della Filmstudio)
Scavare e costruire un pozzo costa circa tre milioni di lire, a
pensarci bene pochi soldi, che risolverebbero i problemi di approvvigionamento idrico a
moltissime persone. L'Amref ha pensato perciò di
lanciare, all'inizio dell'anno, la campagna "Pozzi senza fondi", per raccogliere
risorse da destinare alla costruzione di nuovi pozzi in alcune aree remote e desertificate
dell'Africa Orientale. I progetti idrici rientrano nell'attività di prevenzione, perché
acqua pulita e potabile, non vuole dire solo bere, mangiare, coltivare, ma anche più
igiene, meno malattie e una vita più vivibile.
Infine l'aids,
vera emergenza in Africa e tema a cui era dedicata la serata. Questo è un aspetto nel
film sempre presente, perché collocato nella storia d'amore di Geoffrey, la cui ragazza
per sopravvivere fa la prostituta, va con i camionisti, gente di passaggio. Anche Geoffrey
fa il camionista, ma lui non vorrebbe essere di passaggio. Non è geloso degli altri
uomini è geloso del tempo che lei passa con loro. Si preoccupa per entrambi, ha
consapevolezza del problema aids, e ne rende partecipe anche il compagno di viaggio Fabio,
che, in segno di amicizia e riconoscenza, gli spedirà dall'Italia un pacco regalo
utilissimo: oltre 500 preservativi di ogni forma, colore e dimensione.
«Cure e test per l'aids hanno costi proibitivi ed è quasi impossibile farle. Noi come Amref puntiamo molto sulla prevenzione e formazione - ha
detto Daniela Cuomo, una dei responsabili dell'onlus-. Facciamo un'informazione di base,
elementare, sull'uso dei preservativi e sull'igiene personale indirizzata soprattutto ai
giovani tra i 18 e i 34 anni, le fasce più a rischio».
«L'Aids in Africa ha raggiunto cifre preoccupanti - ha concluso
Fabio Fazio - un giorno mentre giravamo in una scuola ho chiesto in classe quanti
avevano perso i genitori a causa dell'Aids. Ebbene su sessanta hanno alzato la mano in
undici. Non possiamo più fare finta di non vedere, questa è la nostra colpa più
grande».
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