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Ore 12.14.43
Giorno
04/06/07
giornata mondiale contro l'aids

La mia vita fino a qui,il libro testimonianza di Laura Cenname

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Il sito di Amref
Varese - Emergenza Aids in Africa. Il celebre conduttore Fabio Fazio è intervenuto, in qualità di attore protagonista - testimonial, al cinema Arca dove si proiettava il  film Pole Pole
"Far finta di non vedere, questa è la colpa più grande"

Pole Pole, girato nel 1996, è un film sia sull'Africa, sia sulle mille contraddizioni che agitano il nostro fortunato vivere quotidiano. Un film che ha tutti i difetti di una produzione povera - è costato solo 150milioni- e tutti i pregi delle cose fatte con le migliori intenzioni. È stato proiettato al cinema Arca  in occasione della giornata mondiale contro l'Aids. Alla serata ha presenziato anche uno degli attori protagonisti, Fabio Fazio, conduttore della famosa trasmissione "Quelli che il calcio...". Insieme a lui Daniela Cuomo, una delle responsabili dell'Amref, onlus italiana che opera in Africa con progetti mirati alla prevenzione sanitaria. 
(sopra Fabio Fazio con Laura Cenname)

Il film manda un messaggio semplice, preciso, diretto, che arriva a tutti, anche a chi vuole far finta di non vedere o non capire. 
Pole  Pole è la storia di un attore, Fabio Fazio, che deve andare in Kenia a girare uno spot pubblicitario. Ad aspettarlo nel continente nero  c'è Geoffrey, un accompagnatore del posto, che parla bene l'italiano, imparato in Italia da extracomunitario. Geoffry è la coscienza critica di Fabio. Mette in crisi tutte le certezze dell'attore italiano, ponendolo di fronte alle sperequazioni, alle ingiustizie e soprattutto alla quotidianità senza futuro che la povertà impone. Il tema Aids non è dominante nel film, ma è sempre presente, è lo sfondo, la summa di tutte le brutture, l'amara ciliegina su esistenze già provate dalla mancanza del necessario per vivere.

«Quello che avete visto è la verità- ha detto Fabio Fazio alla fine del film -. L'Africa è questa e vi assicuro che quando sono tornato per me non è stata più la stessa cosa. Prendete l'acqua ad esempio, pensate a quanta ne sprechiamo ogni giorno. In kenia le donne e i ragazzi fanno venti chilometri al giorno per prenderne una tanica. Quello che noi facciamo abitualmente ogni mattina, prima di andare al lavoro, per loro è già il lavoro di una giornata. Provate a pensare di alzarvi la mattina e stare per una giornata intera senz'acqua».
(sopra Fazio con Giulio Rossini della Filmstudio)

Scavare e costruire un pozzo costa circa tre milioni di lire, a pensarci bene pochi soldi, che risolverebbero i problemi di approvvigionamento idrico a moltissime persone. L'Amref ha pensato perciò di lanciare, all'inizio dell'anno, la campagna "Pozzi senza fondi", per raccogliere risorse da destinare alla costruzione di nuovi pozzi in alcune aree remote e desertificate dell'Africa Orientale. I progetti idrici rientrano nell'attività di prevenzione, perché acqua pulita e potabile, non vuole dire solo bere, mangiare, coltivare, ma anche più igiene, meno malattie e una vita più vivibile.

Infine l'aids, vera emergenza in Africa e tema a cui era dedicata la serata. Questo è un aspetto nel film sempre presente, perché collocato nella storia d'amore di Geoffrey, la cui ragazza per sopravvivere fa la prostituta, va con i camionisti, gente di passaggio. Anche Geoffrey fa il camionista, ma lui non vorrebbe essere di passaggio. Non è geloso degli altri uomini è geloso del tempo che lei passa con loro. Si preoccupa per entrambi, ha consapevolezza del problema aids, e ne rende partecipe anche il compagno di viaggio Fabio, che, in segno di amicizia e riconoscenza, gli spedirà dall'Italia un pacco regalo utilissimo: oltre 500 preservativi di ogni forma, colore e dimensione.
«Cure e test per l'aids hanno costi proibitivi ed è quasi impossibile farle. Noi come Amref puntiamo molto sulla prevenzione e formazione - ha detto Daniela Cuomo, una dei responsabili dell'onlus-. Facciamo un'informazione di base, elementare, sull'uso dei preservativi e sull'igiene personale indirizzata soprattutto ai giovani tra i 18 e i 34 anni, le fasce più a rischio».

«L'Aids in Africa ha raggiunto cifre preoccupanti - ha concluso Fabio Fazio - un giorno mentre giravamo in una scuola ho chiesto in classe quanti  avevano perso i genitori a causa dell'Aids. Ebbene su sessanta hanno alzato la mano in undici. Non possiamo più fare finta di non vedere, questa è la nostra colpa più grande».

Michele Mancino

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