| Sono
sempre stato colpito dai contrasti. La luce e lombra, il grande e il piccolo,
lantico ed il moderno, il bianco ed il nero, il bianco/nero ed il colore
..
Sono i contrasti che ci balzano sempre
allocchio per primi, che ci fanno notare le cose e le rendono diverse. Se il mondo
fosse tutto dello stesso colore, anche se fosse di un colore vivace, sarebbe un mondo
triste.
Bastano invece due colori, basta un bianco
e un nero per mettere in risalto gli oggetti, per farci accorgere di loro, per farci
percepire il mondo che sta intorno a noi.
Questo ho voluto rappresentare, abbinando foto a colori a foto in bianco-nero
quasi a dimostrare che ogni cosa può essere letta almeno in due forme diverse, quella del
nostro occhio che è colpito dai colori o quella della nostra mente, che astrae le forme e
le geometrie dallimmagine.
Le geometrie costruiscono e organizzano i
contrasti del soggetto fotografato. Ve ne sono di tutti i tipi: linee curve che si
attorcigliano a spirale fino al cielo incontrandosi al culmine del tetto di una cappella a
Dallas o che ordinano la distribuzione dei gradini in una piazza di Varese; linee tortuose
che delimitano la pianta di un labirinto su un asse di legno erosa dalle intemperie o che
segnano il tracciato sinuoso di un sentiero che sale sulla vetta di una montagna; fasci di
segmenti paralleli che disegnano il fitto reticolato di un grattacielo americano o che
tagliano gradini in una parete rocciosa.
In questi paesaggi uomini e donne si perdono, fanno da comparse e passano in
secondo piano siano essi bambini o grassi adulti, quasi rimpiccioliti di fronte
allimmensità di un murales, scompaiono del tutto nel paradosso di un dialogo muto
di una pubblicità che offre un gelato ad una statua o vengono sostituiti da manichini
che, insensibili alle onde che li travolgono, aspettano immobili, nellindifferenza,
che qualcosa compaia allorizzonte di una spiaggia norvegese.
Ma in realtà luomo, anche se celato e invisibile, è ben presente in
ogni foto. Prova infatti a spostarti di poco, a sfuocare leggermente limmagine e a
mettere a fuoco con il tuo sguardo il vetro racchiuso nella cornice che ti sta di fronte:
ti vedrai riflesso in essa e, se sfuocherai ancora un poco, vedrai anche limmagine
del fotografo
Se davvero mi vedrai, vuol dire che sono
riuscito a trasmetterti lemozione che ho provato allistante dello scatto e
quella foto avrà allora un significato anche per te perché ti avrà comunicato qualcosa.
Luigi Nicora
CURRICULUM
DELLAUTORE
Luigi Nicora è nato a Varese nel 1967. Ha
compiuto studi universitari laureandosi in Scienze Geologiche. E sposato con una
figlia.
Alletà di 18 anni si è avvicinato
alla fotografia privilegiando soggetti di carattere naturalistico e lo svolgimento di
alcuni temi di ricerca. Fotografa sia a colori che in bianco e nero. Ha ottenuti numerosi
riconoscimenti in concorsi a livello provinciale e nazionale, risultando vincitore del
Toscana Foto Festival edizione 1999. Ha partecipato a mostre personali e collettive,
seguito corsi di lettura dellimmagine e workshop tenuti da Francesco Zizola, Roberto
Koch, Ken Damy e Jeff Dunas. Collabora occasionalmente con quotidiani e riviste locali. Si
è da poco avvicinato alla stampa in bianco e nero. Fotografa con attrezzatura Nikon
usando principalmente pellicole diapositive Velvia ed Elite e bianco/nero Kodak T400 CN.
Nel 1999, assieme ad alcuni amici, ha fondato il fotoclub Fotosintesi ad Arcisate.
"
Diversa e più classica
è la strada che percorre Luigi Nicora, non certo più facile, tra un paese di sentieri,
di dure salite, di panorami improvvisi e sconvolgenti, quando la tentazione è quella
della pura contemplazione. Il cielo, lacqua e la terra sembrano qui essere lontani
dalle contaminazione umane, quasi una testimonianza di totale assenza delluomo,
unico vero responsabile di un realtà inquinata. I suoi colori sono spume emozionanti che
corrono da una tempesta ad un tramonto, inventando e seguendo geometriche curve, tra i
prodigi misteriosi di una vera poesia naturale."
Dino Azzalin (presentazione della mostra
"Spume e Passaggi" Varese 1996)
"
Nicora
sperimenta in libertà immagini speculari, moduli cromatici non perdendo di vista il gusto
della composizione nei paesaggi amati. La sua fotografia, costruita su "strati di
pittura" e infinite sfumature, si racconta attraverso un rosso fulminante o un blu
rubato a Van Gogh, oppure percorre spazi arrotolati di misteriose scalee, spiralanti come
torri di Babele. (
).Luigi
.occhieggia talvolta lo stile dellamico e
maestro Franco Pontiggia e reinterpreta alcune provocazioni di Giorgio Lotti, inseguendo
riflessi fuggenti sullacqua
."
Mario Chiodetti (Il Giornale di Varese,
recensione della mostra "Paesaggi" Varese 2000)
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