| Il
Progetto "Iterandando" testimonia un "percorso" da me fortemente
voluto, perché coincide con l'idea profondamente radicata nella mia persona, e che
riguarda il rapporto con gli altri: lo scambio non fa perdere la propria identità, ma ce
la restituisce riveduta ed arricchita. Credo in questo tipo di "cammino insieme"
e sono certa che se la scuola non Intraprenderà con gioia e curiosità questo tipo di
viaggio sarà, negli anni futuri, Perdente. Ogni cultura si modifica continuamente, non è
immutabile nel tempo, ma è il prodotto di uomini e donne che vivono, soffrono e gioiscono
condividendo.
La presenza dello straniero, nella scuola e nella vita di tutti i
giorni: un tesoro da scoprire, un arricchimento personale e mai un peso da
"sopportare".
Spinta da queste convinzioni, sono riuscita a coinvolgere una parte dei
colleghi e il dirigente scolastico, che hanno sperimentato in prima persona la validità
di certe scelte e che condividono ormai da 5 anni con me questa esperienza. Il progetto "Iterandando" è il risultato di esperienze maturate in
cinque anni scolastici nel primo Circolo didattico di Varese: è nato nel 1995 per
rispondere ad una crescente presenza di stranieri e ad un aumento di "disagio"
manifestato dagli alunni nella scuola elementare.
Ad un Collegio Docenti ebbi lidea l'idea di
presentare, una frase di Marcel Proust: "Il vero viaggio
di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nellavere nuovi occhi"
La frase servì a chiedere ai colleghi un impegno per qualcosa di innovativo che non
esse le loro metodologie, bensì richiedesse solo una disponibilità ad incamminarsi su
strade diverse. A distanza di cinque posso dire che una pane di loro ha accettato questa
"sfida" e ha modificato almeno una lente degli occhiali!
Anno 1995/96
Viene richiesto con il decreto 132 art.3, il mio distacco dalla classe, ed il progetto parte con un obiettivo: superare l'idea che si deve andare a scuola
per giungere allidea che si puo e si deve stare bene a scuola. In plessi particolarmente grandi come quello della "Morandi",
convergono miriadi di situazioni complesse, difficili e problematiche. Si devono pensare,
progettare e realizzare strategie, idee e ipotesi in grado di rispondere maniera
appropriata ed adeguata ai fenomeni definiti "disagio" all'interno
dellambiente scolastico in modo particolare se riferiti ai contesti interculturali.
Si parte con tre stanze destrutturate, in tre plessi diversi: in questi
laboratori si svolgono lavori interattivi sulla sfera affettivo/emotiva. I Bambini
stranieri interessati sono 14, 12 le classi. A Gennaio 96 si
inseriscono nel progetto anche due sezioni di scuola materna e tre classi che non hanno
all'interno alunni stranieri. Si lavora a coppie o a gruppi di
otto ragazzi, si sviluppano le capacità con esercizi che migliorino le abilità di
contatto coli se stesso e coli gli altri. La finalità primaria
non è linformazione, ma attingere da cio che è nel bambino per costruire la
sua identità.
Anno 1996/97
Viene fatta la stessa , richiesta del distacco dellinsegnamento: il progetto
offre questa volta anche un corso di due ore, in lingua italiana, a tutti i genitori
stranieri presenti nel primo circolo. Occorre offrire ad ogni straniero gli strumenti
linguistici, culturali che permettano, un inserimento dignitoso ed effettivo. È impossibile non coinvolgere nel progetto educativo le famiglie straniere,
anzi: si deve cercare di attivare la città in questo rapporto, valorizzando esperienze di
vita ed aumentando la familiarità con la scuola. I laboratori
sono due, in soli due plessi; sono coinvolti 183 bambini, e come formula nuova ogni team
delle classi interessate si attiva per lavorare in classe sugli argomenti che sono svolti
nei laboratori. Soddisfacenti i risultati a livello didattico; insufficienti invece le due
ore per il corso di Italiano per Genitori stranieri: le presenze non sono costanti
Anno 1997/98
Si decide di lavorare ion una piccola scuola con sole cinque classi: si vuole
osservare quali possano essere i risultati del Progetto attuato da un intero plesso. I
risultati sono stati molto soddisfacenti per genitori italiano e stranieri e per quelle
autorità che sono intervenute alle cinque mostre esplicative attuate dal settembre 97 al
giugno 98. In questo stesso anno viene introdotta una variabile
che si rivelerà vincente negli anni successivi. Ad ogni bambino straniero del circolo, in
qualsiasi momento dellanno, si garantisce una full immersion in italiano, svolta con
25 ore di gioco. Si attua poi una settimana interculturale per ogni plesso, con obiettivi
programmati allinizio dellanno scolastico. La scuola
viene anche aperta ai genitori italiani in orario serale, perché possano, con quattro
incontri organizzati, usufruire degli stessi giochi proposti ai bambini nelle ore di
laboratorio. Deludente la partecipazione degli adulti solo 4-6 genitori a sera.
Anno 1998/99
Oltre ad interessare bambini, insegnanti e genitori, si introduce la presenza
dellextra scuola, cercando di stringere e facilitare rapporti con Enti , biblioteche
ecc .Viene attivato presso la Scuola Canziani uno Sportello
Consulenza: per 6 ore la settimana, tutti i docenti interessati possono usufruire di
proposte interculturali, visionare materiali illustrativi, consultare libri in doppia
lingua
. Questa offerta al territorio non ha avuto successo
per gli utenti delle scuole di Varese, mentre cè stato un afflusso notevole da
parte di scuole della Provincia. Si amplia così il corso di
italiano (4 ore settimanali) per tutti i genitori stranieri di Varese e Provincia. Il corso offerto ai genitori italian5 si sposta sulla scuola materna e si
offrono ai genitori stranieri incontri bimestrali su tematiche di utilità comune
(Costituzione Italiana, richieste varie, visite mediche)
ANNO 1999-2000
Il progetto si differenzia da quello dellanno precedente solo per quanto
riguarda il rapporto coi genitori: si programmano 4 incontri serali a tema, in cui
italiani e stranieri devono mettersi a confronto su argomenti specifici.
Si suggerisce che, in ogni singolo plesso del Circolo venga svolta, nellarco
dellanno, una "Festa Primavera" da fare assieme, non legata a feste
tradizionalmente irtaliane o europee. A tutti gli insegnanti
interessati delle elementari e medie della città, viene proposto un corso di
aggiornamento "Attivo" sullintercultura.
Adesioni: 26 (di cui 4 insegnanti di scuola media ed il resto di
insegnanti del 1°circolo). È in
questanno che il progetto cambia denominazione e assume il nome di
"Interandando", caratterizzandosi con un logo appositamente disegnato dal
pittore Alessio Scottini, e che viene riportato nellintestazione di tutti i
documenti attinenti al Progetto.
ANNO 2000-2001
Il Collegio Docenti modifica di nuovo il Progetto: non si prevede
il corso di italiano per genitori stranieri, perché è aumentato il n° di ore full
immersion dedicate ai bambini, salendo a 64. Lunico
contatto che riusciamo ad avere con i genitori stranieri rimangono le serate a tema (4
nellanno), e due ore settimanali di Sportello, interamente dedicate a loro e ai
mediatori culturali (tolti dalla scuola in questanno scolastico per volere dei
servizi educativi del Comune di Varese). Naturalmente questo è
solo uno degli innumerevoli percorsi che possono essere adottati dalle scuole e che quindi
rappresenta non un campione da imitare ma uno stimolo ad "inventare",
"creare" strade alternative a quelle finora percorse dalla scuola
"tradizionale"
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