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metà classifica. È questo il posto che Varese occupa nella classifica delle città dove
si vive meglio, pubblicata dal quotidiano "Il Sole 24 Ore". Certo, rispetto alla
64esima posizione dello scorso anno, l'attuale 44esima va letta come una promozione. E che
promozione: ben venti posti conquistati soprattutto nel campo dell'ambiente e del tenore
di vita. Ma il risultato di sufficienza caratterizza Varese anche nella graduatoria
lombarda: sesta, dietro a Sondrio, Milano, Lecco, Mantova e Cremona. Ma analizziamo nel
dettaglio i risultati.
Ciò che ha permesso alla città giardino di riguadagnare posizioni è la sezione
"tenore di vita" che raggruppa indicatori quali la ricchezza prodotta, gli
stipendi, le assicurazione, i consumi, le abitazioni e le pensioni. Per dare un'idea del
benessere economico, citiamo la media delle pensioni che, in provincia, è pari a circa
1.259.000 mensile.
Per contro, però, notizie poco entusiasmanti giungono dagli affari e dal lavoro. La città che negli anni passati vantava
una capacità industriale notevole, si deve accontentare del 45esimo posto, guardando da
lontano il vertice occupato da Bolzano, Cuneo e Belluno. A pesare sulle velleità
imprenditoriali locali sono soprattutto i fallimenti (89esimo posto) e lo spirito
imprenditoriale (un preoccupante 91esimo posto). A tenere a galla la provincia, solo
la vocazione all'export: ben il 38,8% della sua produzione è destinata al mercato
internazionale.
Secondo fiore all'occhiello è l'Ambiente.
Al vertice della mini classifica sono Agrigento ( al di là degli abusi edilizi nella zona
degli scavi...), Lecco e Napoli. Varese si vede collocare ad un pregevole undicesimo posto
e questo grazie alle infrastrutture e ai trasporti, i quinti migliori d'Italia, alla
giustizia pendente, settimo posto, alla pagella ecologica. A rovinare la media, un
catastrofico ottantesimo posto circa il numero dei tumori e un sessantunesimo per i rischi
sulle strade. Segno negativo anche relativamente alle condizioni climatiche, notoriamente
tutt'altro che ottimali.
I voti peggiori sono arrivati nei settori
della criminalità. Varese è al 79esimo posto, a causa soprattutto di rapine e furti in
appartamento e di vetture. Isola felice, la difesa dell'ordine pubblico che colloca la
provincia alla 24esima posizione. Peggio di Varese, quanto a criminalità in
Lombardia, compaiono solo Pavia, Bergamo Brescia e Como. Le città più sicure sono
risultate Isernia, Sondrio e Potenza.
Varese va male anche per quanto riguarda la cultura. il 53esimo gradino si
spiega con il pessimo trend dell'associazionismo (81esimo posto) e delle librerie (82).
Evita il tracollo solo il "machismo" nostrano: quanto a palestre siamo la
diciottesima provincia.
Ultimo capitolo: la popolazione. Gioielli
italiani, afferma il Sole 24'Ore, sono Gorizia, Napoli e Vibo Valenzia, mentre Varese
arranca al 45esimo posto. Motivo di tanta mediocrità sono i divorzi, che riguardano circa
il 20% delle coppie, il rapporto tra chi parte e chi arriva (58esimo) e il numero dei
suicidi ( circa 120 suicidi all'anno). Sufficiente la prestazione di Varese circa le
nascite: un 41esimo posto spiegato dalla media 1,05 bambini per abitante, non distante
dall'1,2 di Reggio Emilia che guida la classifica. L'unica voce positiva riguarda le morti
in culla: ogni anno su mille neonati i morti sono 4, risultato che vale il 29esimo posto
in classifica.
A conti fatti, il 44esimo posto non esalta,
nonostante il sostanzioso balzo in avanti. La città giardino è ben distante da Bologna, Gorizia e Sondrio, che risultano le città più
vivibili del 2000, e le lacune sono consistenti.
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