Ma sarà poi vero che i
pipistrelli amano arruffare le nostre capigliature o addirittura succhiare il nostro
sangue. Sono svariate e pittoresche le superstizioni che hanno come protagonisti questi
piccoli mammiferi. Un po' diabolici e misteriosi nell'aspetto sono facili prede di
credenze popolari, alcune davvero radicatissime. E proprio per eliminare un po' di
pregiudizi intorno a questi animali che è stata pensata la mostra didattica e
interattiva, inaugurata sabato, a Villa Frua.
Sarà aperta fino al sette gennaio e nel programma
degli organizzatori, il comune di Laveno Mombello, il Parco Campo dei Fiori e la Comunità
montana della Valcuvia, ci sono anche incontri e conferenze. "Pipistrelli fra
immaginario e realtà" questo è il titolo della mostra e nelle intenzioni di chi
l'ha progettata mira appunto a insegnare attraverso la contrapposizione di ciò che si
dice a ciò che veramente è.
Adriano Martinoli, dell'Università dell'Insubria,
è un vero esperto di pipistrelli. È stato lui ad ideare questa fortunata mostra che già
al suo esordio, l'anno scorso a Morbegno nella fiera delle aree protette, è stata la più
visitata. E dopo essere stata esposta a Villa Toeplitz, a Induno Olona, adesso soggiorna a
Laveno Mombello presso il palazzo municipale.
Pannelli espositivi, ma anche una sapiente scelta di
filmati che raccolgono le figure più classiche della cinematografia. Da una parte la
leggenda e dall'altra un'informazione vera sulla realtà biologica dei pipistrelli. Lungo
il percorso della mostra sono posizionate anche vere e proprie stazioni interattive, dove
svolgere piccole esperienze pratiche, e punto di attrazione non solo per i bambini, ma
nache per gli adulti.
"È stata una bella scommessa quella
di usare i pipistrelli per fare didattica, ma il successo della mostra avvalora questa
scelta!- ha spiegato Adriano Martinoli - i pipistrelli non sono dannosi e pericolosi e
soprattutto non succhiano il sangue". Questo è quanto Martinoli cerca di far capire
anche alle famiglie di cui corre in soccorso e le cui mansarde sono invase da colonie di
questi animali. Esiste infatti un vero team dell'Università dei "cattura
pipistrelli".
Hanno il permesso della Regione per
catturarli, in quanto specie protette, e un accordo informale con la Provincia per
spostarli in ambienti simili a quelli in cui vengono trovati. Il tutto per salvare le
colonie di pipistrelli, che sono specie protette, da scelte sconsiderate di chi se li
ritrova in casa.
"A volte il nostro intervento -
racconta Martinoli - serve per spiegare che i pipistrelli non sono pericolosi, che
non fanno il nido, ma si adagiano tranquillamente nelle fessure che trovano, senza
asportare materiale e soprattutto che non trasmettono malattie, a quel punto se non fanno
troppo rumore o creano altri titpi di disagio, la convivenza diventa più facile".
"Dalla Sicilia a Bolzano la credenza
più diffusa è quella dei pipistrelli nei capelli, ma è un falso insieme a tanti
altri". Insieme alla convinzione che succhiano il sangue, e che, altrettanto
radicata, sono ciechi. In realtà i pipistrelli per muoversi usano un sistema molto
particolare detto ecolocalizzazione, o a ultrasuoni, ma ci vedono benissimo, "anzi -
aggiunge l'esperto - l'uso della vista è molto importante nella vita della colonia".
In Italia esistono trenta specie di questi
mammiferi, come in Europa. Di queste una buona parte vivono in Lombardia e a Varese.
Alcune, nelle aree protette del Parco del Ticino e del Campo dei Fiori sono rarissime,
come il vespertiglio di Bechstein, il vespertiglio smarginato, perché presenta una
particolare tacca sull'orecchia e il pipistrello di Nathusius.
La prima conferenza, dedicata al progetto
europeo del parco Campo dei Fiori per la conservazione dei pipistrelli, si è svolta
sabato sera, mentre nel programma restano ancora, venerdì quindici, alle ore ventuno
"I prati magri della Provincia di Varese: un ambiente da conservare" con
relatore Danilo Baratelli. Venerdì ventidue l'argomento sarà "Pipistrelli:
impariamo a conoscerli" e relatore Lorenzo Formasari. L'ultimo appuntamento è invece
il ventinove dicembre con Alessandro Uggeri che parlerà di "Grotte e il carsismo del
Parco del Campo dei Fiori".
Ogni venerdì dalle sedici di pomeriggio
alle otto si svolgeranno le visite guidate, mentre la mostra sarà aperta al pubblico il
lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.30 alle 13, il martedì dalle ore
8.30 alle 13, mentre il lunedì e il venerdì sarà aperta anche il pomeriggio dalle 16
alle ore 18 e al venerdì sino alle 20. L'ingresso è gratuito.
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