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Ore 12.19.28
Giorno
04/06/07
Valcuvia- Raccolta differenziata dei rifiuti, compostaggio dell'umido e termodistruzione controllata. Sono questi gli argomenti della politica comunitaria in materia di rifiuti, esposti dall'assessore all'ecologia Antonio Cellina
Dal prossimo anno addio al sacco nero per i comuni della Valcuvia

Un progetto pronto nel cassetto da diversi mesi, che necessita solo di un via libera politico da parte di alcuni comuni, è quello in ballo alla Comunità Montana della Valcuvia sulla questione rifiuti. Un argomento importante e di grande attualità, vuoi per lo storcere del naso che molti fanno quando si parla dello smaltimento - un enorme business che attira gli appetiti delle aziende specializzate nella raccolta e distruzione - vuoi per l'interesse che genera a chi è più attento alle problematiche ambientali. La spiegazione di come avverrà questo cambiamento ci viene data dall'assessore all'ecologia della Comunità Montana, l'ingegner Antonio Cellina, già consigliere di minoranza nel comune di Cittiglio. Qual è il punto della situazione, ingegnere, sulla questione dei rifiuti in Valcuvia? "Attualmente sono 16 i comuni che hanno aderito al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) in Valcuvia, praticamente tutti quelli della Comunità Montana - tolti Gavirate, Laveno, e Coquio Trevisago - oltre agli aggiunti Caravate, Castello Cabiaglio, Brinzio, Ferrera di Varese. Oltre ai cosiddetti rifiuti ingombranti, che vengono conferiti dai privati presso la piattaforma di raccolta posta a Cavona, i rifiuti vengono raccolti nel sacco nero, che contiene un po' di tutto. La differenziazione della raccolta rifiuti viene lasciata ora al senso civico dei cittadini che possono portarli presso le campane di raccolta vetro, carta e cartone, plastica. L'obiettivo è rappresentato da una maggiore separazione dei singoli materiali al fine di poterli riciclare". In cosa consiste il progetto che avete elaborato? "In pratica si tratterebbe di offrire maggiori garanzie circa la differenziazione dei rifiuti e lo smaltimento degli stessi. I costi di trasporto dei rifiuti, infatti, non si misurano solo in termini economici - attualmente i nostri rifiuti debbono venir trasportati alla discarica di Gorla, con costi dovuti al trasporto e all'aumento del volume prodotto che in questi anni sono aumentati costantemente - ma anche in termini di impatto ambientale determinato dalle discariche. Un primo passo sarà quindi quello di operare già alla fonte, sulle abitudini dei cittadini: separare cioè i diversi materiali per arrivare ad un sostanziale isolamento della frazione umida dell'attuale sacco nero da tutti gli altri materiali che possono venir invece riciclati: plastica, carta e cartone, vetro, metalli". Quindi puntare sullo smaltimento in loco della frazione umida "Si, grazie agli impianti di compostaggio di Gemonio e di Ferrera che permetteranno non solo si creare compost - utile per l'agricoltura - grazie ai rifiuti delle cucine, ma anche mediante i residui vegetali derivati dalle ramaglie e dagli scarti vegetali in generale". Con questo sistema rimarrebbe comunque una parte dell'attuale sacco nero che necessiterebbe dello smaltimento mediante termodistruzione… "Certo, non tutti i materiali di scarto possono venir recuperati. Basti pensare a pannolini: sono composti di un materiale particolare, soggetto tra l'altro ad assorbire liquidi organici quindi difficilmente recuperabile. Per non parlare di altri materiali con caratteristiche simili e analoghi problemi. In questi casi, però, questi rifiuti verrebbero separati dai rimanenti, e mediante un particolare processo si giungerebbe alla creazione di quello che tecnicamente si chiama CDR: un composto di materiali destinati alla termodistruzione controllata. Si tratta di prodotti che mantengono costante la loro temperatura di combustione assicurando un duplice vantaggio: in primo luogo possono venir impiegati per produrre calore, e quindi energia; poi mantenendo controllata la temperatura di combustione negli inceneritori le sostanze inquinanti emesse sono di gran lunga inferiori rispetto alla combustione del sacco nero, dove le temperature di combustione all'interno dell'inceneritore non sono omogenee a causa delle differenti caratteristiche dei materiali in essi contenuti". Quindi addio la sacco nero? "Sì, almeno questo è l'obiettivo che ci prefiggiamo per l'anno prossimo. In pratica vi sarà una raccolta che nell'immediato riguarderà la carta - da comporre in pacchi che verranno ritirati dagli operatori secondo calendari stabiliti - , la plastica, che verrà messa in sacchi di colore giallo, e il resto del materiale organico, oltre al polistirolo, tetrapak e pellicole alimentari, nel sacco viola. I rimanenti materiali - vetro e alluminio - verranno per il momento raccolti nelle campane. E' da precisare che comunque tutti i sacchi saranno trasparenti, in modo che gli addetti alla raccolta possano esercitare i debiti controlli e, se è il caso, segnalare i trasgressori ai comuni, che rappresentano gli enti preposti alla sorveglianza e alla comminazione delle sanzioni".

Andrea Camurani

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