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| Valcuvia-
Raccolta differenziata dei rifiuti, compostaggio dell'umido e termodistruzione
controllata. Sono questi gli argomenti della politica comunitaria in materia di rifiuti,
esposti dall'assessore all'ecologia Antonio Cellina |
| Dal prossimo anno
addio al sacco nero per i comuni della Valcuvia |
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| Un
progetto pronto nel cassetto da diversi mesi, che necessita solo di un via libera politico
da parte di alcuni comuni, è quello in ballo alla Comunità Montana della Valcuvia sulla
questione rifiuti. Un argomento importante e di grande attualità, vuoi per lo storcere
del naso che molti fanno quando si parla dello smaltimento - un enorme business che attira
gli appetiti delle aziende specializzate nella raccolta e distruzione - vuoi per
l'interesse che genera a chi è più attento alle problematiche ambientali. La spiegazione
di come avverrà questo cambiamento ci viene data dall'assessore all'ecologia della
Comunità Montana, l'ingegner Antonio Cellina, già consigliere di minoranza nel comune di
Cittiglio. Qual è il punto della situazione, ingegnere, sulla questione dei rifiuti in
Valcuvia? "Attualmente sono 16 i comuni che hanno aderito al servizio di raccolta dei
rifiuti solidi urbani (RSU) in Valcuvia, praticamente tutti quelli della Comunità Montana
- tolti Gavirate, Laveno, e Coquio Trevisago - oltre agli aggiunti Caravate, Castello
Cabiaglio, Brinzio, Ferrera di Varese. Oltre ai cosiddetti rifiuti ingombranti, che
vengono conferiti dai privati presso la piattaforma di raccolta posta a Cavona, i rifiuti
vengono raccolti nel sacco nero, che contiene un po' di tutto. La differenziazione della
raccolta rifiuti viene lasciata ora al senso civico dei cittadini che possono portarli
presso le campane di raccolta vetro, carta e cartone, plastica. L'obiettivo è
rappresentato da una maggiore separazione dei singoli materiali al fine di poterli
riciclare". In cosa consiste il progetto che avete elaborato? "In pratica si
tratterebbe di offrire maggiori garanzie circa la differenziazione dei rifiuti e lo
smaltimento degli stessi. I costi di trasporto dei rifiuti, infatti, non si misurano solo
in termini economici - attualmente i nostri rifiuti debbono venir trasportati alla
discarica di Gorla, con costi dovuti al trasporto e all'aumento del volume prodotto che in
questi anni sono aumentati costantemente - ma anche in termini di impatto ambientale
determinato dalle discariche. Un primo passo sarà quindi quello di operare già alla
fonte, sulle abitudini dei cittadini: separare cioè i diversi materiali per arrivare ad
un sostanziale isolamento della frazione umida dell'attuale sacco nero da tutti gli altri
materiali che possono venir invece riciclati: plastica, carta e cartone, vetro,
metalli". Quindi puntare sullo smaltimento in loco della frazione umida "Si,
grazie agli impianti di compostaggio di Gemonio e di Ferrera che permetteranno non solo si
creare compost - utile per l'agricoltura - grazie ai rifiuti delle cucine, ma anche
mediante i residui vegetali derivati dalle ramaglie e dagli scarti vegetali in
generale". Con questo sistema rimarrebbe comunque una parte dell'attuale sacco nero
che necessiterebbe dello smaltimento mediante termodistruzione
"Certo, non
tutti i materiali di scarto possono venir recuperati. Basti pensare a pannolini: sono
composti di un materiale particolare, soggetto tra l'altro ad assorbire liquidi organici
quindi difficilmente recuperabile. Per non parlare di altri materiali con caratteristiche
simili e analoghi problemi. In questi casi, però, questi rifiuti verrebbero separati dai
rimanenti, e mediante un particolare processo si giungerebbe alla creazione di quello che
tecnicamente si chiama CDR: un composto di materiali destinati alla termodistruzione
controllata. Si tratta di prodotti che mantengono costante la loro temperatura di
combustione assicurando un duplice vantaggio: in primo luogo possono venir impiegati per
produrre calore, e quindi energia; poi mantenendo controllata la temperatura di
combustione negli inceneritori le sostanze inquinanti emesse sono di gran lunga inferiori
rispetto alla combustione del sacco nero, dove le temperature di combustione all'interno
dell'inceneritore non sono omogenee a causa delle differenti caratteristiche dei materiali
in essi contenuti". Quindi addio la sacco nero? "Sì, almeno questo è
l'obiettivo che ci prefiggiamo per l'anno prossimo. In pratica vi sarà una raccolta che
nell'immediato riguarderà la carta - da comporre in pacchi che verranno ritirati dagli
operatori secondo calendari stabiliti - , la plastica, che verrà messa in sacchi di
colore giallo, e il resto del materiale organico, oltre al polistirolo, tetrapak e
pellicole alimentari, nel sacco viola. I rimanenti materiali - vetro e alluminio -
verranno per il momento raccolti nelle campane. E' da precisare che comunque tutti i
sacchi saranno trasparenti, in modo che gli addetti alla raccolta possano esercitare i
debiti controlli e, se è il caso, segnalare i trasgressori ai comuni, che rappresentano
gli enti preposti alla sorveglianza e alla comminazione delle sanzioni". |
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Andrea Camurani
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