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Ore 12.21.14
Giorno
04/06/07
Sufficiente ma in progresso

A Varese si vive bene, però...

La classifica delle città

Varese: promossa a pieni voti per ambiente e servizi

Lo dice il sole 24 ore: a Varese i soldi girano

Qualità della Vita - Lo studio del Sole 24 Ore colloca Varese al diciassettesimo posto per tenore di vita. Dalle pensioni ai costi delle case, i risultati nei particolari
Lo dice il Sole 24 Ore: a Varese i soldi girano

Inutile lamentarsi, parlare di recessione, invocare il peggioramento delle condizioni nella vita moderna: Varese per tenore di vita è al 17esimo posto, con un punteggio molto alto nell'indagine del Sole 24 Ore e in compagnia delle più ricche città del Nord.

A Varese, dunque, ci sono i "dané": la ricchezza prodotta è decisamente superiore alla media nazionale, pensioni e stipendi sono più alti che nel resto d'Italia, si spende di più e si contraggono mediamente più assicurazioni sulla vita. In un solo dato relativo al tenore di vita siamo abbastanza indietro nella classifica: sul costo delle abitazioni, più alto qui che nel resto d'Italia e che perciò ci relega in fondo alla classifica dei più convenienti, al settantaseiesimo posto. Un dato però non del tutto rispondente alla verità secondo Gianni Riefolo, agente immobiliare varesino. «Il prezzo al metro quadro di un appartamento semicentrale in città- sostiene Riefolo - è più basso di quello che si vuole far credere, e che risulta dall'indagine (che è di 2milioni 650mila lire, n.d.r.). Ci sono precise motivazioni a questi prezzi bassi: a Varese mancano le infrastrutture. Se la città fosse collegata a Milano direttamente ci si arriverebbe in 20 minuti, e allora i prezzi salirebbero»

Se il costo delle abitazioni è il nostro tallone d'Achille, il nostro fiore all'occhiello sono invece le pensioni: Varese è al 5° posto assoluto nella classifica delle pensioni più alte. Non è roba da nababbi, a dire il vero, perché la media è infatti di 1milione e 260mila lire circa al mese, ma certamente un dato importante, che fa balzare la nostra provincia tra le prime in Italia.

«Varese risulta tra le province in cui ci sono le pesioni più "ricche" principalmente perchè ha un numero di pensionati di anzianità più alto rispetto al resto d'Italia» spiega Mario Gugliotta, responsabile relazioni esterne della filiale Inps di Varese. «Nella pensione di anzianità gli elementi che entrano nel calcolo della pensione sono la retribuzione e il numero di anni effettivamente lavorati: poichè questa è una provincia dove il lavoro si è sempre trovato, il numero e l'importo delle pensioni di anzianità aumenta. Nei prossimi anni però prevediamo che il divario non sia più così netto, anche a causa della riforma delle pensioni».

I varesini sono ben piazzati anche per stipendi e assicurazioni sulla vita, dove risultiamo al 23esimo e al 20esimo posto: con 37,573 milioni annui di media, lo stipendio dei lavoratori dipendenti varesini si piazza nella parte alta della classifica in un gruppo  di città principalmente del centro nord, tra cui spicca la ricchissima Siena, che ha una media di più di 50 milioni all'anno di stipendio pro capite. «Questo dato non specifica quante ore deve lavorare il dipendente per guadagnare questi soldi: se ne fa più di 40 settimanali è ovvio che la media si alzi - commenta Marco Molteni segretario della UIL Varesina -. Se invece questo parametro riguardasse delle condizioni "normali" allora è un dato che colpisce. Perchè il polo di attrazione per i giovani e le fasce medio alte è a Milano, mentre per i lavori meno impegnativi l'obiettivo è la Svizzera con i suoi salari più alti. Così avrei pensato che la provincia non andava più in là della media nazionale quanto a stipendi, e per questo fosse poco appetita».

La media di importi delle assicurazioni sulla vita a Varese è di 200mila lire superiore alla media nazionale (1milione e 30mila lire contro le circa 800mila): «L'aumento di richiesta delle polizze vita è una tendenza nazionale degli ultimi anni» spiega Giovanni Mariani, agente delle generali di Malnate, «anche se bisogna ammettere che questa era una necessità già sentita fin da molti anni fa, perchè questa è una realtà con molte piccole e medie imprese, dove settori specifici come quello degli artigiani e dei commercianti erano già sensibili da tempo ad una propria forma di previdenza integrativa. Inoltre, l'idea che si fa strada ora dei "tre pilastri" della previdenza è un argomento spesso sconosciuto ai più in sede nazionale, ma invece noto nelle nostre zone grazie all'esperienza dei frontalieri e della previdenza svizzera che funziona in questo modo»

Sulla ricchezza prodotta, 42 milioni all'anno circa in ammontare pro capite del valore aggiunto al costo dei fattori a prezzi correnti, si esprime infine Rinaldo Corti, amministratore delegato della Elmec, grande società varesina legata alla high tecnology. «Per stare bene, mi sembra abbastanza evidente che si stia bene, a Varese. Forse anche perchè il livello qualitativo del lavoro che cerchiamo è alto e quindi ben pagato, legato soprattutto alle consulenze. Ma è la stessa logica del mercato, sempre più orientato verso il terziario, che lo impone. Questo dato è innanzitutto un sintomo di vivacità imprenditoriale».

Frizzante è anche il dato della "vivacità consumistica" dei varesini, che spendono 26 milioni e mezzo all'anno di media per consumi contro una media nazionale di due milioni in meno. Complici i soldi che hanno in tasca, ma anche, sicuramente, dei prezzi più alti che nel resto d'Italia. Per chi scuote la testa, vale la pena consolarsi con un altro dato: stanno messi peggio di noi i "cugini" del Verbano Cusio Ossola, che sono i primi in questa antipaticissima classifica, con quasi 38 milioni di spesa all'anno.

Stefania Radman

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