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Ore 12.23.04
Giorno
04/06/07
Un concerto contro la tortura
Il sito italiano di Amnesty
Varese - Il Gruppo 18 è stato tra i primi gruppi di attivisti di Amnesty International a costituirsi in Italia. Presenza sul territorio, sensibilizzazione e formazione nelle scuole le attività principali
Amnesty International, 23 anni di attività e ancora nessuna sede

Si chiama Gruppo18, è la sezione varesina di Amnesty International. Diciotto è un numero progressivo, una sorta di  certificato di nascita che indica la precoce costituzione dell'organizzazione varesina. Nato infatti nel 1977, il Gruppo18 è' stato tra le prime sezioni italiane e, a Varese, una delle associazioni che da più anni operano sul territorio. 
Amnesty international è un movimento internazionale indipendente da qualsiasi governo, parte politica o movimento religioso. Ha un solo credo, laico, importante, prezioso: la difesa dei diritti umani. L'azione di Amnesty non è semplice enunciazione di principi e diritti, ma azione concreta, sui singoli casi in cui questi diritti vengono violati. Nel mondo annovera più di un milione di soci, 8000 gruppi di volontari in più di 80 paesi. La sezione italiana conta 70mila soci e circa 200 gruppi locali.
(Sopra Pierre Sanè, segretario generale di Amnesty International)

Il Gruppo18 ha una storia e una presenza costante di oltre vent'anni. Un nocciolo duro di una decina di persone, tutti volontari, che, oltre a essere un punto di riferimento sul territorio, fanno attività di formazione nelle scuole e opera di sensibilizzazione in tutta la provincia a sostegno delle varie campagne lanciate dall'organizzazione a livello mondiale. Unico problema ormai cronico è la sede. Il Gruppo18 è infatti ospite del centro diurno di Via Maspero. In oltre vent'anni di onorato servizio per la comunità varesina, nessuno si è fatto avanti, con tutti i problemi di operatività che la mancanza di una sede comporta. «Il Comune - dice Giovanna Di Domenico, uno dei responsabili del Gruppo18 - ha soddisfatto solo in parte il problema della sede. Ci ha concesso una stanza al centro diurno di via Maspero, ma il problema rimane, perché noi siamo ospiti e non possiamo nemmeno mettere fuori dallo stabile una targa che segnali la nostra presenza all'interno. Poi una stanza non basta. In vent'anni di attività abbiamo accumulato molto materiale che è dislocato nelle case dei volontari. Più volte abbiamo fatto presente il problema al Comune ci è sempre stato risposto che ci sono problemi di fondi e di gestione».

I rapporti del Gruppo18 con le altre associazioni umanitarie è molto forte, specialmente con il comitato provinciale dell'Unicef, che per un certo periodo li ha anche ospitati. Numerose le iniziative e le attività di formazione che i volontari realizzano nelle scuole. «Nell'ultimo periodo - dice Nicoletta Macchi, attivista del Gruppo18 -, in collaborazione con la Provincia di Varese e  l'IRRSAE, abbiamo realizzato numerosi programmi di formazione nelle scuole. In molti casi sono stati gli insegnanti a contattarci per parlare del problema delle mine antiuomo e della tortura. Sul tema abbiamo organizzato anche una mostra itinerante».

Per questa sera alle ore 21.00, presso la chiesa della Motta di Varese, il Gruppo 18 ha organizzato un concerto con il coro da camera Sine Nomine, in occasione dell'apertura della campagna internazionale contro la tortura.
(sopra Luis Sepulveda, testimonial della campagna contro la tortura)

per informazioni sul Gruppo18 tel. 0332 332843

Michele Mancino

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