| Il dado è tratto. Aspem cederà il 40% della società a un socio
tecnologico che verserà nelle sue casse almeno 65 miliardi. Queste le due novità decise
dalla Giunta Fumagalli. Dopo mesi di tentennamenti e di alterne proposte si è arrivati
alla stretta finale. Soddisfazione nelle parole del Sindaco, "abbiamo operato una
scelta che salvaguardasse il massimo della trasparenza e della
concorrenzialità".
La procedura avverrà con due diverse fasi. La prima è quella dell'individuazione di
soggetti qualificati che siano tra loro concorrenti, "con spalle larghe e tasche
fonde" per dirla alla Lazzari. Ci sarà un primo filtro dai criteri oggettivi. Potrà
concorrere una società direttamente, o controllata, o in gruppo con altre purchè
risponda a due caratteristiche minime: negli ultimi tre anni deve aver lavorato nei
servizi pubblici nei settori di acqua e gas più un terzo settore a scelta tra netterza
urbana, elettricità e telecomunicazioni. Inoltre la società in questione deve avere un
patrimonio di almeno 70 miliardi e un volume di affari degli ultimi tre anni di minimo 500
miliardi.
Le società che soddisfino questo requisito devono presentare due relazioni. Nella prima
si devono indicare le caratteristiche storiche e attuali della compagine sociale. Nella
seconda va previsto un vero piano delle intenzioni su cosa si vorrà fare.
Sulla base di questi elementi la commissione predisposta ad hoc per scegliere il socio
valuterà quali sono i più qualificati.
Nella seconda fase della selezione i concorrenti entreranno in relazione diretta tra loro
e l'amministrazione per concordare un documento base per l'acquisto che comunque partirà
da una base d'asta di 65 miliardi. La metà dei migliori offerenti supererà la selezione
e potrà rilanciare un'altra offerta. La società che offrirà di più si aggiudicherà
così la gara.
La macchinosità dell'operazione dovrebbe
garantire la trasparenza e la concorrenzialità a cui si rifaceva il sindaco. La procedura
non comporterà tempi particolarmente lunghi. L'assessore Lazzari ha garantito che entro
la primavera si saprà chi sarà il socio, assicurando che esiste un mercato ampio di
società in grado di diventare partner di Aspem. La tempistica data dovrebbe prevedere un
Consiglio comunale l'8 di gennaio che approvi la traccia di lavoro indicata dalla Giunta.
Nel frattempo gli uffici lavoreranno per predisporre il bando d'asta. Questo potrebbe
essere pronto per metà gennaio e decorsi i 45 giorni previsti dalla legge si avvierà
tutta la procedura che durerà circa un mese.
Il Comune terrà comunque il 51% delle
azioni. Le restanti 9% saranno distribuite attraverso una diffusione popolare e per gli
enti già partner di Aspem.
L'onorevole Roberto Maroni ha espresso
soddisfazione per il risultato raggiunto. "È positivo che si sia privilegiato non il
semplice aspetto economico, ma il potenziamento di una struttura tanto importante per la
collettività. Questo vale sia per le attività esistenti sia per quelle che potranno
svilupparsi in futuro, tipo le telecomunicazioni. Questa strada è ben altra cosa che
agire quotando in borsa la società. In quel caso si fanno solo gli interessi degli
azionisti e si rischia di non potenziare la professionalità. È chiaro a tutti che ora si
lavora in un regime di monopolio, ma quando questo non ci sarà più? Se Aspem perdesse la
gara d'appalto con il comune dove risiede non varrebbe più niente perciò va potenziata e
migliorata".
l sindaco ha concluso la presentazione
tranquillizzando quanti lavorno con Aspem, "i livelli occupazionali resteranno gli
stessi e nessuno perderà il proprio lavoro".
A sei anni di distanza dal primo documento
che riguardava la trsformazione di Aspem in società per azioni di cose ne sono cambiate.
Ora basterà guardare e vigilare per sapere chi affiancherà Aspem per portare acqua, gas,
musica e cultura oltre che tecnologia Varese.
|