| A Varese la popolazione è nella media. Non si nasce nè troppo nè
poco e lo stesso si può dire per i decessi. Fortunatamente anche i suicidi non assegnano
tristi primati alla provincia, che si conquista un centralissimo quarantacinquesimo posto
su centotre, nella classifica stilata dal Sole 24'Ore sulla situazione demografica in
Italia. Subito dopo la nostra provincia c'è Milano e dietro ancora solo Sondrio e Pavia.
Le altre città lombarde sono tutte avanti e il primato regionale se lo aggiudica Lodi in
seta posizione.
Con 1055 nati ogni mille abitanti Varese si trova nella classifica delle nascite al
quarantunesimo scalino della graduatoria, che delinea una ripresa nel Settentrione, di cui
la città sembra non risentire gli effetti. Identica rispetto all'anno scorso la
situazione decessi, con 9.49 morti ogni mille abitanti.
Sono poche le culle a rischio, con 4 morti entro il primo anno di vita ogni mille nati
vivi. E il dato porta Varese ad un buon ventinovesimo posto. Ma a fare media e a riportare
al centro la Provincia è il dato più originale fra gli indicatori. Altissimo è infatti
il numero dei divorzi e Varese cade in fondo alla classifica in ottantunesima posizione.
Sono 20.82 i casi ogni diecimila famiglie. Almeno quattro punti al di sopra della media
nazionale e una ventina di posizioni in più rispetto l'anno precedente.
"Purtroppo non è un dato che mi sorprende, anzi mi addolora molto soprattutto
perché in costante aumento". Sul numero delle famiglie infrante è questa la
constatazione di don Pino, responsabile del Consultorio matrimoniale La Casa. Un boom da
imputare anche alla legge "tanto inneggiata come punto di progresso - ha spiegato don
Pino - che ora sta causando un effetto boomerang. I divorzi più semplici non risolvono i
problemi su cui cade la coppia e questi spesso si ripresentano anche nei secondi
matrimoni, la cui percentuale di insuccesso, anche se non esistono dati in Italia è
ugualmente alta, se non superiore".
Fra i motivi di così tanta discordia fra le coppie? Don Pino pone il dito sull'invadenza
della famiglia di provenienza. "Lasciare il padre e la madre - premette - è una
condizione necessaria per potersi sposare". Insomma le famiglie giovani sono ancora
troppo legate ai genitori, in genere brillanti sessantenni pensionati e affetti dalla
sindrome del nido vuoto. Impreparati a vivere la loro vecchiaia, vogliono ancora fare i
genitori intromettendosi a volte eccessivamente. Dall'altra parte giovani troppo coccolati
e che si sposano per sfinimento.
A che punto della vita matrimonile si rompe questo legame? Il dato sale sulle coppie
giovani, anche se negli ultimi anni il panorama è diventato molto vario. "Il momento
della delusione c'è sempre - ha aggiunto don Pino - in questi momenti di difficoltà o
uno affronta il problema, costruendo una coppia più forte, oppure scappa. Anche la chiesa
ha accettato la possibilità del divorzio come soluzione necessaria, ma quando è reso
troppo facile diventa un problema per chi scappa, pensi che in molti casi i secondi
matrimoni avvengono con persone molto simili alle precedenti".
Anche se non rappresenta un dato ancora allarmante, l'indicatore delle vite infrante fa
comunque pensare. Varese è al quarantanovesimo posto con 14.95 suicidi e tentativi di
suicidio ogni centomila abitanti. Un dato preoccupante se confrontato al 13.70 dell'anno
scorso e soprattutto alla media nazionale che è 13.97. Con questi dati Varese ha avuto
rispetto alla classifica precedente un incremento negativo di sei posizioni.
Arrivi e partenze. A Varese si arriva soprattutto e negli ultimi anni aumentano i
cittadini provenienti dai paesi extracomunitari. In totale tutti gli arrivi dall'Italia e
dall'estero segnano 105.32 nuove iscrizioni all'anagrafe ogni cento cancellazioni, che non
fanno però di Varese una meta privilegiata, come può essere l'accogliente Reggio Emilia
prima in questa classifica.
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