Dopo 14 mesi di restauro riapre il Borducan. La scritta esotica,
sul lato destro dell'edificio liberty, "Elixir Borducan" è ancora lì come
prima, suadente e famigliare non solo per gli studenti sfaccendati e bigioni, ma anche per
i romantici visionari, amanti dei panorami mozzafiato e della bella natura. Ad accoglierli
però non ci sarà più Bruno Bregonzio, il vecchio proprietario, discreto e gentile. Il
Borducan, dopo la sua morte, è passato di mano, rimanendo sempre in famiglia. Oggi
appartiene al nipote, "un Bianchi", figlio della sorella di Bruno e già
proprietario del vicino hotel Colonne.
"Mio zio lo diceva sempre che i suoi nipoti non erano Bregonzio"
Come è cambiato il locale dopo il restauro?
«La struttura è rimasta come prima. La sala bar è sempre la stessa, e abbiamo ricavato
due sale in più nelle stanze dove abitava lo zio Bruno. Inoltre abbiamo rimesso a posto
le camere da letto, dieci in tutto. Sono stati fatti i lavori per renderlo a norma e una
bella ripulita al tutto. Abbiamo mantenuto persino il bancone originale, che era
vecchiotto e le rose della sala bar. Insomma labbiamo reso splendente, rispettando
comunque cio che cera e sfruttando meglio lo spazio disponibile».
Il Borducan era un locale frequentato soprattutto da giovani,
sembrava fatto a loro misura. Sarà ancora così?
«Resterà sostanzialmente un bar, in più sarà
anche tavola calda e albergo visto che le camere da letto ci sono. Certo i prezzi saranno
un po più alti rispetto a prima, ma i giovani saranno i benvenuti».
Lei è proprietario anche dellhotel Colonne e la
gestione sarà la stessa. Avete previsto delle sinergie?
«Certo se sommiamo le stanze da letto del Colonne
con quelle del Borducan raggiungiamo le venti camere ed è già un bel numero di posti
letto. Poi con gli spazi in più ricavati dalle stanze che mio zio Bruno utilizzava
come sua dimora, si potrebbero ospitare piccoli convegni e conferenze dando così un
servizio completo agli ospiti».
Continuerete a servire il mitico Elisir?
«Sì, perché non dovremmo»
È stato brevettato?
«No, pero abbiamo depositato il marchio»
Ma chi lo inventò?
«Fu il mio bisnonno, un garibaldino che si era trasferito in Tunisia. Lui era un
erborista, un giorno si mise a giocherellare con delle arance, infatti Borducan in
tunisino significa arancia. Provo e riprovò, fino ad ottenere una miscela con
alcune erbe di montagna e ne venne fuori il digestivo che tutti i varesini, e non solo,
apprezzano. Abbiamo trovato i libri del bisnonno, che risalgono allottocento, con le
ricette originali. Certo che con il tempo si è corretto il tiro, anche perché oggi ci
sono ingredienti che ieri non cerano, come lo zucchero. Ci tengo a ribadire che è
fatto ancora oggi artigianalmente. Si mette a macerare scorza di arancia in alcol puro per
un anno
»
Sembra che questo angolo del Sacro Monte sia stato
valorizzato. La presenza della funicolare
«Quello della funicolare è un discorso tutto da
vedere, aspettiamo a parlare, vediamo se sarà concluso il progetto. È ancora tutto
troppo macchinoso, dispersivo e costoso. Io sono dellidea che sarebbe più utile un
parcheggio a fondo valle, nel rispetto naturalmente delle caratteristiche che il Parco
impone»
Lo zio Bruno sarebbe orgoglioso del lavoro fatto?
«Certamente, lui ha vegliato sul suo Borducan.
Spero solo di riuscire a riportare quassù tutto il prestigio che mio zio aveva dato a
questo luogo»
A metà strada tra la funicolare e il Borducan, sulla
sinistra, cè un vecchio lavatoio, appena restaurato a cura dell'associazione
"Gli amici del Sacro Monte", un'associazione molto attiva e attenta alla cura
del territtorio e ai patrimoni artistici e architettonici presenti sulla
"montagna" varesina. Un lavatoio semplice e suggestivo, illuminato di notte. In
fondo, sulla parete più vicina al bar dellelixir, cè una piccola targa di
pietra bianca: a Bruno Bregonzio
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