Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 12.23.19
Giorno
04/06/07
 

 

Varese – Clima di incertezza sul futuro del secondo termodistruttore della provincia. La delibera della giunta non verrà discussa nel prossimo Consiglio provinciale. Incontro a Villa Recalcati tra Massimo Ferrario e i cinque Sindaci interessati dalla localizzazione a Caronno Corbellaro
Ferrario incontra i Sindaci: "Dobbiamo tutelare il nostro territorio"

Tempi duri per il termodistruttore. La levata di scudi popolare e istituzionale sembra sortire gli effetti sperati. La decisione della giunta provinciale non sarà discussa dal prossimo Consiglio, nonostante la sofferta approvazione in commissione ambiente. All’ordine del giorno giovedì prossimo, la localizzazione a Caronno Corbellaro non compare. Cosa che ha fatto gioire i comitati spontanei, convinti che il bailamme scatenato contro quella decisione, abbia fatto tornare sui propri passi gli amministratori provinciali.
Convinzione, però, infondata, anche se l’assenza dell’argomento nel prossimo consiglio provinciale si spiega probabilmente con qualche remora da parte del presidente Marco Reguzzoni, dopo le ripetute prese di posizione contrarie anche da parte di eminenti colleghi di partito. Ad iniziare dall’onorevole Giorgetti, che ha più volte manifestato la propria contrarietà alla soluzione del termodistruttore, per proseguire con la recente presentazione in Consiglio regionale di un emendamento alla legge sui rifiuti da parte del capogruppo della Lega Nord Davide Boni. Nell’emendamento, si richiede di rivedere gli ambiti territoriali, passando dagli attuali territori provinciali, ai cosiddetti ATO , ambiti territorialmente ottimali, interprovinciali.
Una posizione quest’ultima, che deve aver fatto saltare sulla sedia il Presidente Massimo Ferrario, stando almeno a quanto è emerso nel corso di un suo recente incontro con i 5 Sindaci dei territori interessati dalla delibera sul termodistruttore. L’incontro, che era stato promesso a suo tempo da Ferrario, è stato richiesto dai primi cittadini.
"È stato un colloquio estremamente franco e gradevole – ha commentato Massimo Ferrario – un incontro interlocutorio in cui ci siamo spiegati le ragioni delle nostre posizioni. Non è stato raggiunto alcun accordo, d’altra parte non era quello lo scopo del confronto."
Soddisfatti si sono detti anche i Sindaci di Castiglione Olona, Gazzada, Lozza, Vedano e Gornate Olona. " Abbiamo parlato in maniera schietta e diretta – rivela il sindaco di Castiglione Giorgio Luini – Ferrario ci ha spiegato le ragioni delle sue scelte. Il Presidente è preoccupato per il territorio. Teme che Varese diventi di nuovo la pattumiera di Milano, ha paura che se verrà superato il concetto di autosufficienza provinciale, la provincia torni ad essere la meta dei rifiuti della metropoli."

Una paura certamente concreta, visti i trascorsi, anche se la soluzione del nuovo termodistruttore potrebbe rivelarsi una mossa sbagliata nel momento che la legge regionale sui rifiuti venisse modificata. Varese non produrrebbe abbastanza rifiuti per alimentare l’inceneritore e diventerebbe automaticamente il polo di riferimento per altre province.
"Noi Sindaci – spiega Luini – pur condividendo i timori di Ferrario, abbiamo chiesto che la Provincia chieda alla Regione una sorta di compensazione: già il nostro territorio si trova a subire le conseguenze di Malpensa per l’intera Lombardia, che almeno sui rifiuti ci siano altre zone deputate a sobbarcarsi quest’onere sociale."

Alessandra Toni

Torna all'inizio dell'articolo