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| Varese
Clima di incertezza sul futuro del secondo termodistruttore della provincia. La delibera
della giunta non verrà discussa nel prossimo Consiglio provinciale. Incontro a Villa
Recalcati tra Massimo Ferrario e i cinque Sindaci interessati dalla localizzazione a
Caronno Corbellaro |
| Ferrario incontra
i Sindaci: "Dobbiamo tutelare il nostro territorio" |
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Tempi duri per il
termodistruttore. La levata di scudi popolare e istituzionale sembra sortire gli effetti
sperati. La decisione della giunta provinciale non sarà discussa dal prossimo Consiglio,
nonostante la sofferta approvazione in commissione ambiente. Allordine del giorno
giovedì prossimo, la localizzazione a Caronno Corbellaro non compare. Cosa che ha fatto
gioire i comitati spontanei, convinti che il bailamme scatenato contro quella decisione,
abbia fatto tornare sui propri passi gli amministratori provinciali.
Convinzione, però, infondata, anche se lassenza dellargomento nel prossimo
consiglio provinciale si spiega probabilmente con qualche remora da parte del presidente
Marco Reguzzoni, dopo le ripetute prese di posizione contrarie anche da parte di eminenti
colleghi di partito. Ad iniziare dallonorevole Giorgetti, che ha più volte
manifestato la propria contrarietà alla soluzione del termodistruttore, per proseguire
con la recente presentazione in Consiglio regionale di un emendamento alla legge sui
rifiuti da parte del capogruppo della Lega Nord Davide Boni. Nellemendamento, si
richiede di rivedere gli ambiti territoriali, passando dagli attuali territori
provinciali, ai cosiddetti ATO , ambiti territorialmente ottimali, interprovinciali.
Una posizione questultima, che deve aver fatto saltare sulla sedia il Presidente
Massimo Ferrario, stando almeno a quanto è emerso nel corso di un suo recente incontro
con i 5 Sindaci dei territori interessati dalla delibera sul termodistruttore.
Lincontro, che era stato promesso a suo tempo da Ferrario, è stato richiesto dai
primi cittadini.
"È stato un colloquio estremamente franco e gradevole ha commentato Massimo
Ferrario un incontro interlocutorio in cui ci siamo spiegati le ragioni delle
nostre posizioni. Non è stato raggiunto alcun accordo, daltra parte non era quello
lo scopo del confronto."
Soddisfatti si sono detti anche i Sindaci di Castiglione Olona, Gazzada, Lozza, Vedano e
Gornate Olona. " Abbiamo parlato in maniera schietta e diretta rivela il
sindaco di Castiglione Giorgio Luini Ferrario ci ha spiegato le ragioni delle sue
scelte. Il Presidente è preoccupato per il territorio. Teme che Varese diventi di nuovo
la pattumiera di Milano, ha paura che se verrà superato il concetto di autosufficienza
provinciale, la provincia torni ad essere la meta dei rifiuti della metropoli." Una
paura certamente concreta, visti i trascorsi, anche se la soluzione del nuovo
termodistruttore potrebbe rivelarsi una mossa sbagliata nel momento che la legge regionale
sui rifiuti venisse modificata. Varese non produrrebbe abbastanza rifiuti per alimentare
linceneritore e diventerebbe automaticamente il polo di riferimento per altre
province.
"Noi Sindaci spiega Luini pur condividendo i timori di Ferrario,
abbiamo chiesto che la Provincia chieda alla Regione una sorta di compensazione: già il
nostro territorio si trova a subire le conseguenze di Malpensa per lintera
Lombardia, che almeno sui rifiuti ci siano altre zone deputate a sobbarcarsi
questonere sociale."
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Alessandra Toni
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