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| Varese
Una trentina di ex socialisti radunati attorno al figlio di Bettino |
| Craxi davanti
alla sala negata: "È stato un atto da fascisti" |
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«Dovè
che non parliamo, stasera?»
La mette sul sarcasmo, Bobo Craxi, appena giunto davanti alla sede della cooperativa di
Biumo Inferiore, divenuta off limits per i socialisti quando si è saputo che a parlarvi
sarebbe arrivato il figlio di Bettino. Sono le otto e mezzo della sera che avrebbe dovuto
segnare la rinascita del Psi di Varese; verrà ricordata come la sera dello
"sgarbo" della sala negata; la porta è sbarrata, in via de Cristoforis,
dallinterno si scorge una luce: il consiglio damministrazione della
cooperativa è in riunione. Intanto sono una trentina i reduci del Garofano radunatisi al
freddo davanti alla cooperativa; qualcuno propone azioni di disturbo. «Bè, mica vorremo
metterci a picchiare sui vetri» dice Craxi con laria di chi non vuole farsi
umiliare più di tanto. Detto e fatto, lintero gruppo si trasferisce nella sede
della Uil, dove la riunione ha luogo. «Negare la sede dellAnpi al nipote di un
partigiano è un atto fascista» commenta Bobo Craxi incamminandosi verso la nuova
destinazione. «Ma ci sono abituato - aggiunge tempo fa un comune mi ha impedito di
parlare in una sala dove pochi giorni prima era stato invitato Renato Curcio». «Roba da
comunisti così Lorenzo Varani, ex segretario del psi cittadino negli anni 80
tenta di scaldarsi dal gelo lo sapevano da mercoledì che ci sarebbe stato Craxi
eppure ci hanno avvertito solo domenica sera. Lhanno fatto apposta per mandare a
monte la riunione, ma è una intimidazione alla quale non ci pieghiamo». Scusi, Varani,
ma voi lavevate specificata o no, la presenza di Craxi? «Beh, no. Ma del resto
anche noi ne abbiamo avuta la conferma solo pochi giorni fa». Intanto dallinterno
del "fortino" di via De Cristoforis, i componenti della Cooperativa ribadiscono
le ragioni del loro no: «Ci avevano chiesto la sala dice la presidente Paola Pozzi
- dicendo che si trattava di una rimpatriata tra vecchi amici del comandante partigiano
Claudio Macchi e poi, dai manifesti affissi in centro, ci rendiamo conto che si tratta di
un comizio di Bobo Craxi. Eh, no, ci siamo sentiti presi in giro; primo perché non
permettiamo che il nome di Claudio Macchi venga strumentalizzato in questo modo, secondo
perché non si può dire una cosa e poi farne unaltra». Diciamoci la verità: è
solo una questione di galateo o anche il nome di Craxi ha avuto un peso nellintera
vicenda? «Tutte e due le cose risponde la presidente la mia è una opinione
personale ma condivisa da altri compagni. Non si può concedere spazi a un personaggio e a
un partito tanto chiacchierati. Specie quando si hanno a disposizione altre sale. Per noi
si è trattata di una vera e propria provocazione». |
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Claudio Del Frate
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