Caronno Corbellare è il sito migliore perché: è alto, per cui non
richiede ciminiere elevate, è nel verde, per cui si mimetizza facilmente, è vicino a
zone densamente abitate, per cui le si può rifornire di acqua calda ed elettricità a
bassi costi, è ventilato, quindi le immissioni inquinanti si dirigerebbero verso il
gallaratese. Queste le quattro ragioni fondamentali che hanno orientato la giunta Ferrario
a scegliere la frazione di Castiglione Olona per costruire il secondo termodistruttore
della provincia. A rivelarlo è stato il sindaco di Gazzada Schianno Alfio Minonzio (nella foto) nel corso
dell'assemblea cittadina organizzata dai comitati spontanei per sensibilizzare l'opinione
pubblica.
Nel corso della serata, il Sindaco ha parlato dell'incontro con Massimo Ferrario che,
"dopo sette anni di attesa", ha invitato i rappresentanti dei comuni interessati
per spiegare le ragioni delle sue scelte. Come abbiamo
anticipato nei giorni scorsi, la mossa di Ferrario vorrebbe essere di tutela del
nostro territorio, già provato da decine di discariche che negli anni hanno ricevuto i
rifiuti da molte parti della Lombardia e in particolar modo dal milanese. In tre ore di
dialogo, i Sindaci hanno ascoltato le motivazioni della Provincia, ribattendo, però, che
la tutela si attua difendendo il territorio nei centri decisionali, mettendo sul piatto
ogni elemento, per esempio, il grande onere sociale di Malpensa che serve l'intera
regione, scaricando il peso ambientale sulla sola Varese.
Nel corso della serata, i due presidenti dei comitati Fulvio Fagiani e Mauro
Cereda hanno spiegato, ancora una volta, i pericoli dell'inceneritore, i vantaggi della
raccolta differenziata e i rischi che potrebbero derivare dall'avere un inceneritore sul
proprio territorio: "Smaltire una tonnellata di rifiuti a Kalshrue costa 255 franchi,
a Friburgo 155, a Brescia 74 - rivela Fagiani- e questo grazie ad un sussidio dell'Enel.
Questi dati fanno riflettere, perché il problema dello smaltimento è generale, ci sono
spesso sbilanciamenti nei processo di distruzione che potrebbero portare a cercare altrove
a prezzi più convenienti."
Varese, quindi, rischia di diventare l'inceneritore d'Europa. Per i comitati è un'ipotesi
da non sottovalutare. Altra carne al fuoco, quindi, per alimentare una sommossa popolare
sempre più vasta. L'ultimo Comune che si è alleato nella battaglia contro l'inceneritore
è Azzate: e siamo a quota 13.
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