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Ore 12.25.58
Giorno
04/06/07
 

 

Valganna-Valmarchirolo – Dopo il voltafaccia del direttivo sul piano di programmazione socio economica e la rotonda di Ferrera, le dichiarazioni a freddo del presidente Paolo Sartorio.
"L’assemblea era informata del piano di programmazione"

"Sono diversi mesi che stiamo lavorando al piano di programmazione socio economica della Comunità Montana. Non mi vengano a dire di non essere a conoscenza dei punti salienti e delle linee espresse al suo interno".

Dopo quasi una settimana dallo strappo nella maggioranza – quando cioè, nell’assemblea di mercoledì scorso, cinque membri del direttivo comunitario lasciarono l’aula al momento di approvare il progetto preliminare per la realizzazione della rotonda di Ferrera dopo aver manifestato riserve circa l’adozione del piano di programmazione socio economica – è Paolo Sartorio, Presidente dell’ente montano Valganna-Valmarchirolo ad esprimersi così nei confronti di chi ha votato contro l’adozione del piano di programmazione.

Il piano, infatti, costituisce il documento ufficiale con cui gli enti montani, per legge, debbono programmare gli interventi da pianificare nell’arco degli anni a venire in diverse aree d’interesse pubblico, come il sociale, il territorio o la viabilità, anche per usufruire dei finanziamenti che la Regione, lo Stato e l’UE offrono per le zone "svantaggiate" o con particolari caratteristiche territoriali di fatto comuni alle quattro Comunità Montane dell’Alto Varesotto.

Alla possibilità di posticipare di alcuni mesi l’adozione del piano profilata dall’assessore Cordasco, infatti, il Presidente si oppose duramente per dare così la possibilità ad alcuni enti erogatori – la Regione in primis – di dare esecuzione ai finanziamenti per i progetti finora presentati ed in via di attuazione.

"I verbali delle sedute assembleari per la redazione del piano – continua Sartorio – sono stati resi pubblici all’interno del fascicolo relativo alla redazione del piano stesso, da dove è possibile appurare quanto tempo ci sia stato, da parte di chi lamenta scorrettezze e ritardi, per prendere visione dei lavori e per apportare contributi o modifiche alle singole materie discusse dal piano stesso".

Uno dei motivi principali per cui il direttivo – di fatto espressione della maggioranza – ha mosso alcune critiche circa la gestione del piano e della vicenda della rotonda di Ferrera consisterebbe nell’impossibilità di deliberare su documenti o progetti di cui l’Assemblea non ha potuto prendere visione per tempo.

Quali sono i passi che il Presidente vorrà prendere per ricucire lo strappo, sempre che di strappo e non di rimpasto si voglia parlare dopo ciò che è successo nell’ultima e movimentata seduta?

"All’interno dell’Assemblea si è creata una situazione quasi paradossale – conclude Sartorio - : non ho di fatto opposizione ma su alcuni temi si crea una dialettica molto accesa come per il caso della rotonda di Ferrera, che a mio avviso rappresenta un obiettivo primario per la viabilità delle nostre zone e la cui realizzazione è frutto di sforzi durati quattro anni per far sedere ad uno stesso tavolo due Comunità Montane, diversi sindaci e la Provincia per discutere di questo progetto. Credo che la cosa più importante sia per ora il fatto che i numeri sono dalla mia parte e i due punti più importanti all’ordine del giorno di mercoledì scorso siano passati".

Andrea Camurani

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