| Riceviamo e pubblichiamo Ho stima di
Enrico Baj e apprezzo la sua arte che ha contribuito a portare nel mondo la provincia di
Varese, in cui vive e lavora e che viene giustamente ricordata ai Musei Civici di Varese
in una sala da lui stesso generosamente offerta la omaggio alla città.
Anche per questo motivo, ho letto con vivo stupore
l'articolo pubblicato su "La Prealpina" di lunedì 18 dicembre 2000, in cui Il
medesimo, nelle dichiarazioni rese, dopo aver ricevuto il "Premio Mirabello" da
parte dell'Associazione "Amici dei Musei Civici" di Varese dichiarava: "Il
Castello di Masnago? Qualche giorno fa sono andato a vedere se c'era ancora. Oggi non si
sa mai, magari è stato trasformato in qualcosa di altro".
Doppiamente stupito resto per il fatto che, il Presidente
dell'Associazione conferente il premio, non si sia premurata, come sarebbe stato d'uopo,
di rispondere a tono alla detta malevolmente disinformata precisazione di Baj.
Il Presidente, quale membro della Commissione Civici Musei,
avrebbe dovuto sapere, infatti che nell'ultimo anno, non solo sono state allestite al
Castello di Masnago, sede del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, le mostre di Bonino,
Spaventafilippi, Thorimbert, Sangregorio, Morandini, Legnaghi, ma anche che è in
allestimento una mostra sull'opera di Pietro Antonio Magatti, uno dei più qualificati
esponenti dei Barocchetto lombardo.
Vorrei insistere su questo evento perché inaugura, con un
serio approfondito studio scientifico e la collaborazione di illustri studiosi (quali, tra
gli altri, Pierre Rosemberg, direttore del Louvre), l'epoca delle grandi mostre degli
artisti del '600-'700 locali in prosecuzione di quelle sa Morazzone e Cairo che tanto
diedero lustro a Varese e al suoi musei. Inoltre, si sta raccogliendo l'ultima parte dei
finanziamenti per dare corso nel 2002 ad una grande mostra sul ritratto lombardo dal 1500
all'età neoclassica.
Ma l'attenzione alle attività museali non può prescindere
anche dalla corretta conservazione e dalla tutela delle opere e delle strutture edilizie
museali e ciò contrariamente a quanto si era fatto nel recente passato dai precedenti
Assessore alla Cultura e Direttore dei Museo.
Infatti, oggi, sono a buon punto l'inventariazione e la
catalogazione delle opere presenti ai musei per le quali si sono attivati appositi fondi
regionali e si sono dovute aggiornare le schede redatte dal primo conservatore dei musei
(lavoro colpevolmente trascurato in anni recenti).
In passato erano state trascurate anche le attività di
controllo e ricognizione sull'efficienza degli impianti (controllo umidità) e sulla
sicurezza delle strutture museali: segnaletica, illuminazione del parco, ampliamento
parcheggio adiacente il Castello, rifacimento o restauro dei serramenti privi di un
adeguato sistema di chiusura, realizzazione del deposito per ricoverare importanti opere
dei premio ali Fontana, l'archivio fotografico.
Tutto ciò indica anche il globale
coinvolgimento di tutta la struttura comunale per pianificare adeguatamente un'importante
opera di riqualificazione di prezioso patrimonio cittadino.
Ricordo, inoltre, che si è anche provveduto al restauro
delle strutture museali con l'avvio del progetto per il terzo lotte di Villa Mirabello..
E ancora, accanto all'allestimento di laboratori didattici
per scuole di ogni ordine e grado, si sono tenute iniziative come il "Giardino delle
Scienza".
Accanto alla mostra di Legnaghi non siano mancati momenti
di valorizza ione di giovani scultrici, già note alla critica, con la volontà di dare
spazio anche alle nuove generazioni.
Sottopongo alla vostra attenzione anche la mostra
"Insubres et lnsubria" sulla cartografa antica dell'Insubria e l'importante
mostra sull'editoria varesina.
Si è poi provveduto a rinnovare l'allestimento
espositivo del Castello di Masnago, dove hanno trovato ospitalità le collezioni di arte
moderna e quelle contemporanee.
Dunque, mi farebbe piacere che Enrico Baj e, soprattutto,
la Presidentessa degli Amici dei Musei di Varese, visitassero con attenzione all'esterno e
all'interno il Castello di Masnago, per accorgersi che - fra gite, banchetti, feste
e premi, oltre all'appena aperta, splendida collezione Panza di Biumo (per la quale
l'associazione negli ultimi anni sembra essersi esclusivamente votata, disattendendo
completamente i suoi scopi statuari) -a pochi passi troneggiano, non prive di classe, le
opere di Procaccini, Morazzone, Hayez, Ranzoni, Cremona, Pellizza da Volpedo, Balla
Guttuso, Baj, ecc.
Il Comune di Varese è sempre lieto di ascoltare i consigli
di tutti (in quanto è istituzione pubblica aperta e sensibile all'opinione d:í tutti i
cittadini).
In quoto senso, saremmo ben lieti di poter ascoltate e
valutare le proposte che Enrico Baj vorrà sottoporci.
Ciò non significa però accettare, a lungo, di essere
bersagliati da chi come l'Associazione dei Civici Musei, dovrebbe cooperare con
l'Amministrazione per Valorizzare e accrescere il civico patrimonio artistico e, invece,
da qualche tempo, non lo fa senza una plausibile spiegazione e senza portar ragioni di
questo inspiegabile comportamento (che forse ha motivazioni politiche?).
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