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Ore 12.27.32
Giorno
04/06/07
La raccomandata di Vedani
Raccomandata R.R. - Renato Morandi risponde alla lettera lanciata su Varesenews da Pierfausto Vedani
Caro Vedani, su ospedale e parcheggi ti dico...

Anche se so che al vecchio cronista mio interlocutore piacerebbero risposte al pepe, preferisco quiete riflessioni sui temi che mi ha proposto e che si riallacciano a tempi anche lontani ma che furono importanti per la città. Comincerò dalle politiche per l’ospedale. 

IL NUOVO OSPEDALE 

L’amico Dante Trombetta ha raccontato momenti della sua vita nel libro, a cura di Carlo Meazza, “Varese – cinquanta modi di descrivere la città” nel quale così si è espresso sull’Ospedale di Circolo: 

Verso la fine degli Anni Ottanta sono stato presidente dell’Ospedale ed eravamo arrivati al punto di costruirlo nuovo a Bizzozero. La sua realizzazione l’avevamo in mano: ero andato a Roma dal Ministro e in Germania a vedere il progetto. Era già fatto il progetto, andava bene per noi, e invece è andato tutto all’aria in quattro e quattr’otto. Perché? Misteri, ma non troppo, della politica. Mi hanno fatto fuori i miei, quelli del mio partito, la D.C.. Alcuni di loro che mi hanno votato contro.” 


Sono stati oscuri anche per me. Per quanto concerne le questioni dell’Ospedale nel Consiglio eravamo tutti d’accordo, i rappresentanti dei Partiti presenti, gli eletti dalla Regione, dalla Provincia e dal Consiglio Comunale.

Così mi sono espresso sullo stesso volume di Carlo Meazza: “Fu subito chiaro che un Ospedale sorto a padiglioni per il meritevole intervento di benefattori, mancava di uno sviluppo programmato sia per le priorità tecnico-scientifiche, sia per l’organizzazione dei Servizi. Le difficoltà gestionali si manifestarono prepotentemente con l’ingresso in Ospedale dell’Università e sulla spinta di una riforma sanitaria che aveva mutato i criteri di finanziamento e che apriva a tutti i cittadini le porte non solo delle degenze ma di tutti i Servizi specialistici carenti sul territorio. La delibera del Consiglio di Amministrazione fu accolta sia pure con differenti giudizi e con l’impegno di 110 miliardi della Regione Lombardia. Ma il decollo non avvenne …..”

Anche nel mio partito si sollevarono voci contrarie ma tali giudizi non mi sono mai stati chiariti. Il medesimo comportamento si verificò nel Consiglio Comunale e nella Provincia. Eppure la velocità della crescita tecnologica e scientifica della diagnostica e della terapia, con il rilievo che assumevano i Servizi in un ambiente più spazioso e più ricettivo, con aree di rispetto attorno all’Ospedale che non potevano ricercarsi nell’attuale collocazione dell’Ospedale stesso, erano visibili ad occhio nudo. Grazie al modo pratico del presidente di affrontare i problemi e alla sua naturale, efficace concisione, l’accordo con Trombetta fu sempre perfetto.

Finisco qui la storia dell’Ospedale anche perché non conosco nel dettaglio, dopo circa una decina di anni di assenza, quali prospettive siano state date allo sviluppo del nostro nosocomio da parte dell’attuale “Manager”. Lo spirito con il quale si lavorava in quel Consiglio di Amministrazione lo rilevo ancora dai ricordi di Trombetta, che hanno valore anche per me: “Per alcuni anni ho fatto il Consigliere Comunale, da una parte c’erano Bombaglio, Lozito, Caruggi e dall’altra i comunisti Vaghi, Morandi, Aloardi. Ho imparato anche da Vaghi, da Morandi, da tutti. Tutte persone di un livello che oggi …. non so. Il problema non ero proprio io, il problema era la città, questa è la grossa differenza con l’oggi.”. 

I PARCHEGGI DELL ‘OSPEDALE

Per quanto concerne la gestione dei parcheggi, e in particolare di quello che sorgerà presso l’Ospedale, bisognerebbe conoscere quale sarà l’ingresso delle persone che visiteranno i malati, quali ingressi verranno utilizzati per ragioni tecniche per l’emergenza e per i Servizi (merci, economato, opere manutentive, spazzatura) e la loro incidenza con i percorsi interni all’Ospedale. Mi auguro che questi problemi portino all’esigenza di una nuova struttura decentrata e che possa dare ai cittadini accessi e servizi razionali e comodi, con spazi esterni all’Ospedale utilizzabili per i parcheggi gratuiti per i dipendenti, per il volontariato, per gli studenti, gli specializzandi e per i ricercatori. 

UN PIANO PER VARESE 

Per il piano dei posteggi in città e per i veicoli, e per l’attraversamento della città, le cose da realizzare sono legate alle funzioni di un piano viario, inserito in un piano regolatore, che preveda l’indicazione di poli ben individuati nello sviluppo della città del futuro. Occorre individuare la collocazione funzionale per gli uffici pubblici, per le scuole, per le attività economiche, per i servizi pubblici che riducano in qualche modo l’esigenza dell’uso del mezzo privato attraverso l’uso di mezzi pubblici più frequenti, più veloci e confortevoli.

Poiché tali evenienze potranno avverarsi con gradualità, anche per rispetto di un ambiente più salubre, è necessario investire risorse per migliorare e potenziare le strade per il traffico di passaggio, dotandole di infrastrutture tecnologiche in grado di controllare e gestire il traffico stesso. Anche il Comune di Varese sulla base del Piano regionale dei Trasporti, deve porre in essere un Piano di riforma locale per il quale sono previstisi stanziamenti ingenti , in particolare con il cosiddetto decreto Burlando partito nel 1997, modificato nel 1999 con il decreto Treu. Tali norme di legge stentano ad affermarsi proprio per carenza di Piani di mobilità per le realizzazioni di cui sopra. Certo esistono difficoltà da parte delle amministrazioni locali a superare il vecchio assetto organizzativo del loro trasporto pubblico.  Tale operazione può essere eseguita attraverso un sistema concorrenziale aperto a imprese private, suscettibili quindi di operare in condizioni industriali, attraverso gare aperte: concorsi per metropolitane di superficie per collegamenti esterni fra i rioni della città, per la funicolare e così via. 

L’AUTOMOBILE CLUB VARESE 

E’ così breve il tempo nel quale sto tentando di sostituire il compianto Ernesto Redaelli che sarebbe presuntuoso, da parte mia poter dare informazioni su risultati concreti già raggiunti. Tanto più che l’attività dell’Automobile Club Provinciale si sta svolgendo in una fase che può definirsi di realizzazione.

Siamo entrati, a seguito di recente legislazione, in un sistema che prevede nuove attività dell’Ente in regime concorrenziale. Nel mercato la concorrenza impone innovazioni nei servizi a favore degli automobilisti, quelli che saranno i più richiesti, che agevolino nel migliore dei modi i cittadini a svolgere i comportamenti imposti dal nuovo Codice della Strada; dalla revisione biennale degli automezzi, all’assicurazione dotata di un servizio satellitare contro i furti, per il passaggio veloce dai caselli autostradali e dalla funzione pratica di un servizio di “guida sicura”, fornendo inoltre con sistema telematico garanzie sulle scadenze del bollo di circolazione, delle patenti e inoltre le informazioni ai Soci con un giornale mensile sulle novità di nuove norme nella mobilità, nella circolazione autostradale e l’assistenza garantita alle persone nei casi di fermi fuori sede dovuti a incidenti, a malattie, a necessità sorte nelle vacanze turistiche.  

L’EDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE 

Il problema dell’Educazione stradale soprattutto per i giovani nelle scuole che lo richiedono, deve essere in grado di fornire cognizioni indispensabili per chi affronta giovanissimo con mezzi meccanici individuali la circolazione stradale e per chi usa l’automobile con la insufficiente esperienza, i comportamenti più corretti con gli altri automobilisti secondo un senso etico e solidaristico.

Credo che con la bacchetta magica tanti problemi non possa risolverli nessuno, ma l’educazione stradale, il rispetto delle norme viarie e dei cittadini sono il segno importante di civiltà e di prudenza che non costano nulla. Si risparmiano però denaro e vite umane.  

LA CITTA’ E I PARCHEGGI 

In queste settimane si inizierà il dibattito in Consiglio Comunale sul piano dei parcheggi. Mi auguro che le proposte che ci verranno dagli Amministratori locali siano accompagnate da attenzione e rispetto per i cittadini: non basta trovare spazi vuoti per i posteggi, occorre studiare le direttrici del traffico più difficoltoso e consentire maggiore velocità al traffico pesante di passaggio affinché non interferisca con quello privato automobilistico del centro città: va prevista dal Sud della città una direttrice verso il Nord-est con collegamenti verso il Comasco ed il confine svizzero con allacciamenti attraverso la Valle Olona e verso le Valli del Ceresio e della Valganna; altra direttrice dovrebbe partire da Corso Europa e utilizzando la Nordlacuale, con una segnaletica che parta dall’autostrada con precise indicazioni di percorsi esterni alla città che evitino ai mezzi di trasporto pesanti di inoltrarsi nelle strade cittadine, generalmente soggette ad ingorghi .

Con queste direttrici vanno indicati ,sui percorsi dall’uscita autostradale per Gazzada per raggiungere Como, i valichi di frontiera e le Valli a nord della città. Per il Nord ovest, dall’uscita lago Biandronno, si possano raggiungere la zona lago, Gavirate, Laveno, Luino, la Valcuvia e, attraverso il nord della Valganna, il valico di Ponte Tresa. Tali orientamenti vanno indicati anche per il ritorno, con l’indirizzo verso l’autostrada. In considerazione del fatto che molti posteggi posti in discussione dalla Giunta Comunale potrebbero non essere graditi a chi si trova lontano dalle località di interesse singolo, molte vie cittadine potrebbero essere divise in zone, con permanenze differenziate e con costi diversi per fasce orarie. Il principio seguito nasce dal concetto di “occupazione di suolo pubblico” che presenta un valore a seconda del luogo e del tempo di fermata. Queste considerazioni sono state fatte in molte città del Nord con l’uso di biglietti di diversi costi e di tempo di fermata da apporre in vista sul cruscotto della vettura. Si tenga perciò presente che il servizio va verso il cittadino, che è l’utente, con trattamenti particolari entro un raggio di 300 metri dal luogo di abitazione.

Come cittadino di Varese penso che queste valutazioni debbano essere al centro di una ricerca più logica e vantaggiosa per tutti. Il cittadino e l’utente sono, come persone, quelli che devono trovare i vantaggi di una migliore organizzazione del traffico e dei servizi, con l’unico obbligo di mantenere l’uso corretto per una celere turnazione che favorisca tutti coloro che hanno bisogno di trovare posteggio per le proprie necessità. E’ evidente che, se è possibile, deve essere usato il mezzo pubblico quando la permanenza in città è per periodi superiori all’ora e mezzo o due. Il mezzo pubblico deve essere però in condizione di non far fare lunghe attese a chi può utilizzarlo al posto dell’auto privata.

Renato Morandi
presidente Automobile Club Varese

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