Anche se so che al vecchio cronista mio interlocutore piacerebbero
risposte al pepe, preferisco quiete riflessioni sui temi che mi ha proposto e che si
riallacciano a tempi anche lontani ma che furono importanti per la città. Comincerò
dalle politiche per lospedale.
IL NUOVO OSPEDALE
Lamico Dante Trombetta ha raccontato momenti della sua vita nel
libro, a cura di Carlo Meazza, Varese cinquanta modi di descrivere la
città nel quale così si è espresso sullOspedale di Circolo:
Verso la fine degli Anni Ottanta sono stato presidente
dellOspedale ed eravamo arrivati al punto di costruirlo nuovo a Bizzozero. La sua
realizzazione lavevamo in mano: ero andato a Roma dal Ministro e in Germania a
vedere il progetto. Era già fatto il progetto, andava bene per noi, e invece è andato
tutto allaria in quattro e quattrotto. Perché? Misteri, ma non troppo, della
politica. Mi hanno fatto fuori i miei, quelli del mio partito, la D.C.. Alcuni di loro che
mi hanno votato contro.
Sono stati oscuri anche per me. Per quanto concerne le
questioni dellOspedale nel Consiglio eravamo tutti daccordo, i rappresentanti
dei Partiti presenti, gli eletti dalla Regione, dalla Provincia e dal Consiglio Comunale.
Così mi sono espresso sullo stesso volume
di Carlo Meazza: Fu subito chiaro che un Ospedale sorto a padiglioni per il
meritevole intervento di benefattori, mancava di uno sviluppo programmato sia per le
priorità tecnico-scientifiche, sia per lorganizzazione dei Servizi. Le difficoltà
gestionali si manifestarono prepotentemente con lingresso in Ospedale
dellUniversità e sulla spinta di una riforma sanitaria che aveva mutato i criteri
di finanziamento e che apriva a tutti i cittadini le porte non solo delle degenze ma di
tutti i Servizi specialistici carenti sul territorio. La delibera del Consiglio di
Amministrazione fu accolta sia pure con differenti giudizi e con limpegno di 110
miliardi della Regione Lombardia. Ma il decollo non avvenne
..
Anche nel mio partito si sollevarono voci
contrarie ma tali giudizi non mi sono mai stati chiariti. Il medesimo comportamento si
verificò nel Consiglio Comunale e nella Provincia. Eppure la velocità della crescita
tecnologica e scientifica della diagnostica e della terapia, con il rilievo che assumevano
i Servizi in un ambiente più spazioso e più ricettivo, con aree di rispetto attorno
allOspedale che non potevano ricercarsi nellattuale collocazione
dellOspedale stesso, erano visibili ad occhio nudo. Grazie al modo pratico del
presidente di affrontare i problemi e alla sua naturale, efficace concisione,
laccordo con Trombetta fu sempre perfetto.
Finisco qui la storia dellOspedale
anche perché non conosco nel dettaglio, dopo circa una decina di anni di assenza, quali
prospettive siano state date allo sviluppo del nostro nosocomio da parte dellattuale
Manager. Lo spirito con il quale si lavorava in quel Consiglio di
Amministrazione lo rilevo ancora dai ricordi di Trombetta, che hanno valore anche per me:
Per alcuni anni ho fatto il Consigliere Comunale, da una parte cerano
Bombaglio, Lozito, Caruggi e dallaltra i comunisti Vaghi, Morandi, Aloardi. Ho
imparato anche da Vaghi, da Morandi, da tutti. Tutte persone di un livello che oggi
. non so. Il problema non ero proprio io, il problema era la città, questa è la
grossa differenza con loggi..
I PARCHEGGI DELL
OSPEDALE
Per quanto concerne la gestione dei parcheggi, e in particolare di quello che
sorgerà presso lOspedale, bisognerebbe conoscere quale sarà lingresso delle
persone che visiteranno i malati, quali ingressi verranno utilizzati per ragioni tecniche
per lemergenza e per i Servizi (merci, economato, opere manutentive, spazzatura) e
la loro incidenza con i percorsi interni allOspedale. Mi auguro che questi problemi
portino allesigenza di una nuova struttura decentrata e che possa dare ai cittadini
accessi e servizi razionali e comodi, con spazi esterni allOspedale utilizzabili per
i parcheggi gratuiti per i dipendenti, per il volontariato, per gli studenti, gli
specializzandi e per i ricercatori.
UN PIANO PER VARESE
Per il piano dei posteggi in città e per i
veicoli, e per lattraversamento della città, le cose da realizzare sono legate alle
funzioni di un piano viario, inserito in un piano regolatore, che preveda
lindicazione di poli ben individuati nello sviluppo della città del futuro. Occorre
individuare la collocazione funzionale per gli uffici pubblici, per le scuole, per le
attività economiche, per i servizi pubblici che riducano in qualche modo lesigenza
delluso del mezzo privato attraverso luso di mezzi pubblici più frequenti,
più veloci e confortevoli.
Poiché tali evenienze potranno avverarsi
con gradualità, anche per rispetto di un ambiente più salubre, è necessario investire
risorse per migliorare e potenziare le strade per il traffico di passaggio, dotandole di
infrastrutture tecnologiche in grado di controllare e gestire il traffico stesso. Anche il
Comune di Varese sulla base del Piano regionale dei Trasporti, deve porre in essere un
Piano di riforma locale per il quale sono previstisi stanziamenti ingenti , in particolare
con il cosiddetto decreto Burlando partito nel 1997, modificato nel 1999 con il decreto
Treu. Tali norme di legge stentano ad affermarsi proprio per carenza di Piani di mobilità
per le realizzazioni di cui sopra. Certo esistono difficoltà da parte delle
amministrazioni locali a superare il vecchio assetto organizzativo del loro trasporto
pubblico. Tale operazione può essere eseguita attraverso un sistema concorrenziale
aperto a imprese private, suscettibili quindi di operare in condizioni industriali,
attraverso gare aperte: concorsi per metropolitane di superficie per collegamenti esterni
fra i rioni della città, per la funicolare e così via.
LAUTOMOBILE CLUB VARESE
E così breve il tempo nel quale sto
tentando di sostituire il compianto Ernesto Redaelli che sarebbe presuntuoso, da parte mia
poter dare informazioni su risultati concreti già raggiunti. Tanto più che
lattività dellAutomobile Club Provinciale si sta svolgendo in una fase che
può definirsi di realizzazione.
Siamo entrati, a seguito di recente
legislazione, in un sistema che prevede nuove attività dellEnte in regime
concorrenziale. Nel mercato la concorrenza impone innovazioni nei servizi a favore degli
automobilisti, quelli che saranno i più richiesti, che agevolino nel migliore dei modi i
cittadini a svolgere i comportamenti imposti dal nuovo Codice della Strada; dalla
revisione biennale degli automezzi, allassicurazione dotata di un servizio
satellitare contro i furti, per il passaggio veloce dai caselli autostradali e dalla
funzione pratica di un servizio di guida sicura, fornendo inoltre con sistema
telematico garanzie sulle scadenze del bollo di circolazione, delle patenti e inoltre le
informazioni ai Soci con un giornale mensile sulle novità di nuove norme nella mobilità,
nella circolazione autostradale e lassistenza garantita alle persone nei casi di
fermi fuori sede dovuti a incidenti, a malattie, a necessità sorte nelle vacanze
turistiche.
LEDUCAZIONE STRADALE NELLE SCUOLE
Il problema dellEducazione stradale
soprattutto per i giovani nelle scuole che lo richiedono, deve essere in grado di fornire
cognizioni indispensabili per chi affronta giovanissimo con mezzi meccanici individuali la
circolazione stradale e per chi usa lautomobile con la insufficiente esperienza, i
comportamenti più corretti con gli altri automobilisti secondo un senso etico e
solidaristico.
Credo che con la bacchetta magica
tanti problemi non possa risolverli nessuno, ma leducazione stradale, il rispetto
delle norme viarie e dei cittadini sono il segno importante di civiltà e di prudenza che
non costano nulla. Si risparmiano però denaro e vite umane.
LA CITTA E I PARCHEGGI
In queste settimane si inizierà il dibattito in Consiglio Comunale sul
piano dei parcheggi. Mi auguro che le proposte che ci verranno dagli Amministratori locali
siano accompagnate da attenzione e rispetto per i cittadini: non basta trovare spazi vuoti
per i posteggi, occorre studiare le direttrici del traffico più difficoltoso e consentire
maggiore velocità al traffico pesante di passaggio affinché non interferisca con quello
privato automobilistico del centro città: va prevista dal Sud della città una direttrice
verso il Nord-est con collegamenti verso il Comasco ed il confine svizzero con
allacciamenti attraverso la Valle Olona e verso le Valli del Ceresio e della Valganna;
altra direttrice dovrebbe partire da Corso Europa e utilizzando la Nordlacuale, con una
segnaletica che parta dallautostrada con precise indicazioni di percorsi esterni
alla città che evitino ai mezzi di trasporto pesanti di inoltrarsi nelle strade
cittadine, generalmente soggette ad ingorghi .
Con queste direttrici vanno indicati ,sui
percorsi dalluscita autostradale per Gazzada per raggiungere Como, i valichi di
frontiera e le Valli a nord della città. Per il Nord ovest, dalluscita lago
Biandronno, si possano raggiungere la zona lago, Gavirate, Laveno, Luino, la Valcuvia e,
attraverso il nord della Valganna, il valico di Ponte Tresa. Tali orientamenti vanno
indicati anche per il ritorno, con lindirizzo verso lautostrada. In
considerazione del fatto che molti posteggi posti in discussione dalla Giunta Comunale
potrebbero non essere graditi a chi si trova lontano dalle località di interesse singolo,
molte vie cittadine potrebbero essere divise in zone, con permanenze differenziate e con
costi diversi per fasce orarie. Il principio seguito nasce dal concetto di
occupazione di suolo pubblico che presenta un valore a seconda del luogo e del
tempo di fermata. Queste considerazioni sono state fatte in molte città del Nord con
luso di biglietti di diversi costi e di tempo di fermata da apporre in vista sul
cruscotto della vettura. Si tenga perciò presente che il servizio va verso il cittadino,
che è lutente, con trattamenti particolari entro un raggio di 300 metri dal luogo
di abitazione.
Come cittadino di Varese penso che queste
valutazioni debbano essere al centro di una ricerca più logica e vantaggiosa per tutti.
Il cittadino e lutente sono, come persone, quelli che devono trovare i vantaggi di
una migliore organizzazione del traffico e dei servizi, con lunico obbligo di
mantenere luso corretto per una celere turnazione che favorisca tutti coloro che
hanno bisogno di trovare posteggio per le proprie necessità. E evidente che, se è
possibile, deve essere usato il mezzo pubblico quando la permanenza in città è per
periodi superiori allora e mezzo o due. Il mezzo pubblico deve essere però in
condizione di non far fare lunghe attese a chi può utilizzarlo al posto dellauto
privata.
Renato Morandi
presidente Automobile Club Varese
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