Anche al Molina, il più famoso e storico istituto geriatrico della città,
è stato festeggiato l'arrivo del Natale.
Un natale di solidarietà e di fatica: lo
testimoniano le parole che la presidentessa, Maria Rosa Madera, ha rivolto agli operatori
dell'istituto. «So bene quanto sia un lavoro duro il vostro so bene quanto male sia
pagato. ma sarebbe bello che il 2001 fosse l'anno del sorriso, che voi potrete
rivolgere ai nostri ospiti» e ai giornalisti: «abbiamo appena approvato un bilancio che
ci permette di guardare al nuovo anno con serenità. ma non vediamo l'ora che l'Asl e la
regione diano il "via libera" ai nostri 70 nuovi posti letto già pronti e per i
quali c'è già una gran lista d'attesa»
Ma si sente anche nel desiderio espresso dalla
presidentessa del comitato degli ospiti, la più che ottuagenaria Iole Comolli, che ha
espresso il desiderio di portare i saluti agli astanti da seduta, per la stanchezza e
l'emozione. ma se le gambe un po' cedono, non ha ceduto la sua mente: il saluto della
Comolli è stato infatti poetico, quasi in rima.
A salutare e festeggiare i "ragazzi" del
Molina c'era la vicesindaco Anna Maria Bottelli «che non è mai mancata ai nostri saluti
di Natale» ha ricordato Maria Rosa Madera, oltre al prevosto di Varese Don Peppino Maffi
e a don Pino Tagliaferri. Proprio Maffi ha ricordato «La solidarietà del Molina, che
quest'anno è andata al di là delle sue competenze, offrendo i loro locali di via Pola ai
rifugiati politici, di cui noi come Caritas avevamo bisogno perché non avevano più un
posto dove andare».
La conclusione dell'incontro è stata siglata da una
nota artistica: a intonare al violino "Stille Nacht" (subito seguito da un
improvvisato e tenerissimo coro di ospiti che ne ricordava la traduzione italiana) ci ha
pensato infatti Severino Cordasco maestro al conservatorio di Lugano e studente di
musicoterapia, oltre che obiettore di coscienza dell'istituto. Chissà se al Molina
utilizzano a favore degli ospiti le particolari doti professionali che sta acquisendo ....
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