Non le era bastato il controllo della polizia. Contava sulla
regolare iscrizione alla Camera di Commercio per sentirsi libera di violare la legge. Gli
agenti, però, non erano rimasti soddisfatti della prima visita, quando erano stati
scoperti due cinesi clandestini che stavano dormendo.
Attorno alla piccola attività c'era un movimento di persone troppo intenso in rapporto
alle sue dimensioni. Così ieri mattina, l'irruzione delle forze dell'ordine ha dato i
frutti sperati. All'interno del piccolo laboratorio di confezioni, erano intente a
lavorare ventitue persone tra cui la stessa titolare con la famiglia e sette clandestini
cinesi.
Per la donna sono scattate immediatamente le manette per favoregiamento dell'immigrazione
clandestina e sfruttamento della manodopera. Per i sette clandestini, privi di qualsiasi
documento d'identità, è scattato il decreto d'espulsione.
Nessun provvedimento è stato, invece, assunto nei riguardi del laboratorio, proprio
perchè regolarmente denunciato e iscritto al registro delle imprese.
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