Concedevano prestiti con tassi che andavano dal 52 al 562,5% e i loro affari
sono andati bene finchè una delle loro "vittime" non ha deciso di presentarsi
al comando della guardia di finanza di Gaggiolo per denunciarli.
Le indagini delle fiamme gialle che hanno portato
alla scoperta di una banda di cravattari varesini sono durate più di due anni,
hanno coinvolto ben otto provincie italiane (Genova, Imperia, Milano, Novara, Parma,
Pavia, Piacenza,Varese) e hanno portato alla denuncia a piede libero di C.R., 65
anni, nato a Lonate Pozzolo ma residente in Liguria, di M.F., 55 anni, di Osmate e di una
donna, C.G. 66 anni di Cardano al Campo.
Le perquisizioni, avvenute in una azienda
d'abbigliamento e nelle case dei sospettati hanno portato a trovare un gran quantitativo
di contanti, titoli di credito e anche un'automobile di proprietà di una delle vittime
dei "cravattari". Dai documenti sequestrati la guardia di finanza ha potuto
risalire anche al fatto che alle vittime, sette accertate quasi tutti piccoli commercianti
che operavano nel settore dell'abbigliamento, era stata concessa una somma superiore al
miliardo. Ai cravattari era già stata finora restituita una somma pari al triplo del
prestato, circa 3 miliardi.
I tre usurai sono stati denunciati alla autorità
giudiziaria di Milano per usura, associazione a delinquere, abuso di attività
finanziaria, truffa ai danni dello Stato, falsità materiale commessa dal privato, uso di
atto falso contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione o certificazione.
Tra i denunciati è finito anche un usurato, C.C. di 48 anni, genovese che è stato
denunciato per falsità materiale commessa da privato per aver sottoscritto cambiali
falsificando la firma di alcuni suoi parenti.
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