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Ore 12.35.44
Giorno
04/06/07
Varese - Il 57,5% del congresso sceglie l’architetto varesino come guida per i prossimi anni
Forza Italia incorona De Wolf

Sono passati quasi sette anni da quando Berlusconi annunciò la nascita di un nuovo soggetto politico. Forza Italia, per la prima volta nel nostro paese rappresentava una sorta di partito azienda. I suoi dirigenti, scelti e ben selezionati dal leader carismatico erano per lo più tasselli della Fininvest. Da Arcore partivano tutte le direttive e il movimento non aveva una vera struttura territoriale organizzata.

Da allora ne è passata di acqua sotto i mulini della politica e anche Forza Italia si è trasformata in un partito. Certo c’è ancora chi vorrebbe che le investiture venissero da "lui", ma i processi democratici sembrano cercare strada anche tra gli azzurri. Ed ecco allora che a Varese, per il congresso provinciale si sono contrapposti due candidati alla segreteria e due linee politiche diverse. Circa duemila tesserati, su tremilacinquecento, e centottanta grandi elettori (le cariche istituzionali dai consiglieri comunali in su) sono stati chiamati ad eleggere il nuovo segretario provinciale che succederà a Buscemi. 
Ha vinto Giorgio De Wolf con il 57,5% dei voti. L’architetto varesino, assessore a Saronno e già vice di Buscemi ha battuto Luca Marsico, giovane avvocato di Brusimpiano, presidente della Comunità montana della Valceresio. La battaglia politica è stata forte e in alcuni momenti aspra. Marsico contava solo sull’appoggio di parte della base, di circa metà dei grandi elettori e su Gigi Farioli, capogruppo in Regione per gli azzurri. De Wolf aveva con sé tutto il vertice del partito e sicuramente Comunione e liberazione che si dice esser stata determinante per la sua vittoria.

Al congresso la mattina c’era stato il confronto tra i due leader. Era partito Luca Marsico con un discorso molto critico nei confronti di un certo modo di far politica nel partito. "I progetti vanno definiti territorialmente e non solo in base alle intuizioni del nostro leader Silvio Berlusconi. Per la prima volta avete ricevuto una bozza di programma per il lavoro dei prossimi anni. Le strutture provinciali devono saper valutare le intelligenze e la base no può essere solo un ripetitore come spesso è costretta a fare. Insomma, accanto alla politica nazionale occorre che il partito svolga un’azione propositiva a livello territoriale". Marsico ha parlato spesso del "gruppo di Cantello" come di una fucina di idee e propositi per rilanciare l’azione politica degli azzurri. " Oggi possiamo finalmente, se vinceremo, passare dal progetto al programma. Forza Italia è il partito della gente e dalla gente dobbiamo partire. Tutte le anime devono trovare rappresentanza nel nuovo direttivo". Il discorso del giovane dirigente è stato applaudito molto e ha fatto presa su molti partecipanti.

De Wolf, pur dichiarandosi in sintonia con il suo avversario del momento, spesso si è lasciato andare a battute e ha usato toni forti sia per gli avversari politici, che per quelli che hanno scelto di dividere il partito. Già dall’incipit del suo discorso ha fatto capire quanto non gradisse il fatto che ci fosse una contrapposizione nel partito per arrivare alla segreteria. "Non userò tutto il mio tempo a disposizione (in verità ne ha poi usato anche di più) perché a differenza di Marsico che fa l’avvocato e che è abituato a fare le arringhe, io faccio l’architetto e quindi sono abituato a fare i fatti". De Wolf è poi passato a spiegare perché avrebbe accettato di candidarsi. Una scelta che risale nel lontano 1994, anno di grandi cambiamenti politici, ma anche personali per l’architetto fino ad allora impegnato solo nella sua professione. "Se uno come lui (Berlusconi, ndr) ha deciso di giocarsi la faccia per l’ideale, allora mi sono detto che questa era la via da seguire". Di cose ne sono successe e De Wolf ha molta più esperienza politica. "Ho imparato anche quelle cose che non condividevo, ma prima ancora che della politica ci sono alcune regole morali alla base del nostro agire. Il rispetto di tutti, gli interessi della gente e la meritocrazia sono gli elementi centrali del nostro agire". Verso la fine del suo discorso De Wolf ha accennato all'esigenza di un programma per il territorio e dell'esigenza di un accordo serio con la Lega. L'ultimo messaggio, con toni distensivi l'ha inviato proprio a Marsico dicendo di ringraziarlo per la disponibilità a collaborare fornendo uomini e idee.

 

Marco Giovannelli

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