Sono passati quasi sette anni da quando Berlusconi annunciò la
nascita di un nuovo soggetto politico. Forza Italia, per la prima volta nel nostro paese
rappresentava una sorta di partito azienda. I suoi dirigenti, scelti e ben selezionati dal
leader carismatico erano per lo più tasselli della Fininvest. Da Arcore partivano tutte
le direttive e il movimento non aveva una vera struttura territoriale organizzata. Da allora ne è passata di acqua sotto i mulini della politica e
anche Forza Italia si è trasformata in un partito. Certo cè ancora chi vorrebbe
che le investiture venissero da "lui", ma i processi democratici sembrano
cercare strada anche tra gli azzurri. Ed ecco allora che a Varese, per il congresso
provinciale si sono contrapposti due candidati alla segreteria e due linee politiche
diverse. Circa duemila tesserati, su tremilacinquecento, e centottanta grandi elettori (le
cariche istituzionali dai consiglieri comunali in su) sono stati chiamati ad eleggere il
nuovo segretario provinciale che succederà a Buscemi.
Ha vinto Giorgio De Wolf con il 57,5% dei voti. Larchitetto varesino, assessore a
Saronno e già vice di Buscemi ha battuto Luca Marsico, giovane avvocato di Brusimpiano,
presidente della Comunità montana della Valceresio. La battaglia politica è stata forte
e in alcuni momenti aspra. Marsico contava solo sullappoggio di parte della base, di
circa metà dei grandi elettori e su Gigi Farioli, capogruppo in Regione per gli azzurri.
De Wolf aveva con sé tutto il vertice del partito e sicuramente Comunione e liberazione
che si dice esser stata determinante per la sua vittoria.
Al congresso la mattina cera stato il confronto tra i due leader. Era
partito Luca Marsico con un discorso molto critico nei confronti di un certo modo di far
politica nel partito. "I progetti vanno definiti territorialmente e non solo in base
alle intuizioni del nostro leader Silvio Berlusconi. Per la prima volta avete ricevuto una
bozza di programma per il lavoro dei prossimi anni. Le strutture provinciali devono saper
valutare le intelligenze e la base no può essere solo un ripetitore come spesso è
costretta a fare. Insomma, accanto alla politica nazionale occorre che il partito svolga
unazione propositiva a livello territoriale". Marsico ha parlato spesso del
"gruppo di Cantello" come di una fucina di idee e propositi per rilanciare
lazione politica degli azzurri. " Oggi possiamo finalmente, se vinceremo,
passare dal progetto al programma. Forza Italia è il partito della gente e dalla gente
dobbiamo partire. Tutte le anime devono trovare rappresentanza nel nuovo direttivo".
Il discorso del giovane dirigente è stato applaudito molto e ha fatto presa su molti
partecipanti.
De Wolf, pur dichiarandosi in sintonia con il suo
avversario del momento, spesso si è lasciato andare a battute e ha usato toni forti sia
per gli avversari politici, che per quelli che hanno scelto di dividere il partito. Già
dallincipit del suo discorso ha fatto capire quanto non gradisse il fatto che ci
fosse una contrapposizione nel partito per arrivare alla segreteria. "Non userò
tutto il mio tempo a disposizione (in verità ne ha poi usato anche di più) perché a
differenza di Marsico che fa lavvocato e che è abituato a fare le arringhe, io
faccio larchitetto e quindi sono abituato a fare i fatti". De Wolf è poi
passato a spiegare perché avrebbe accettato di candidarsi. Una scelta che risale nel
lontano 1994, anno di grandi cambiamenti politici, ma anche personali per
larchitetto fino ad allora impegnato solo nella sua professione. "Se uno come
lui (Berlusconi, ndr) ha deciso di giocarsi la faccia per lideale, allora mi sono
detto che questa era la via da seguire". Di cose ne sono successe e De Wolf ha molta
più esperienza politica. "Ho imparato anche quelle cose che non condividevo, ma
prima ancora che della politica ci sono alcune regole morali alla base del nostro agire.
Il rispetto di tutti, gli interessi della gente e la meritocrazia sono gli elementi
centrali del nostro agire". Verso la fine del suo discorso De Wolf ha accennato
all'esigenza di un programma per il territorio e dell'esigenza di un accordo serio con la
Lega. L'ultimo messaggio, con toni distensivi l'ha inviato proprio a Marsico dicendo di
ringraziarlo per la disponibilità a collaborare fornendo uomini e idee.
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