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| Cadrezzate
- "Mi è sembrato oppertuno non riaprire ferite ancora vive"
così don Guglielmo ha commentato la scelta di non parlare della sentanza Del Grande |
| Nelle parole
di Don Guglielmo nessun accenno alla strage dei fornai |
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| "Il senso della vita". Di questo ha parlato Don Guglielmo, parroco
di Cadrezzate, nell'omelia domenicale. Questo il messaggio che ha rivolto oggi alla sua
comunità parrocchiale. Come se Elia Del Grande non esistesse, come se non ci fosse stata
alcuna sentenza e neppure il bisogno di indugiare in quel perdono da cui Cadrezzate pare
essere molto lontana. Niente che facesse riferimento alla tragedia, che ha così nel
profondo segnato un paese. Perchè don Guglielmo non ne ha
parlato, e non ha speso neppure una parola per Elia del Grande? "Mi è parso
opportuno - ha spiegato don Guglielmo - non fare ulteriore pubblicità, non riaprire una
ferita ancora viva". "La sentenza è stata una liberazione - ha detto il parroco
- il timore di vedere in giro per il paese questo ragazzo è ancora forte, deve
considerare che quando è successa la tragedia a Cadrezzate c'era il coprifuoco, la gente
aveva paura di Elia, per la sua follia e il paese non dimenticherà mai". E sulla
persona di Elia ha così concluso "E' una situazione che fa pena, è indubbio che la
sua salute mentale sia compromessa e speriamo ci sia qualcuno che lo aiuti".
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Catia Spagnolo
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