Varese
insieme all'Africa in un portale che si occupa di siti archeologici a scopo turistico?
Sembra una assurdità, e invece può essere una buona idea per promuovere dei luoghi di
interesse in provincia finora assolutamente dimenticati. "Percorsi in rete" è un progetto coordinato da Tecla (una
associazione transregionale che si occupa della cooperazione locale europea) e
cofinanziato dall'Unione, che prevede la realizzazione di un portale "per la
valorizzazione dei siti archeologici presenti sulle antiche rotte el Mediterraneo, per
incentivare il turismo e le attività economiche tradizionali". Un portale che non
riunisca solo strettamente le aree archeologiche del mediterraneo, ma anche i luoghi che
hanno fatto da via privilegiata (prevalentemente commerciale) allo sviluppo della civiltà
classica.
Luoghi cui fanno parte anche alcuni siti di Varese: così è volata,
tra il 30 novembre e il primo dicembre, una delegazione della provincia di Varese a
Catania dove si svolgeva il primo incontro tecnico relativo a questo progetto, a a cui
hanno partecipato, insieme alle province di Catania, Frosinone, Modena, Pisa, Prato, Rieti
e Varese, anche delegazioni da Malta, Siria, Tunisia, Egitto Giordania e Marocco.
«Noi abbiamo aderito a questo progetto perché chiamati a raccolta
dalle altre province con cui noi collaboriamo su progetti comunitari» ha spiegato Giorgio
Fiorio, assessore provinciale alle politiche comunitrie e allo sviluppo locale «E
l'incontro di questo fine settimana ci ha convinti a proseguire nei prossimi incontri».
Ma qual'è il legame tra Varese e l'Africa, in questo progetto? «Il
programma comunitario vuole rendere evidenti i siti archeologici che collegano tutta
l'Europa fino ad arrivare al nordafrica: e i siti archeologici che seguono un unico fil
rouge sono fondamentalmente di epoca romana» continua Fiorio «E in quest'ottica la
provincia di Varese era un importante punto di passaggio per il nord Europa, uno dei
pochi valichi al disotto dei 2000 metri. Varese era via di comunicazione, e ne danno prova
segni di commercio dell'epoca romana. E poi ricordiamoci che Castelseprio era un castrum
romano, e anche Galliate Lombardo era un castrum».
Il tavolo tecnico ha come scopo, tra gli altri, quello di
individuare degli itinerari turistici e la creazione di un marchio internazionale per la
produzione e commercializzazione di riproduzioni di reperti antichi. Insomma, forse quello
gettato a Catania era il primo sassolino verso una branca del turismo varesino del tutto
sconosciuto.
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