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Ore 12.37.17
Giorno
04/06/07
Varese -  Si è svolto sabato a Catania un incontro tecnico per progettare, in comune con province peninsulari e stati africani, un portale con contenuti turistico-archeologici
Vedremo Varese in un portale di archeologia mediterranea?

TORBAVarese insieme all'Africa in un portale che si occupa di siti archeologici a scopo turistico? Sembra una assurdità, e invece può essere una buona idea per promuovere dei luoghi di interesse in provincia finora assolutamente dimenticati. 

"Percorsi in rete" è un progetto coordinato da Tecla (una associazione transregionale che si occupa della cooperazione locale europea) e cofinanziato dall'Unione, che prevede la realizzazione di un portale "per la valorizzazione dei siti archeologici presenti sulle antiche rotte el Mediterraneo, per incentivare il turismo e le attività economiche tradizionali". Un portale che non riunisca solo strettamente le aree archeologiche del mediterraneo, ma anche i luoghi che hanno fatto da via privilegiata (prevalentemente commerciale) allo sviluppo della civiltà classica.

Luoghi cui fanno parte anche alcuni siti di Varese: così è volata, tra il 30 novembre e il primo dicembre, una delegazione della provincia di Varese a Catania dove si svolgeva il primo incontro tecnico relativo a questo progetto, a a cui hanno partecipato, insieme alle province di Catania, Frosinone, Modena, Pisa, Prato, Rieti e Varese, anche delegazioni da Malta, Siria, Tunisia, Egitto Giordania e Marocco. 

«Noi abbiamo aderito a questo progetto perché chiamati a raccolta dalle altre province con cui noi collaboriamo su progetti comunitari» ha spiegato Giorgio Fiorio, assessore provinciale alle politiche comunitrie e allo sviluppo locale «E l'incontro di questo fine settimana ci ha convinti a proseguire nei prossimi incontri».

Ma qual'è il legame tra Varese e l'Africa, in questo progetto? «Il programma comunitario vuole rendere evidenti i siti archeologici che collegano tutta l'Europa fino ad arrivare al nordafrica: e i siti archeologici che seguono un unico fil rouge sono fondamentalmente di epoca romana» continua Fiorio «E in quest'ottica la provincia di Varese era un importante punto di  passaggio per il nord Europa, uno dei pochi valichi al disotto dei 2000 metri. Varese era via di comunicazione, e ne danno prova segni di commercio dell'epoca romana. E poi ricordiamoci che Castelseprio era un castrum romano, e anche Galliate Lombardo era un castrum».

Il tavolo tecnico ha come scopo, tra gli altri, quello di individuare degli itinerari turistici e la creazione di un marchio internazionale per la produzione e commercializzazione di riproduzioni di reperti antichi. Insomma, forse quello gettato a Catania era il primo sassolino verso una branca del turismo varesino del tutto sconosciuto.

S.R.

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