Successo pieno per i comitati contro
l'inceneritore. Tre le ragioni. La sala era stracolma di cittadini e cittadine. Una
partecipazione davvero massiccia, ma anche composta e attenta per quasi tre ore di
dibattito fitto fitto. La seconda è stata la partecipazione dei politici. Erano presenti tutte le realtà politiche eccetto Forza Italia. In ordine
hanno parlato Adamoli per il Ppi, Ferrazzi per Alleanza nazionale, Giacometti per i
Comunisti, Giorgetti per la Lega, Maffioli per il Ccd, Martina e Revelli per Rifondazione
e Tosi per i Ds.
Da ultimo Fulvio Fagiani è riuscito s trappare un'adesione di massima ad un tavolo di
concertazione e confronto sui temi dei rifiuti.
La serata è stata aperta proprio da Fagiani che ha ricordato che
il coordinamento non ha mai posto la questione di dove posizionare il termodistruttore.
"Il nodo è se sia giusto o meno bruciare i rifiuti".
I dati ribaditi dal coordinatore, di fronte a una raccolta
difefrenziata intorno al 55%, evidenzierebbero una quota di rifiuti molto residuale
calcolata in circa 70 tonnellate giornaliere. Da qui l'assurdità di costruire un
altro termodistruttore.
Adamoli ha incentrato il suo discorso sulle responsabilità regionali. "Non c'è
tempo da perdere e la regione deve adempiere ai suoi obblighi. Il piano va rivisto come
previsto dalla legge 21 e poi ribadito dalla legge Ronchi secondo la quale dopo due ani
dall'approvazione del documento questo va rivisto". Fermo il suo no al nuovo
termosidtruttore.
Ferrazzi è stato più diplomatico. Pur condividendo le battaglie contro ritiene che
ognuno debba poi prendersi le proprie responsabilità. Comunque si è preso
l'impegno di approfondire quanto succede in regione per trovare il modo di non
costruire il secondo inceneritore.
Giacometti ha subito ribadito il suo no secco all'inceneritore. Per lui la questione è di
principio e quindi non se ne parla proprio di costruiire un altro termodistruttore.
Giorgetti ha difeso le scelte dell'amministrazione
provinciale perché in quel momento si trattava di scegliere tra la discarica e il
termodistruttore e tra i due mali venne scelto il minore. La sua posizione era certamente
la più imbarazzante, malgrado ciò se l'è cavata bene.
Martina ha ribadito il suo impegno per la riduzione della produzione dei rifiuti e solo in
subordine potrebbe riprendere un discorso sull'inceneritore.
Anche Revelli ha espresso un secco rifiuto.
Tosi ha subito spiegato come alcune vicende vedi la privatizazionedi Aspem sia
strettamente legata al piano rifiuti e che attualmente è in discussione in
Provincia.
Fitta la partecipazione al dibattito da parte dei cittadini. Da
tutti, e in modo particolare dai sindaci si è spesso chiesto di ripensare all'atto
preso e che certamente verrà approvato dalla Provincia. Il parroco di Gornate è
stato chiaro e lapidario come sempre "tanto ci sono i poveri che pagano".
L'ultimo giro dei politici ha rinnovato l'impegno di tutti a
partecipare al tavolo di confronto per riflettere sulla questione rifiuti.
Quello di ieri sera è stato solo un incontro, ma non uno dei tanti, perché alcuni passi
avanti sono stati fatti e i partiti non possono ignorare la compattezza e la civiltà dei
cittadini.
L'onorevole Giorgetti è stato molto bravo a gestire una situazione che senza dubbio gli
era ostile. Ha fatto un buon lavoro anche per il suo partito, che grazie a serate come
questa si dimostra moderato e attento alle esigenze del territorio. Tantro diverso e
lontano come comportamento ripsetto all'arroganza spesso dimostrata a Villa Recalcati.
Chissà che non sia un segno di tempi che cambiano...
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