| Buone notizie per
tutti coloro che durante il regime nazista furono costretti a prestare il loro lavoro in
Germania. La buona novella viene dal sindacato pensionati della Cgil, che comunica
l'avvenuto accordo tra il patronato INCA e L'Organizzazione Internazionale per le
Migrazioni (O.I.M.) per la trasmissione telematica dei nominativi di coloro che vogliono
ottenere l'indennizzo dal Governo tedesco. Chi è sprovvisto
di e-mail e computer non si deve preoccupare, perché l'INCA ha attrezzato i propri uffici
con e-mail e collegamento Internet, per la trasmissione dei nominativi. A sua volta l'OIM
trasmetterà agli uffici dell'INCA il modello ufficiale per la domanda e a partire dal 6
dicembre fino al 15 effettuerà le operazioni di stampa delle etichette da applicare sulle
buste da spedire agli interessati, basandosi sui dati che troverà in archivio entro il
quindici dicembre.
I termini non sono tassativi perché in caso si presentino dei nuovi
soggetti, dopo che sia stata effettuata la trasmissione dei dati, sarà sempre
possibile inviare nuovi nomi sia via e-mail, sia via fax, sia per posta . In questi casi
andrà indicata, oltre alla sigla SPI, anche quella del patronato INCA. La ragione di
questa formalità sta nel fatto che la lettera che accompagnerà il modulo OIM e che sarà
recapitata a casa degli interessati, dovrà contenere l'indicazione dell'ufficio che ha
curato la trasmissione del nominativo all'Organizzazione Internazionale Migranti. Pertanto
l'interessato dovrà recarsi presso quell'ufficio per essere assistito nella redazione
della domanda. E' importante ribadire che le domande di indennizzo devono essere fatte sui
moduli indicati dall'OIM; quelle fatte su moduli diversi non saranno prese in
considerazione.
Niente panico da moduli, perché, appena pronti, saranno
distribuiti in quantità ragionevoli alle associazioni dei deportati e vittime del
nazismo, ai patronati, ai sindacati, in modo che nel caso di errore nella compilazione
o nel caso di smarrimento di quello ricevuto a casa per posta, si possa facilmente
sostituire.
Uno dei nodi più importanti della questione era il limite
territoriale dell'indennizzo: solo chi era stato forzatamente portato a lavorare in
Germania poteva aspirare all'indennizzo; invece rimanevano esclusi tutti coloro che erano
stati deportati in Austria anche dopo lAnschluss. A questo proposito SPI-CGIL e patronato INCA hanno già avviato una
raccolta di informazioni sul Fondo di riconciliazione austriaco. Il fondo c'è ma non
sarebbe ancora operativo e la data di scadenza della presentazione delle domande di
indennizzo è di due anni a partire dall'effettività del Fondo stesso.
0332 276245 (Patronato INCA)
0332 276233 (SPI-CGIL)
0332 276111 - fax 0332 262002 (CGIL via Nino Bixio n.37 Varese )
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