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Ore 12.37.54
Giorno
04/06/07
Varese - Renato Morandi cade e batte il capo: circa quattro ore di attesa per una TAC poi viene dimesso dal Pronto Soccorso. Dove verrà riportato d’urgenza poco dopo.
Ospedale: Ma il Soccorso è
davvero Pronto?

Un malessere e Renato Morandi,78 anni, cade. La dottoressa di famiglia lo fa portare subito al Pronto Soccorso.

Renato Morandi è un nobile pezzo della storia cittadina: oggi presidente dell’ACI, in passato vicepresidente dell’ospedale di Circolo e per lunghi anni consigliere comunale del pci.

Renato e sua moglie ai medici del Pronto Soccorso non snocciolano le benemerenze acquisite, né telefonano ai tanti amici che hanno all’ospedale, anche tra i vertici dell’azienda, ma come semplici cittadini attendono. E la loro paziente attesa durerà circa quattro ore, la Tac dirà che non c’è nulla di grave: si può tornare a casa. Da dove la dottoressa di famiglia rispedirà
d’urgenza il suo cliente al Pronto Soccorso per il ricovero.
Un ricovero in atto ancora il 6 dicembre nel reparto di medicina,
dove le cose funzionano davvero.
Coloro che si presentano al Pronto Soccorso vengono
classificati con un codice che va dal bianco, riservato a chi presenta un’urgenza differibile, al rosso – i casi gravi-passando per il verde e il giallo, ovvero per gradi intermedi di urgenza.

Non so quale codice sia stato assegnato a Renato Morandi, ma se una persona anziana cade e batte la testa prudenza e sensibilità vorrebbero che qualche esame del sangue, un elettrocardiogramma e altri accertamenti di routine le fossero fatti. E fatti subito.

A pochi giorni dal punto della situazione da parte della Direzione sanitaria sugli investimenti, notevoli, di uomini e mezzi sul Pronto Soccorso – un impegno e una attenzione per questo servizio davvero esemplari – la vicenda di Renato Morandi e un’altra, quella di una paziente che ha atteso ore avendo dolori di sospetta natura cardiaca, ci dicono inequivocabilmente che ancora c’è molto da lavorare, soprattutto per ricuperare i valori che furono del Pronto Soccorso diretto da Ermanno Montoli.

Nessun processo, quindi nessuna richiesta di "condanna": capita a tutti di sbagliare, ma vediamo un po’ di diminuire la percentuale di errori. E il modo c’è : basterebbe guardare a chi soffre con la stessa attenzione con la quale si guarderebbe a un congiunto.

Ma perché devo dire queste cose a un feudo ciellino?

Pier Fausto Vedani

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