"Su
quel treno c'era anche la Rete di Lilliput, i
Verdi, associazioni come il Wwf e di questi nessuno alla fine è arrivato a Nizza. A meno
che sul quel treno ci fossero delle bombe, sono in discussione i principi della
democrazia, della libera circolazione delle idee e delle persone". Così Matteo, del
nodo lillipuziano di Venegono ha commentato il blocco alla frontiera. Alcuni componenti del nodo della Rete di Venegono e del neonato di
Busto Arsizio, hanno viaggiato sul pullman organizzato dalla Cisl e sono riusciti a
raggiungere la città in cui è si svolta la manifestazione. Pensavano di unirsi agli
altri componenti di questa nuova realtà e invece a Nizza probabilmente c'erano solo loro.
Fra le ipotesi dell'accaduto anche una selezione all'ingresso che ha escluso le componenti
più critiche nei confronti della carta e del vertice europeo. "E di certo la polizia
- dicono - si è avvalorata del lavoro dei funzionari sindacali italiani, dislocati alle
frontiere". Qui infatti, per ragioni organizzative, i funzionari erano addetti a
segnare sul foglio delle presenze tutti i pullman in arrivo dall'Italia.
Contribuire ad un sostanziale miglioramento della Carta dei diritti,
fra i motivi dell'adesione della Rete di Lilliput. Ma l'intenzione che era stata espressa
nella piattaforma di adesione, era quella di prendere posizione su alcuni punti all'ordine
del giorno della Conferenza intergovernativa, come la proposta di modifica dell'articolo
133 del Trattato di Amsterdam, sull'estensione dei poteri della Commissione al Commercio
su nuovi temi come investimenti, servizi, proprietà intellettuali. E molte le richieste
da rivolgere ai capi di governo riuniti a Nizza: la cancellazione del debito, la
tassazione dei capitali speculativi, l'eliminazione dei paradisi fiscali, la difesa del
concetto del servizio pubblico e infine la libera circolazione delle persone e delle idee
all'interno della Ue.
In viaggio sulle stesso pullman anche alcuni esponenti del Prc, che
ha votato contro la Carta dei diritti. "A Nizza perché mettiamo il massimo sforzo
per costruire un movimento europeo che sappia opporsi alle logiche monetarie, che hanno
contraddistinto fino adesso il modo di procedere della Ue - ha spiegato Giovanni Bonometti
della segreteria del Prc - credo ci sia la necessità di discutere per dare un peso
diverso ai diritti e ai bisogni, che devono essere posti al di sopra dei profitti".
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