Anche dopo il lieto fine e la nomina
del nuovo Presidente a cui auguriamo di cuore buon lavoro - e di una Giunta
"arcobaleno" permane qualcosa di sfuggente nella lunga crisi che ha travagliato
e ritardato lattività della C.C.I.A.A. di Varese e che è stato possibile risolvere
con le responsabili dimissioni di Dario Guidali.
Rimane, per chi in tutta questa vicenda ha preferito non interpretare
la parte comoda dello spettatore opportunista, la sensazione amara e sgradevole di aver
vissuto una storia che avrebbe potuto essere risolta, se affrontata con chiarezza
nellunica sede giusta, in tempi molto più rapidi.
Per fortuna, il colpo dala finale è riuscito ad evitare il
commissariamento dellEnte : sarebbe stato davvero un epilogo inglorioso per una
delle prime "camere delleconomia" che in Italia ha sperimentato la novità
della legge di riforma degli organismi camerali e avrebbe probabilmente interrotto, almeno
nella nostra Provincia, una riforma che sta delineando per il sistema camerale un ruolo
fondamentale nelleconomia dei territori di appartenenza e le sta accreditando di
unautorevolezza nuova, frutto diretto ed importante dellautonomia da cui il
complesso della riforma trae forza e concretezza.
Tutto è bene quel che finisce bene, ma, a futura memoria, questa
storia lascia irrisolte non poche delle questioni che ha aperto.
Tanto per iniziare, è giusto che i contrasti interni di
unAssociazione debbano ricadere sulla vita dellIstituto camerale e
condizionarne loperatività, anche in considerazione del fatto che più della metà
delle imprese (obbligatoriamente) iscritte alla C.C.I.A.A. non aderisce (volontariamente)
a nessuna delle organizzazioni di rappresentanza presenti in Provincia?
E ancora, con quale spirito agiranno e di quanta autonomia potranno
godere gli organismi dirigenti eletti nellesercizio della loro funzione : la
potranno esercitare liberamente oppure sotto la lente dingrandimento e la tutela di
quella che, almeno nella vicenda Guidali, si è comportata come unanacronistica
oligarchia?
Non può sfuggire la contraddizione stridente tra le grandi aspettative
messe in circolo da una legge che ha individuato per le C.C.I.A.A. un ruolo fondamentale
nelleconomia attribuendone la responsabilità alle forze economiche del territorio
ed il comportamento di chi, con grandi accordi e con piccoli complotti, prima ha
incoronato e poi ha decapitato il proprio re, con la presunzione di poter agire in
completa esenzione da ogni vincolo di coerenza e dallobbligo civile di spiegarsi e
di spiegare.
E questo il comportamento di una classe dirigente che si muove
con la presupponenza di chi ha una tradizione egemonica alle spalle e magari ne detiene
ancora i numeri, ma che della 580 dimostra di non avere assimilato lo spirito, ovvero di
averlo compreso benissimo ma di temerne gli effetti.
Queste Associazioni hanno forse paura della maggiore forza e del
prestigio che potrebbe derivare alle C.C.I.A.A. dallautonomia delle persone chiamate
a comporne gli organismi dirigenti ?
Noi ci auguriamo, ma ne siamo fermamente convinti ed i risultati
"sorprendenti" della nomina della nuova Giunta ne sono indiretta conferma, che
laver "dimissionato" Guidali non riuscirà a fermare né tanto meno a
normalizzare un processo di rinnovamento che deve andare avanti e andrà avanti a dispetto
di questa brutta e strana storia.