Il
nuovo impianto di incenerimento della cementeria Merone è stato nuovamente il tema di una
assemblea pubblica, svoltasi ieri sera a Varano Borghi. L'ha organizzata l'associazione il
Gobbino ed ha rappresentato l'occasione per fare il punto della situazione su tutte le
iniziative intraprese per impedire l'avvio dell'impianto che porterà a bruciare, a
partire dal marzo prossimo, combustibile alternativo.Finora a
questa causa hanno dato il loro appoggio molti comuni della zona che hanno così
costituito un vero fronte del no. Molte sono infatti le amministrazioni che si sono
espresse in consiglio comunale per la revoca della delibera regionale. Biandronno,
Bregano, Brebbia, Cazzago Brabbia, Varano Borghi, Inarzo, Osmate, Comabbio, Cadrezzate e
Travedona Monate sono già nella lista del sindaco di Travedona Monate, Franzetti,
coordinatore di questa azione. Mentre Casale Litta, Mercallo e Vergiate
l'approveranno nelle proprie sedute consiliari in programma per la settimana prossima.
Accanto
all'azione dei comuni ci sono anche i ricorsi al Tar. Quelli dei privati cittadini e anche
quelli dei comuni del Consorzio del Lago di Monate, di Cadrezzate, Travedona Monate,
Comabbio e Osmate. Come ha spiegato Giuseppe Bianchi, presidente del Consorzio, a motivare
il procedimento è soprattutto la posizione dell'impianto. Posto fra due laghi, quello di
Monate e quello di Varese e quindi il pericolo per le falde acquifere che collegano i due
laghi. Senza contare che "l'area della Merone, almeno per un terzo, è collocata,
secondo il Prg, in un'area di forte interesse paesistico-ambientale".
Ieri sera è invece stata lanciata la nuova iniziativa
dell'associazione ambientale. Una raccolta di firme che sarà estesa prossimamente in
tutti i comuni limitrofi. Insieme alle scelte dei consigli comunali tutti questi documenti
raggiungeranno presto il Pirellone. L'obiettivo è infatti quello di organizzare un
pullman da Ternate con direzione Milano. Saranno i cittadini, insieme ai loro sindaci e ai
promotori delle iniziative contro il piccolo inceneritore a consegnare direttamente nelle
mani del presidente Roberto Formigoni il loro dissenso e la volontà di revoca della
delibera della giunta regionale. Ma non solo. In programma c'è ancora la manifestazione
presso la cementeria.
Giovanni Ravasi, Luca Corti, Tito Tommasina del Gobbino, il
presidente del Consorzio del lago di Monate, il dott. Giannace, di professione segretario
comunale hanno ribadito alla platea della sala Enal, intorno alle centocinquanta persone,
le ragioni e gli elementi qualificanti della protesta. La mancanza di trasparenza e
pubblicità delle scelte del comune. "Questa questione non può essere considerata in
base alla sua legittimità, ma in base all'opportunità - ha detto il dott. Giannace -
fino a che punto si può andare avanti a considerarci pavidi imbecilli?". E ancora
"nulla è più lecito della difesa dei nostri diritti - ha aggiunto Giannace -
soprattutto quando si tratta del diritto stesso all'esistenza".
Nel corso della serata ci sono stati anche gli interventi dal
pubblico. Giovanni Martina, consigliere regionale e segretario del Prc era fra questi.
Autore nei mesi scorsi di una mozione in consiglio regionale a questo proposito, ha
portato nuovamente l'attenzione del pubblico sulla elevata diffusione di questi siti in
Lombardia e sulla mancanza di un piano dei rifiuti a livello regionale.
E sulle ultime assicurazioni del sindaco di Ternate Elena Sessa,
come la futura costituzione di una commissione tecnica e della cementeria
sull'intensificazione dei controlli, si è espresso a chiare lettere Luca Corti.
"I controlli non ci interessano, perché è la costruzione dell'impianto stesso che
non vogliamo".
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