Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 12.44.08
Giorno
04/06/07
L'Enel dà in numeri in provincia di Varese
 
Varese - alle 9 presidio, e nel pomeriggio sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali confederali
I lavoratori Enel presidiano la direzione di viale Belforte

presidio.jpg (19054 byte)«Noi non siamo molto visibili negli scioperi, ma la legge che li regolamenta e il nostro senso di responsabilità ci impediscono di interrompere un servizio così importante» così i lavoratori Enel giustificano il loro sciopero "da gentlemen", che non sconquassa le abitudini di vita dei cittadini impegnati a discutere variazioni nelle bollette, i quali vedendo le bandiere colorate temono e domandano - ma solo per il tempo di averne la smentita -  se i servizi della direzione generale varesina di viale Belforte siano interrotti in questa mattina piovosa d'estate. Ma si tratta solo di un presidio: nessun picchetto, e sciopero previsto solo nel pomeriggio, cioè dopo l'orario di chiusura al pubblico degli uffici. «Non vogliamo che l'utenza ci rimetta».

sindacalisti.jpg (16054 byte)Chi parla è Luciano Pellizzaro(al centro nella foto con Gorlini a destra e Marchesotti a sinistra) segretario provinciale della FNLE-CGIL: «Quello che chiediamo è un contratto unico di settore. Per ora ci sono, per i dipendenti di aziende elettriche, quattro contratti: quello di assoelettrica (che coinvolge aziende come l'Edison), federelettrica (quella a cui è legata Aem), Enel, Uniem (che raggruppa le piccole e medie aziende del settore).  La gestione della trattativa per il rinnovo del contratto è affidata a Confindustria, di cui Assoelettrica è una rappresentante: l'Enel, che da sola fa 78 mila dipendenti contro i 1900 di assoelettrica, ha preferito delegare i colleghi confindustriali per le trattative su cambi di normativa». Insomma, hanno mandato i colleghi a fare il lavoro sporco, poiché l'ente pubblico avrebbe qualche problema a giustificare certe prese di posizione... «diciamo così. Fattostà che Enel non è più una grossa azienda, ma una holding dove sono state create molte piccole società. Con il rischio che non si capisca più quale contratto applicano. Anche se finora il contratto è per tutti quello della società principale»

In provincia, Enel significa 650 dipendenti con una struttura di produzione a Castellanza e la direzione di esercizio a Varese. Ma significa anche uffici smantellati:«Tre importanti  recapiti come quelli di Besozzo, Luino e Saronno sono stati chiusi in nome dei nuovi sistemi di pagamento» spiega Gian Paolo Gorlini, delegato della Flaei-Cisl «La verità è che questa nuova dirigenza Enel riduce il personale al minimo e non fa investimenti sul territorio o sulla sicurezza»

«Di queste trattative contrattuali che non finiscono mai» ammette Irma Marchesotti, delegata della Uilcem «quello che mi preoccupa di più è l'occupazione» I numeri nazionali dell'Enel in effetti non sono confortanti: se la grande azienda elettrica ha incassato nel 1999 quattromila miliardi di utile, è stato prevalentemente grazie ai tagli effettuati sui lavoratori, che sono passati in poco tempo da 115mila a 78mila: questa è l'opinione dei sindacalisti in sciopero.

«Per farsi un idea di quello che sarà il futuro per i dipendenti Enel basta andare alla centrale di Ronco Valgrande, al lago d'Elio - conclude la Marchesotti - non c'è nessuno lì, nemmeno un custode. È tutta automatizzata, e la comandano da Sondrio».

Stefania Radman

Torna all'inizio dell'articolo