New economy: un concetto così di moda ma
così disgraziato, tanto che fin dal momento del suo boom è stato subito distorto fino a
renderlo irriconoscibile. Per new economy infatti si pensa normalmente all'economia delle
aziende high tech, quelle legate al business della tecnologia: un concetto un pò
restrittivo visto che la "nuova economia" farà certamente uso a piene mani
della tecnologia e del nuovo modo di comunicare, ma investirà - utilizzando i nuovi
strumenti di lavoro e comunicazione - tutti i settori, rivoluzionandone i tempi di
produzione e di distribuzione e azzerando le distanze del business.Concetto astratto, difficile da capire, indeclinabile nella nostra provincia
poco propensa alle novità? Tutto sbagliato: andate sul sito www.baldoria.com e comprenderete come un quasi
centenario laboratorio di disegni per tessuti di Azzio, che non ha mai fatto produzione,
possa da un momento all'altro decidere di darsi alla creazione di cravatte e tentare di
sfondare in America. Senza aver vinto alla lotteria, ma anzi risparmiando sui costi
di distribuzione.
Ci pensa il padre Paolo, disegnatore di
tessuti alla terza generazione, a raccontare la storia di questa piccola ma
intraprendente azienda:«Ha iniziato mio nonno Celestino nel 1935, producendo
disegni per tessuti - spiega Paolo Pianezza - al seguito di Gualdo Porro, che è
stato il primo disegnatore jacquard italiano e che, intorno al 1920, viveva e disegnava ad
Azzio. La mia famiglia l'ha anche seguito a Como, per un certo periodo, quando lui ha
trasferito il laboratorio là. poi c'è stato il suo - e il nostro - ritorno ad Azzio».
«La svolta è arrivata un paio di anni fa, quando con
l'introduzione di una nuova tecnologia si è aperta per noi anche la possibilità di fare
anche produzione diretta. -continua Michele Pianezza, figlio e socio in azienda - Ma
muoversi in maniera tradizionale per poter distribuire i nostri prodotti ha dei
tempi e dei costi impossibili. Per questo abbiamo provato a rivolgerci ad un canale di
distribuzione diverso, quello del web, rivolgendoci prevalentemente al mercato americano:
lì il concetto di acquisti in rete è molto più maturo». E' per questo che se voi
andate nel sito www.baldoria.com non trovate alcun
accenno né ad Azzio né alla zona in cui è ubicata l'azienda: con l'idea approssimativa
che gli americani hanno della geografia italiana, non valeva la pena star lì a
sottilizzare: per loro seta vuol dire Como, e perciò tanto vale accontentarli. Tanto, il
contatto reale con l'azienda non l'avranno mai...
Sempre per assecondare il mercato
americano, che ancora per un pò si prevede sia l'unico dove davvero è possibile fare
affari su Internet, i Pianezza hanno organizzato tutta la campagna di comunicazione negli
Stati Uniti: «Il sito l'ha fatto una agenzia americana sui gusti di oltreoceano, e la
presentazione alla stampa l'abbiamo fatta a New York. Nel nostro sito si parla solo
inglese: insomma è decisamente rivolta a quel mercato, per il quale stiamo pensando anche
ad altre iniziative di marketing». Un'idea che ha pochi mesi: «La presentazione
alla stampa è stata a novembre: siamo perciò ai primi passi, visto che abbiamo nel
frattempo pure cambiato il sito per rendere più comprensibile il tipo di prodotto».
L'azienda, che nel paese non è nemmeno segnalata e sta giusto
dietro una casa residenziale, ha al suo interno più di 20 persone, e ha nel suo archivio
più di un milione di disegni «il nostro archivio è in parte cartaceo e in parte
digitalizzato. - spiega Michele - Tutti i nuovi disegni sono su cd rom, ma abbiamo anche
vecchi libroni dell'ottocento, che costituiscono una sorta di museo privato della stampa
su tessuti».
L'attività di disegno di tessuti della Pianezza, ovviamente, non si
è fermata in concomitanza di questo nuovo business: «Con il risultato che - continua
Michele - durante la mattina lavoriamo per i nostri clienti sui disegni (i loro clienti
hanno nomi come Ratti e Mantero, n.d.r.) e dal pomeriggio a sera inoltrata raccogliamo gli
ordini e lavoriamo per Baldoria». Un super lavoro per la famiglia Pianezza, coinvolta in
blocco nell'azienda, come è uso delle aziende di zona: Il padre Paolo è il disegnatore
dei tessuti, colui che si occupa perciò della realizzazione del particolare prodotto
della Pianezza. Mamma Maria si occupa della gestione contabile della società,
mentre il figlio Michele, che ha 27 anni, si è occupato di gran parte della
"questione Baldoria" dal packaging alle relazioni con i corrispondenti
americani, e la figlia Paola infine, che è fresca di laurea in Bocconi e in azienda ci
lavora da pochi mesi, si occupa più specificamente del marketing del nuovo prodotto.
Un prodotto particolarissimo, anch'esso paradigma del nuovo modo di
fare affari: una cravatta (o un foulard, o una sciarpa di seta) inesistente finché non
viene ordinata via e-mail. Dal momento dell'ordine, la Baldoria prepara e
personalizza il pezzo richiesto dando la possibilità di scegliere on line tra centinaia
di fantasie, e di inserire anche messaggi e personalizzazioni testuali varie, fino ad un
massimo di 70 caratteri. Tempo massimo di consegna via corriere: 15 giorni, dall'ordine
all'arrivo del sofisticato pacchetto cilindrico in alluminio con il prezioso contenuto.
Costo in dollari: 125, un prezzo medio per il mercato americano, dove le cravatte si
acquistano con un minimo di 80 dollari di spesa fino ad un massimo di 150.
"E questo è solo l'inizio - spiega Paola - in arrivo ci
sono anche capi d'abbigliamento "a tiratura limitata", come i coloratissimi top,
o alcuni modelli di gonne o camicie da donna». Merce sempre destinata al mercato
americano, anche se non sfigurerebbero affatto in un ipotetica borsa della spesa delle
acquirenti italiane. Ma sull'Italia, a dir la verità, la famiglia Pianezza non ci conta
poi tanto, almeno per ora:«In Italia si parla di e-commerce solo quando c'è da
raccontare di furti alle carte di credito - racconta sconsolato Michele Pianezza - Per ora
qui c'è ancora troppa diffidenza sull'argomento».
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