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Ore 12.44.08
Giorno
04/06/07
www.baldoria.com: il sito dell'azienda Pianezza
Azzio - La storia dell'azienda dei Pianezza, da settant'anni disegnatori di tessuti, passati alla produzione col sostegno di Internet
Le cravatte agli americani? Le vendiamo in rete

New economy: un concetto così di moda ma così disgraziato, tanto che fin dal momento del suo boom è stato subito distorto fino a renderlo irriconoscibile. Per new economy infatti si pensa normalmente all'economia delle aziende high tech, quelle legate al business della tecnologia: un concetto un pò restrittivo visto che la "nuova economia" farà certamente uso a piene mani della tecnologia e del nuovo modo di comunicare, ma investirà - utilizzando i nuovi strumenti di lavoro e comunicazione - tutti i settori, rivoluzionandone i tempi di produzione e di distribuzione e azzerando le distanze del business.

Concetto astratto, difficile da capire, indeclinabile nella nostra provincia poco propensa alle novità? Tutto sbagliato: andate sul sito www.baldoria.com e comprenderete come un quasi centenario laboratorio di disegni per tessuti di Azzio, che non ha mai fatto produzione, possa da un momento all'altro decidere di darsi alla creazione di cravatte e tentare di sfondare in America.  Senza aver vinto alla lotteria, ma anzi risparmiando sui costi di distribuzione.

Ci pensa il padre Paolo, disegnatore di tessuti alla terza generazione, a raccontare la storia di questa piccola ma intraprendente  azienda:«Ha iniziato mio nonno Celestino nel 1935, producendo disegni per tessuti - spiega  Paolo Pianezza - al seguito di Gualdo Porro, che è stato il primo disegnatore jacquard italiano e che, intorno al 1920, viveva e disegnava ad Azzio. La mia famiglia l'ha anche seguito a Como, per un certo periodo, quando lui ha trasferito il laboratorio là. poi c'è stato il suo - e il nostro - ritorno ad Azzio».

«La svolta è arrivata un paio di anni fa, quando con l'introduzione di una nuova tecnologia si è aperta per noi anche la possibilità di fare anche produzione diretta. -continua Michele Pianezza, figlio e socio in azienda - Ma muoversi in maniera tradizionale per poter distribuire i nostri prodotti  ha dei tempi e dei costi impossibili. Per questo abbiamo provato a rivolgerci ad un canale di distribuzione diverso, quello del web, rivolgendoci prevalentemente al mercato americano: lì il concetto di acquisti in rete è molto più maturo». E' per questo che se voi andate nel sito www.baldoria.com non trovate alcun accenno né ad Azzio né alla zona in cui è ubicata l'azienda: con l'idea approssimativa che gli americani hanno della geografia italiana, non valeva la pena star lì a sottilizzare: per loro seta vuol dire Como, e perciò tanto vale accontentarli. Tanto, il contatto reale con l'azienda non l'avranno mai... 

Sempre per assecondare il mercato americano, che ancora per un pò si prevede sia l'unico dove davvero è possibile fare affari su Internet, i Pianezza hanno organizzato tutta la campagna di comunicazione negli Stati Uniti: «Il sito l'ha fatto una agenzia americana sui gusti di oltreoceano, e la presentazione alla stampa l'abbiamo fatta a New York. Nel nostro sito si parla solo inglese: insomma è decisamente rivolta a quel mercato, per il quale stiamo pensando anche ad altre iniziative di marketing».   Un'idea che ha pochi mesi: «La presentazione alla stampa è stata a novembre: siamo perciò ai primi passi, visto che abbiamo nel frattempo pure cambiato il sito per rendere più comprensibile il tipo di prodotto».

L'azienda, che nel paese non è nemmeno segnalata e sta giusto dietro una casa residenziale, ha al suo interno più di 20 persone, e ha nel suo archivio più di un milione di disegni «il nostro archivio è in parte cartaceo e in parte digitalizzato. - spiega Michele - Tutti i nuovi disegni sono su cd rom, ma abbiamo anche vecchi libroni dell'ottocento, che costituiscono una sorta di museo privato della stampa su tessuti».

L'attività di disegno di tessuti della Pianezza, ovviamente, non si è fermata in concomitanza di questo nuovo business: «Con il risultato che - continua Michele - durante la mattina lavoriamo per i nostri clienti sui disegni (i loro clienti hanno nomi come Ratti e Mantero, n.d.r.) e dal pomeriggio a sera inoltrata raccogliamo gli ordini e lavoriamo per Baldoria». Un super lavoro per la famiglia Pianezza, coinvolta in blocco nell'azienda, come è uso delle aziende di zona: Il padre Paolo è il disegnatore dei tessuti, colui che si occupa perciò della realizzazione del particolare prodotto della Pianezza.  Mamma Maria si occupa della gestione contabile della società, mentre il figlio Michele, che ha 27 anni, si è occupato di gran parte della "questione Baldoria" dal packaging alle relazioni con i corrispondenti americani, e la figlia Paola infine, che è fresca di laurea in Bocconi e in azienda ci lavora da pochi mesi, si occupa più specificamente del marketing del nuovo prodotto.

Un prodotto particolarissimo, anch'esso paradigma del nuovo modo di fare affari: una cravatta (o un foulard, o una sciarpa di seta) inesistente finché non viene ordinata via e-mail. Dal momento dell'ordine, la Baldoria prepara  e personalizza il pezzo richiesto dando la possibilità di scegliere on line tra centinaia di fantasie, e di inserire anche messaggi e personalizzazioni testuali varie, fino ad un massimo di 70 caratteri. Tempo massimo di consegna via corriere: 15 giorni, dall'ordine all'arrivo del sofisticato pacchetto cilindrico in alluminio con il prezioso contenuto. Costo in dollari: 125, un prezzo medio per il mercato americano, dove le cravatte si acquistano con un minimo di 80 dollari di spesa fino ad un massimo di 150.

 "E questo è solo l'inizio - spiega Paola - in arrivo ci sono anche capi d'abbigliamento "a tiratura limitata", come i coloratissimi top, o alcuni modelli di gonne o camicie da donna». Merce sempre destinata al mercato americano, anche se non sfigurerebbero affatto in un ipotetica borsa della spesa delle acquirenti italiane. Ma sull'Italia, a dir la verità, la famiglia Pianezza non ci conta poi tanto, almeno per ora:«In Italia si parla di e-commerce solo quando c'è da raccontare di furti alle carte di credito - racconta sconsolato Michele Pianezza - Per ora qui c'è ancora troppa diffidenza sull'argomento».

Stefania Radman

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