| La Banca del Ticino è sotto inchiesta.
Dal novembre scorso il sostituto procuratore Roberto Craveia sta coordinando un'indagine,
affidata alla Guardia di Finanza, per accertare se nella gestione dell'istituto di credito
ora passato alla Banca Popolare di Intra siano stati commessi reati. L'azione nasce a
seguito di un rapporto che Bankitalia ha inviato alla Procura, dopo un'ispezione sui conti
della banca effettuata l'anno scorso. Nel documento consegnato ai magistrati dal
commissario straordinario Piero Santelli emergerebbe una situazione tale da far ipotizzare
reati che vanno dal falso in bilancio alla violazione della legge bancaria. In
particolare, le indagini si concentrerebbero su alcuni buchi contabili, determinati dalla
concessione di fidi senza le necessarie garanzie. L'inchiesta non ha però finora alcun
indagato La settimana scorsa il magistrato ha anche acquisito
gli atti del processo civile in corso, intentato dalla stessa Banca d'Italia: nel luglio
1999 la Banca del Ticino era stata oggetto di un'ispezione, su richiesta del consiglio
d'amministrazione stesso, da parte dell'istituto di via Nazionale; inizia il lavoro del
commissario Santini e nel frattempo vengono congelati tutti i pagamenti a soci ed
azionisti. La Banca attraversa poi una transizione "dolce", venendo acquisita
dalla Banca popolare di Intra. Ma, al termine del suo mandato, il funzionario dell'organo
di controllo del sistema bancario italiano decide la strada dell'azione civile con lo
scopo di rivalersi per le cifre su cui Bankitalia si era esposta, e invia un rapporto
dettagliato alla Procura di Busto. Scatta così l'indagine affidata alla Gdf che é
tuttora in corso.
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