Una cosa è certa , ai consigli comunali di
Saronno non mancano mai colpi di scena. Anche questa volta L'amministrazione Gilli, nello
splendido clima equatoriale dell'auditorium della scuola media di via Aldo Moro, ha tirato
fuori dal cilindro, come farebbe un mago della migliore tradizione, una questione a dir
poco sorprendente. La faccenda risale alla passata gestione e
riguarda un contributo Frisl di due miliardi richiesto dal Comune alla Regione. Il
Pirellone deliberava sì il finanziamento, pero' di un miliardo e mezzo e nel 1998, in
seguito alla delibera del 23 settembre dello stesso anno, inviava una lettera (lettera
16 dicembre 1998 protocollo n.° 39009 categoria decima classe 1, classificata
Lavori Pubblici) al Comune di Saronno, nella quale informava del
finanziamento. La lettera veniva regolarmente protocollata e inviata all'ufficio
competente, quello dei Lavori pubblici, però una volta arrivata all'ufficio, lì si
fermava, nel fondo di un cassetto "di un geometra di sesto livello". Tutti erano
dunque convinti che il contributto concesso fosse di due miliardi, fino a quando è
arrivata la prima rata del mutuo che, nella sorpresa generale, svelava l'arcano. Come puo'
essere accaduto? Di chi è la colpa? E soprattutto mancano all'appello 500milioni già
impegnati nella previsione di spesa, da dove salteranno fuori questi soldi? Per quanto
riguarda le colpe, scartate le poste italiane, che in quell'occasione funzionarono come di
dovere, non rimaneva che l'ufficio protocollo e gli amministratori di allora. «In realtà
- ha spiegato il Sindaco - nessuno vuole fare il processo all'ufficio protocollo che
funziona bene, ma è dovere del sindaco e degli assessori controllare le determinazioni
dirigenziali. Io la posta che arriva in Comune la vedo tutta, e a volte la riclassifico.
Comunque questo non è un problema dell'attuale gestione dove la collaborazione tra
dirigenti e assessori è proficua. Qui continuano a saltar fuori cadaveri della passata
amministrazione. Ora chiudere la stalla quando i buoi sono scappati non serve a nulla».
E
mentre Augusto Airoldi (nella foto a sinistra) del Ppi si
chiedeva che cosa ne sarebbe stato della posta nel caso il Sindaco si fosse
ammalato, Pierluigi Gilli, armato di dito mignolo e dito indice, sfoderava tempestivamente
e vecchia maniera uno scongiuro a due mani .
Il mea culpa del Centrosinistra, all'epoca dei fatti
maggioranza, raggiungeva il suo culmine con l'intervento del consigliere Fausto Forti, dei
Democratici- Laburisti-Repubblicani, il quale ammetteva il grosso errore fatto due anni
fa. «Voterò con un dolore nel cuore- diceva il consigliere di minoranza-, perché io
all'epoca facevo parte di quella maggioranza». L'ammissione di colpevolezza di Forti
scatenava in seno alla maggioranza un valzer di sentimenti. E così un'ondata di
gratitudine mista a commozione, partita dal consigliere di Fi Farinelli fino al
vicesindaco Annalisa Renoldi, si riversava sul consigliere "pentito".
Comunque i 500milioni già impegnati nella previsione di spesa verranno
"stornati" da altre opere previste, con tuttà probabilità opere di
manutenzione.
Sul
banco di tutti i consiglieri c'era un bel malloppone, ovvero il rendiconto di gestione.
Ancora una volta i residui passivi hanno avuto la ribalta della serata. Come già
annunciato qualche mese fa, le pieghe del bilancio hanno riservato una gradita sorpresa
agli amministratori, che potranno così disporre di circa quattro miliardi da
reinvestire. Il vicesindaco Renoldi ha chiarito, su sollecitazione dell'opposizione,
che non cè stata nessuna enfasi nell'annuncio della maggioranza, perché per un ente
pubblico il fatto che siano avanzati dei soldi non è certo segno di buona
amministrazione.
Tutti d'accordo per allentare la pressione fiscale, dal leghista
Fausto Busnelli al consigliere del centrosinistra Federico Franchi (sopra
nella foto). Quest'ultimo però ha ribadito la sua delusione circa il
"modesto risultato di recupero dell'Ici" (150milioni circa), che confermerebbe
una scarsa attenzione al fenomeno dell'evasione. Franchi ha sottolineato anche di non
condividere la scelta fatta sugli investimenti.«Trovo che sia preoccupante- ha detto il
consigliere di minoranza- il fatto che siano stati impeganti solo il 60 per cento degli
investimenti previsti. La città ha bisogno di manutenzione, ma forse più di servizi e di
infrastrutture di largo respiro». Marco Strada di Rc parlando "in nome del popolo
che ragioniere non è" ha lamentato una difficoltà del cittadino nel
leggere le tabelle pubblicate nel documento e anche la mancanza di un'analisi di contesto,
che tenesse conto anche delle variabili ambientali.
All'ordine del giorno anche la nomina del collegio dei revisori dei
conti e del difensore civico. Fumata bianca per i primi con la nomina di Claudio Croce
(revisore), Egidio Basilico (commercialista), Andrea Galli (ragionere). Fumata nera, dopo
una diatriba interpretativa sulla norma che stabiliva la maggioranza necessaria
all'elezione, invece per il difensore civico, non essendo stata raggiunta la maggioranza
richiesta. Sarà stata colpa degli Europei di calcio, del caldo o delle zanzare, fatto sta
che a questa seduta consiliare aperta al pubblico hanno partecipato pochi e silenti
cittadini.
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